La regione di Sakhalin si trova sulle isole nella parte nord dell’Estremo Oriente della Russia. La regione è composta dalle isole Sakhalin, Moneron, Tjulenij, e dalle Isole di Kurili, di cui una parte è contesa dal Giappone (i “Territori nord”).
Il territorio delle isole è di 87.100 chilometri quadrati, su cui abitano 547.000 persone.
Complessivamente la regione di Sakhalin occupa 59 isole che vanno dal promontorio sud della penisola di Kamchatka fino all’isola nipponica di Hokkaido. Le isole costituiscono un confine naturale tra il Mare di Okhotsk e l’Oceano Pacifico. Le isole di Kurili sono di origine vulcanica. Vi si trovano 160 vulcani di cui 40 attivi. Il vulcano più elevato è l’Alaid (2.339 metri). Sull’isola Iturup si trova la cascata d’acqua “Ilja Muromets” più alta della Russia (141 metri). Sulle isole vi sono 17.200 laghi e 65.000 fiumi e ruscelli.
L’80% del territorio della regione è coperto da foreste, dominate conifere. Le riserve complessive di legname sono stimate in 600 milioni di metri cubi.
Le foreste sono ricche di fauna - tra l’altro,orsi, volpi, zibellini, renne nordiche - e molto ricche di erbe curative, ampiamente usate nelle medicine tradizionali della Russia e dei Paesi asiatici. Si raccolgono bacche e funghi. Le foreste di Sakhalin fanno parte di un ecosistema unico indispensabile per il ciclo riproduttivo del salmone del Pacifico.
I mari intorno alle isole della regione di Sakhalin sono tra i più ricchi di pesce e di frutti di mare. Il bacino di Sakhalin e di Kurili rappresenta uno delle maggiori aree di pesca della Russia con molte pregiate specie di pesci . Il 90% della pesca annuale è costituito da salmone di vario tipo, aringhe, sogliola, merluzzo ecc. Le zone costiere (off shore) sono particolarmente ricche di granchi, di gamberi, di frutti di mare (cozze).
Sono di notevole importanza economica e commerciale le produzioni di alghe marine.
La regione è assai ricca di acque minerali di carattere curativo e, inoltre, rappresenta una zona di grande attrazione turistica. L’afflusso del turismo internazionale è limitato però dall’accesso difficoltoso e dalla penuria di adeguate infrastrutture.

Economia
La regione è ricca di riserve di materie prime tra cui petrolio, gas, carbone fossile e metalli. Finora sono stati esplorati 112 giacimenti gaspetroliferi, di cui sette sono situati nelle zone off shore. Ci sono altri 25 siti molto promettenti dal punto di vista della produzione di idrocarburi. Le riserve provate di greggio ammontano a 896 milioni di tonnellate, quelle di gas a 671 miliardi di metri cubi. Le principali aree gaspetrolifere sono a Chayvo, Piltun, Odoptu e a Lunsk.
Sono stati scoperti oltre 60 giacimenti industriali di carbone fossile: le riserve di questo combustibile raggiungono 20 miliardi di tonnellate (di cui 12 miliardi sono di carbone fossile e 1,9 miliardi di coke). La produttività delle miniere è di 3,3 milioni di tonnellate di carbone l’anno, di cui 2,5 milioni di tonnellate possono essere prodotte a cielo aperto.
La regione di Sakhalin è ricca di metalli preziosi: le riserve di oro delle isole di Kurili ammontano a circa 1.900 tonnellate.
Oltre all’oro nella regione si produce argento: le risorse di questo metallo raggiungono 9.300 tonnellate. Inoltre ci sono giacimenti di titanio (39,7 milioni di tonnellate) e di ferro (273 milioni di tonnellate). Negli ultimi anni sono stati scoperti alcuni giacimenti di tipo “polimetallico”.
Le acque geotermiche permettono di sviluppare nella regione un sistema energetico basato sull’utilizzo di vapore naturale.
Industria
I settori dominanti della struttura economica e industriale della regione di Sakhalin sono l’industria energetica, quelle dei generi alimentari (produzione del pesce), del legno (produzione di legname, carta e cellulosa). La quota complessiva di questi settori nella produzione industriale della regione di Sakhalin e dell’86 per cento.
La produzione del petrolio e del gas naturale è concentrata attualmente nella parte nord dell’isola di Sakhalin. Negli ultimi anni si sviluppa il progetto Sakhalin che garantirà forniture costanti e abbondanti di gas naturale liquefatto al Giappone, negli Stati Uniti e ad alcuni altri Paesi del sud-est asiatico. L’industria del carbone esporta poco e fornisce combustibile soprattutto alle centrali termoelettriche regionali.
L’industria dei generi alimentari è dominata dalla produzione del pesce e dei frutti di mare. La produzione ittica è pari all’82% dell’intera produzione dell’industria agroalimentare della regione di Sakhalin. Nella regione si sviluppa molto attivamente la produzione di pesce surgelato, di pesce e di granchio in scatola, di caviale rosso del salmone.
Negli ultimi anni la regione ha cominciato a soffrire scarsità di energia elettrica: la capacità complessiva delle centrali è di circa 902 megawatt di energia che non è sufficiente per soddisfare la crescente domanda delle varie industrie locali (in primo luogo di quella gaspetrolifera). Lo sviluppo del settore è legato in primo luogo all’utilizzo delle fonti di energia non tradizionali (acque geotermiche).
Lo sviluppo dell’economia della regione è ostacolata dalle difficoltà di comunicazioni con la terraferma e dalla mancanza della manodopera qualificata: la densità della popolazione è di 6,3 persone per chilometro quadrato.
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