Previste nuove esenzioni fiscali per i piccoli investitori privati
Per attirare i piccoli investitori privati lo Stato propone di esentare dall’imposta sui redditi i ricavi provenienti dalla vendita dei titoli delle società - Ne potranno godere i cittadini russi - Il Cremlino proporre di introdurre controlli sugli investimenti stranieri in Internet - Il presidente Dmitrij Medvedev propone nuovi controlli sulle attività delle banche statali.
Alla Duma di Stato è stato presentato un disegno di legge sulle esenzioni fiscali per quei residenti russi che dovessero decidere di vendere i titoli delle società russe. Le persone fisiche potranno ridurre la base imponibile per la somma dell’imposta sui redditi al momento della vendita dei titoli e delle quote dei fondi d’investimento a condizione che i titoli siano stati di proprietà del venditore per almeno un anno. Secondo gli autori della nuova legge il provvedimento deve stimolare l’interesse dei potenziali investitori verso i titoli delle società russe, specie da parte dei piccoli investitori privati che così potrebbero considerare investimenti a lungo termine.
Come ha dichiarato il presidente della Commissione della Duma di Stato per il mercato finanziario, Vladislav Reznik, il disegno prevede la revisione della Parte II del Codice fiscale e stabilirà il diritto alle esenzioni fiscali per le operazioni di vendita dei titoli delle società russe. La nuova legge riguarderà i titoli ammessi alla circolazione regolare sul mercato dei titoli della Russia e non limiterà l’entità dell’esenzione fiscale.
Questo tipo di approccio permetterà di esentare da una parte consistente delle tasse gli investimenti delle persone fisiche. Inoltre, si prevede che la nuova legge favorisca lo sviluppo delle attività sul mercato dei titoli, soprattutto per quel che riguarda un coinvolgimento su larga scala di investitori individuali nel processo di investimento in azioni di società russe. La legge inoltre dovrà stimolare gli investimenti a lungo termine: secondo Reznik saranno attirati dei capitali d’investimento e non quelli speculativi, la legge frenerà il deflusso dei capitali dal mercato russo nelle zone offshore. “Tenendo conto della difficile situazione finanziaria attuale si propone di estendere l’azione della nuova legge sulle relazioni di diritto comparsi a partire dal 1° gennaio del 2008”, ha sottolineato Reznik.
Se la legge dovesse essere varata, le persone fisiche potrebbero veder diminuire la base imponibile della tassa derivante dalla cessione dei titoli delle quote dei fondi d’investimento per la somma dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, che attualmente è del 13 per cento (flat rate).
Molti analisti sono d’accordo che la nuova legge permetterà di interessare molti piccoli nuovi investitori alle operazioni in Borsa. Dopo la presentazione del disegno di questa legge l’afflusso dei piccoli investitori è aumentato nel mese di marzo rispetto ai mesi precedenti. L’introduzione di questa nuova esenzione fiscale dovrà semplificare la decisione dei potenziali investitori di acquistare titoli.
Nello stesso tempo il Cremlino sta cercando di mettere sotto controllo alcuni tipi di investimenti stranieri, in primo luogo quelli che vanno su Internet. In particolare il presidente russo, Dmitrij Medvedev,, ha auspicato che anche i motori di ricerca russi siano inclusi nella lista delle imprese strategiche e quindi dovranno essere sottoposti alle stesse limitazioni che bloccano gli investimenti esteri in queste aziende. Per entrare in tali imprese gli stranieri devono chiedere un’autorizzazione governativa se la loro partecipazione supera una certa quota di capitale. Per il momento questo tipo di controlli riguarda le imprese dell’industria gas-petrolifera, e le aziende del complesso militare-industriale.
L’ingresso dei capitali stranieri nelle maggiori strutture russe del settore Internet - che comprendono i motori di ricerca e le reti sociali - è inevitabile. “Non considerate le mie parole troppo conservatrici, ma lo Stato deve poter controllare il processo d’investimenti in Internet: è una questione di sicurezza statale”, ha dichiarato Medvedev.
Lo scorso anno Google non è stata ammessa all’acquisto da parte di Rambler, uno delle società leader di Internet in Russia, della società Begun che vende la pubblicità contestuale in rete. L’Antitrust russo ha bloccato l’affare dopo che Google si era rifiutata di presentare delle informazioni richieste riguardo alla propria struttura proprietaria.
Medvedev ha dichiarato che lo Stato stesso deve considerare l’opportunità di investire in Internet: “Pochi anni fa la capitalizzazione dell’intero segmento di Internet russo era stata stimata in 200 milioni di dollari, mentre la crescita esplosiva degli anni scorsi ha portato la capitalizzazione nel periodo ante crisi a cinque miliardi di dollari, forse anche di più. Adesso la capitalizzazione è diminuita ma questo non vuol dire che lo Stato non deve prestare attenzione ai processi finanziari che maturano nelle società-operatrici di Internet”, ha sottolineato il leader del Cremlino.
Lo Stato potrà controllare l’arrivo degli investitori stranieri tramite un meccanismo di approvazione degli affari. Le maggiori società del settore dovranno passare attraverso il setaccio dell’Antitrust, che potrà bloccare gli affari che, secondo gli esperti governativi, minacciano di mettere a rischio la sicurezza nazionale della Russia. In questa situazione è molto importante stabilire delle regole del gioco “chiare e trasparenti”.
Più in generale il tema di “controlli” è diventata negli ultimi tempi molto popolare ai vertici del Cremlino. E serve un maggiore controllo delle banche a partecipazione statale secondo il presidente russo, Dmitrij Medvedev. Per il capo dello Stato russo “è meglio” in periodo di crisi la scelta di “controllare” processi come “stanziamenti, finanziamento e regolamentazione”. Il leader del Cremlino ha sottolineato che il controllo “non è per sempre, ma in tempi di crisi, per un breve periodo di tempo”.
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