All’inizio del 2011 più pressione fiscale sulle aziende della Russia

L’Associazione dell’impresa russa “Delovaja Rossija” ha analizzato le conseguenze della riforma tributaria in base alla quale a partire dal primo gennaio del prossimo sarà aumentata la pressione fiscale sui fondi salariali delle aziende - A causa della stangata ci sarà un rallentamento dei ritmi della crescita economica, diminuirà la “disciplina fiscale” - Di conseguenza il budget federale e il Fondo pensionistico statale rischiano di chiudere l’anno in perdita.

Il primo di gennaio del 2011 aumenterà la pressione fiscale sulle aziende della Russia. Crescerà l’imposizione dei fondi degli stipendi. In questo modo il Governo cerca di compensare il deficit del sistema pensionistico che non dovrebbe essere inferiore al 5% del Prodotto interno lordo della Russia.
La riforma fiscale prevede la sostituzione della tassa sociale unica con dei contributi assicurativi, che a partire dal primo di gennaio del prossimo anno devono raggiungere il 34% del fondo stipendi delle aziende.
La crescita più notevole dei contributi all’assicurazione obbligatoria statale sarà registrata nei settori pubblici dell’economia nazionale (istruzione, sanità, servizi comunali, ecc.), nell’agricoltura e nell’industria manifatturiera. In altre parole, la riforma del sistema fiscale interesserà in primo luogo i settori in cui la quota degli stipendi è maggiore. Inoltre, questi settori sono considerati tra quelli che hanno subito più di tutti gli altri le conseguenze negative della crisi.
Dobbiamo varare una nuova tassa … Per poter trovarsi sotto il livello minimo di sussistenza … Così essere poveri sarà economicamente svantaggioso!Invece, l’industria mineraria sarà soggetta a un minimo aumento del prelievo fiscale sul fondo stipendi. Per compensare in parte questo aumento della pressione fiscale, la legge russa prevede una riduzione a quota 6% delle tasse sui profitti delle società.
Gli esperti indipendenti dell’Associazione degli imprenditori “Delovaja Rossija”, hanno smentito le previsioni del Governo: l’aumento della pressione fiscale sulle aziende permetterà di compensare solo il 27% del disavanzo del sistema pensionistico della Russia. E questo con lo scenario migliore, se l’aumento della pressione fiscale sarà al 100% a carico dei datori di lavoro. Ma poiché questo scenario non è molto probabile, l’effetto dell’aumento dei contributi assicurativi sarà decisamente più basso.
L’aumento fino al 34% dell’imposizione del fondo stipendi farà crescere a dismisura le spese del maggior datore di lavoro, ovvero le società statali e municipali. Di conseguenza, aumenteranno le spese del bilancio consolidato federale, che raggiungeranno come minimo lo 0,4% del Pil. Nello stesso tempo gli esperti hanno calcolato che il flusso degli introiti del budget derivanti dalla tassa sui profitti delle aziende diminuirà automaticamente dello 0,36% del Pil.
Come conseguenza l’aumento della pressione fiscale sul fondo salariale delle aziende permetterà di compensare non più del 14% del disavanzo del sistema pensionistico. E questo soltanto nel caso le aziende - ma è poco probabile - rispetteranno al 100% la disciplina fiscale.
Nel Duemila una riduzione della pressione fiscale sul fondo salariale ha favorito l’emergere delle retribuzioni in nero. Il gettito fiscale supplementare grazie a una maggiore trasparenza nel settore degli stipendi pagati regolarmente  era stato 10 anni fa pari al 2% del Pil.
Sembra ovvio che le società non riusciranno nel 2011 a pagare in nero i propri dipendenti, ma gli analisti hanno comunque stimato intorno allo 0,5-0,7% del Pil i danni causati dall’evasione legata a mancati pagamenti delle tasse sul fondo salariale.
Vale a dire che l’effetto fiscale positivo sarà molto scarso oppure rischia di essere negativo. L’impressione è che il Governo abbia aumentato le tasse senza prendere in considerazione l’opzione di un rallentamento della crescita economica che quasi sempre accompagna l’aumento della pressione fiscale.
Qualora la crescita del Pil della Russia dovesse diminuire dell’1% a causa dell’aumento della pressione fiscale, la riforma sarebbe priva di ogni senso: le società guadagneranno meno dei volumi attuali mentre le tasse rimarranno sui livelli attuali.
Se il Pil diminuirà più dell’1% l’aumento della tassa sui fondi salariali diventerà addirittura fallimentare per il bilancio federale e per il Fondo pensionistico statale.
L’Associazione dell’impresa russa “Delovaja Rossija” ha trasmesso i risultati della propria ricerca al ministro delle Finanze Aleksej Kudrin che ha promesso di analizzare i fatti riportati. Molti operatori economici dubitano però che lo Stato faccia dietrofront sulla questione delle tasse sui fondi salariali delle aziende.
 
 
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