La distribuzione dei dividendi nelle società a responsabilità limitata

Ogni società commerciale ha lo scopo di creare direttamente o indirettamente profitto. Il profitto ottenuto come risultato dell’attività viene usato dagli amministratori per lo sviluppo dell’impresa oppure viene distribuito tra i soci che hanno investito nella società.

In conformità alla legge N14-FZ dell’8 febbraio 1998 “Sulle società a responsabilità limitata” (le ultime modifiche sono del 27 luglio 2006), la società ha diritto di adottare la decisione di distribuire l’utile (netto) tra i partecipanti ogni trimestre, ogni sei mesi oppure una volta all’anno. La periodicità della distribuzione deve essere definita negli atti societari. Il profitto netto è il profitto che rimane alla società dopo la detrazione di tutte le tasse e imposte, e di tutti gli altri versamenti obbligatori. Visto che la distribuzione degli utili trimestralmente o semestralmente non viene considerata come distribuzione intermedia, la società non può distribuire il profitto futuro che presume di ottenere alla fine dell’anno, ma solo quello reale che viene riflesso nei relativi documenti finanziari della società.
La distribuzione degli utili ottenuti viene effettuata in proporzione alle quote detenute dai soci nel capitale sociale, se lo statuto della società non prevede altrimenti. Le decisioni sull’inserimento, modifica e cancellazione delle clausole che definiscono la proporzione nella distribuzione degli utili vengono adottate all’unanimità.  Per esempio, può essere adottato il criterio secondo il quale viene considerata anche la partecipazione del socio nell’amministrazione della società oppure qualsiasi altro criterio, ma in ogni caso il meccanismo della partecipazione agli utili deve essere specificato in dettaglio nello statuto della società. Questa possibilità di prevedere la distribuzione degli utili indipendentemente dalla misura delle quote differenzia le società a responsabilità limitata dalle società per azioni dove tale criterio non è ammissibile.
La decisione sulla distribuzione degli utili oppure una parte degli utili può essere adottata solo dall’assemblea generale dei soci. La decisione deve considerare non solo il sistema e la procedura del pagamento degli utili ma anche le limitazioni previste dagli articoli 28 e 29 della legge “Sulle società a responsabilità limitata” nonché dallo statuto della società stessa. E` necessario anche considerare che il socio può proteggere il diritto al ricevimento degli utili in via giudiziale. L’esito della causa dipende dai molti fattori. Per esempio:
а) se il tribunale ha determinato che l’assemblea generale dei soci ha adottato la decisione sulla distribuzione degli utili in conformità al punto 2 dell’articolo 28 della legge “Sulle società a responsabilità limitata”, però la società non ha effettuato i relativi pagamenti oppure gli stessi non sono stati effettuati nella misura deliberata, il tribunale ordina il pagamento le somme corrispondenti a favore dell’istante;
b) se l’assemblea generale dei soci non ha adottato la decisione sulla distribuzione degli utili, il tribunale non ha competenza a soddisfare la richiesta dell’istante dato che la relativa decisione rientra nella competenza esclusiva dell’assemblea generale dei soci (parte 8 del paragrafo 2 dell’articolo 33 della legge “Sulle società a responsabilità limitata”);
c) nel caso in cui la decisione dell’assemblea generale dei soci è stata adottata pur in presenza di condizioni che limitano la possibilità di adottare tale decisione (paragrafo 1 dell’articolo 29 della relativa legge) oppure se tali condizioni si sono verificate dopo l’adozione della decisione sulla distribuzione degli utili, il tribunale respinge la richiesta dell’istante.
Da considerare inoltre un’ipotesi diversa e cioè che i soci possono legittimamente decidere di non distribuire il profitto (netto) e deliberare che lo stesso venga utilizzato per altri scopi, ad esempio, per lo sviluppo della società oppure per creare un fondo di riserva.
Come abbiamo già detto sopra, l’articolo 39 della legge “Sulle società a responsabilità limitata” indica alcune condizioni (nella sostanza quattro), la presenza delle quali rende inammissibile la distribuzione e il pagamento degli utili ai soci:
 - se il capitale sociale non è stato pagato totalmente, indipendentemente dal fatto che si tratti del pagamento dovuto al momento della costituzione della società oppure in seguito all’aumento del capitale sociale;
 - se la società non ha pagato al socio, che è stato espulso dalla società oppure ha deciso di uscire dalla società, il valore della quota oppure una parte della stessa. In caso di espulsione di un socio, per pagare il valore della quota la società ha un anno di tempo,  che decorre dal momento del passaggio della quota  alla società, se un termine più breve non è previsto dallo statuto. Mentre nel caso dell’uscita del socio, il termine per il pagamento è di sei mesi dalla fine dell’anno finanziario nel quale è stata presentata la richiesta di uscire, sempre se un termine più breve non sia previsto dallo statuto; 
 - se alla data dell’assemblea generale dei soci, nell’ordine del giorno della quale e` stato inserito tra gli altri argomenti anche la distribuzione degli utili, la società dimostra sintomi di insolvenza (bancarotta) in conformità alla relativa normativa, oppure tali sintomi possono essere il risultato dell’adozione della decisione sulla distribuzione degli utili;
 - se alla data dell’assemblea generale dei soci, nell’ordine del giorno della quale è stata inserito tra gli altri argomenti anche la distribuzione degli utili, il valore degli attivi della società è inferiore al capitale sociale ed al fondo di riserva oppure diventerà inferiore in seguito alla distribuzione degli utili.
La decisione sulla distribuzione degli utili presa dall’assemblea generale dei soci in presenza di condizioni che impediscono tale distribuzione è considerata invalida e le somme distribuite devono essere restituite.
Anche se la decisione sulla distribuzione è stata adottata, il pagamento degli utili non può essere effettuato:
 - se la società  al momento del pagamento dimostra sintomi di insolvenza (bancarotta) e se tali sintomi saranno una conseguenza del pagamento degli utili;
 - se al momento del pagamento il valore degli attivi della società è inferiore al capitale sociale ed al fondo di riserva oppure diventerà inferiore in seguito al pagamento degli utili.
La legislazione federale può prevedere altre condizioni che impediscano la distribuzione ed il pagamento degli utili.
In assenza di condizioni ostative alla distribuzione ed al pagamento degli utili i soci hanno il diritto di ricevere il profitto che spetta loro.
Dobbiamo inoltre sottolineare il fatto secondo cui, a differenza dalla legislazione italiana, quella russa prevede che i soci possano distribuire gli utili solo per il periodo in corso e non possano invece pretendere gli utili per i periodi precedenti, quando cioè la relativa decisione non fu adottata.

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