Aspetti particolari del recesso dei soci dalle società a responsabilità limitata
Ogni socio ha il diritto di recedere dalla società in qualsiasi momento anche senza consenso degli altri soci o della società stessa - Non è soggetto a limitazioni né il diritto stesso, né il tempo di recesso - La quota del socio che recede va distribuita tra tutti i soci proporzionalmente alle loro quote del capitale sociale in base ad una decisione dell’assemblea generale
Il presente articolo studierà alcuni aspetti del recesso dei soci dalle società a responsabilità limitata: diritto di recesso, procedura di recesso, conseguenze legali e responsabilità successiva del socio receduto. Data la peculiarità del recesso, consigliamo di avere con questo istituto un approccio professionale e non semplicemente empirico.
Ai sensi dell’art. 94 del Codice Civile della Federazione Russa e dell’art.26 della Legge Federale dell’ 8 febbraio 1998 №14-FZ “Sulle società a responsabilità limitata” (in seguito denominata la “Legge”), ogni socio ha il diritto di recedere dalla società in qualsiasi momento anche senza consenso degli altri soci o della società stessa. Il diritto di recesso è un diritto incondizionato dei soci. Il Codice Civile russo stabilisce il diritto di recesso con una norma imperativa e non lo limita in nessun modo. La Delibera delle sedute plenarie della Corte Suprema e della Corte Suprema Arbitrale No 6/8 dal 1 luglio del 1996 “Su alcuni problemi d’applicazione della 1 parte del Codice Civile della Federazione Russa” conferma il diritto di recesso quale incondizionato ed illimitato. Il p. 27 della Delibera indica che le condizioni degli atti di costituzione o degli statuti societari che privano i soci del diritto di recesso libero oppure che limitano questo diritto vanno considerate nulle. Non è soggetto a limitazioni né il diritto stesso, né il tempo di recesso. A differenza delle società in partecipazione economiche e delle società per azioni, i soci hanno il diritto di recedere dalle società a responsabilità limitata senza preavviso in qualsiasi momento.
Tuttavia va ricordato che la decisione di recesso dalla società può essere presa da un socio influenzato da circostanze che alterino la sua volontà reale. Il p.16 della Delibera delle sedute plenarie della Corte Suprema e della Corte Suprema Arbitrale No 90/14 dal 9 dicembre 1999 interpreta la situazione suddetta in analogia con la violazione delle condizioni della validità delle transazioni, e, nel caso la società rifiuti di adempiere alla richiesta di revocare la dichiarazione di recesso dalla società riconosce il diritto del socio di contestare giudizialmente la decisione della società ai sensi delle norme sulla invalidità delle transazioni previste dal Codice Civile della Federazione Russa.
Secondo i pp. 2 e 3 dell’art.26 della Legge nel caso di recesso del socio dalla società, la sua quota non gli appartiene più dal momento della presentazione di una dichiarazione di recesso in forma scritta. Il momento della presentazione di tale dichiarazione viene considerato il giorno in cui detta dichiarazione è stata depositata dal socio sia al Consiglio d’Amministrazione o all’organo esecutivo della società (uni personale o collegiale), sia al dipendente della società i cui obblighi includono il trasferimento della dichiarazione alla persona di competenza oppure, nel caso di spedizione della dichiarazione per via postale, come momento di presentazione viene considerato il giorno della spedizione o di ricezione da parte del dipendente della società che ha i relativi obblighi. Il momento della presentazione della dichiarazione di recesso del socio rappresenta il momento in cui inizia l’ obbligo della società di pagare il valore reale della quota; nello stesso tempo la quota del socio passa alla società e oltre alla quota il socio perde tutti i diritti di socio. Nonostante che il valore reale della quota non sia ancora pagata dalla società, il recedente non è più socio. La società è obbligata a pagare al socio, che ha fatto la dichiarazione di recesso, il valore reale della sua quota, determinata in base ai dati della contabilità relativi all’esercizio in cui è stata presentata la dichiarazione di recesso, oppure di consenso del socio a consegnargli beni in natura dello stesso valore. La società deve scegliere ed eseguire una delle due modalità entro 6 mesi dalla fine dell’esercizio in cui stata presentata la dichiarazione di recesso, se non è previsto dallo statuto un termine più breve. In caso di pagamento incompleto del conferimento nel capitale sociale, il socio recedente può richiedere solo il valore reale della parte della sua quota proporzionalmente alla parte versata del conferimento. Il pagamento del valore reale della quota del socio con il suo consenso è possibile anche sotto forma di beni dello stesso valore. Il socio non ha diritto di richiedere la restituzione dei beni che ha apportato quale conferimento nel capitale sociale. Inoltre il socio non può richiedere alla società di consegnargli i beni ai quali è interessato invece del pagamento del valore reale della sua quota nel capitale sociale.
Ai sensi del p.16 della Delibera delle sedute plenarie della Corte Suprema e della Corte Suprema Arbitrale No 90/14 nel caso in cui il socio non sia d’accordo con l’ammontare del valore reale della sua quota determinato dalla società, la corte verifica la fondatezza delle sue ragioni e delle obiezioni della società in base alle prove presentate dalle parti, previste dalle leggi del processo civile ed arbitrale, ivi incluse le conclusioni di una perizia.
La norma del comma 2, p.3, art. 26 della Legge, ai sensi del quale il valore reale della quota viene pagato in base alla differenza tra il valore degli attivi netti sociali e l’ammontare del capitale sociale oppure, in caso di mancata differenza, la società è obbligata a diminuire il capitale sociale nella misura della mancata differenza, non esclude gli obblighi della società di pagare al socio recedente il valore reale della sua quota secondo la procedura stabilita e determina solo la modalità della ricerca dei mezzi sociali per adeguare gli attivi netti al capitale sociale dopo il pagamento al socio recedente del valore reale della sua quota. Va ricordato in proposito che la Legge proibisce di diminuire il capitale sociale se risulterà inferiore all’ammontare minimo per il capitale sociale determinato ai sensi dell’art. 14 al giorno della presentazione dei documenti per la registrazione statale delle relative modifiche allo statuto (e non al giorno della registrazione statale della società). Inoltre se il valore degli attivi netti della società obbligata a diminuire il capitale sociale diventa inferiore al livello minimo, previsto dall’art.14 della Legge al giorno della registrazione statale (costituzione) della società, essa va liquidata.
Dopo il recesso del socio dalla società il socio non è più tale, quindi l’ammontare della sua quota usato per calcolare il valore reale della quota da pagare non può essere modificato, considerando il capitale sociale modificato dopo il recesso e che riguarda solo gli l’ammontare delle quote dei soci rimasti. Questa posizione corrisponde alla pratica giudiziale ed arbitrale ed è stata riflessa nella Delibera del Presidium della Corte Suprema Arbitrale della Federazione Russa dal 15 maggio del 2001 no 2825/00.
La quota del socio receduto va distribuita tra tutti i soci proporzionalmente alle loro quote del capitale sociale in base ad una decisione dell’Assemblea generale entro un anno dal giorno del trasferimento della suddetta quota alla società. Oppure la quota può essere venduta a tutti o ad alcuni soci e (o), se non è proibito dallo statuto, a terze persone e completamente pagata. La parte non distribuita o non venduta dalla quota va rimborsata con la relativa diminuzione del capitale sociale. La vendita della quota ai soci che porta ad una modifica dell’ ammontare delle quote dei soci, o a terze persone, nonché le relative modificazione degli atti di costituzione, viene effettuata in base alla decisione dell’Assemblea generale presa all’unanimità (art.24 della Legge).
Dobbiamo ricordare anche la responsabilità del socio receduto davanti alla società. Ai sensi delle leggi della Federazione Russa (art.2 della Legge), la società a responsabilità limitata viene definita come “una società economica costituita da una o più persone, il cui capitale sociale è diviso in quote dell’ ammontare stabilito dagli atti di costituzione; i soci non sono responsabili per gli obblighi della società e partecipano al rischio di perdite connesso all’attività’ sociale nei limiti dei conferimenti fatti”. Solo nel caso dell’insolvenza (fallimento) della società per colpa dei soci, ai soci suddetti (le cui decisioni o azioni hanno portato a questa situazione) può essere attribuita la responsabilità sussidiaria per gli obblighi della società in caso di mancanza di patrimonio sociale (art.3 della Legge). In base a quanto detto si può concludere che nel caso di recesso dalla società il socio non è responsabile in nessun modo per gli obblighi della società dal momento di recesso e di modifica degli atti di costituzione e di registrazione nel Registro Statale Unico delle Persone giuridiche. In caso di insolvenza (fallimento) della società, solamente se il dissesto non è successo per colpa del socio precedente al recesso il socio non è responsabile per gli obblighi della società. Nel caso di recesso dalla società il socio dovrà pagare le imposte sul valore reale della quota nella parte che supera il valore del conferimento fatto nel capitale sociale.
Come si vede, al recesso di un socio dalla società a responsabilità limitata sono collegati diversi aspetti di natura giuridica le cui conseguenze possono essere molto importanti per cui, come dicevamo all’inizio, consigliamo attenzione e supporto professionale adeguato.
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