Bolzano aiuterà Altaj a sviluppare centri sciistici di livello internazionale

Con l’accordo di partenariato la provincia autonoma atesina supporterà la regione di Altaj che punta a diventare un polo internazionale per gli sport invernali –  Oltre agli impianti della neve l’Italia aiuterà a sviluppare tecnologie avanzate nel settore delle piccole centrali idroelettriche permettendo così lo sfruttamento dell’enorme potenziale dei fiumi  di questo territorio del Distretto Federale Siberiano – La cooperazione riguarderà anche la coltivazione delle piante - I russi hanno inoltre chiesto assistenza agli specialisti italiani nei settori della depurazione delle acque di scarico e del riciclaggio dei rifiuti solidi urbani.

Altaj, una delle regioni più ecologiche della Russia con una ricca storia culturale ha annunciato un programma per trasformare le zone montagnose del territorio in uno dei principali centri sciistici della Russia.
La costruzione delle infrastrutture si svolgerà in stretta collaborazione e sotto la supervisione degli esperti italiani di Bolzano, considerati dalle autorità regionali russe come i più autorevoli del settore.
Un accordo sul partenariato strategico tra la regione di Altaj e l’Italia è stato firmato il 27 agosto scorso a Barnaul, il capoluogo del territorio russo, dal Governatore  regionale, Aleksandr Karlin e da Luis Durnwalder, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano.
Una delle linee principali della cooperazione tra Altaj e Bolzano è legata all’elaborazione e alla realizzazione del concetto di un unico complesso sciistico che verrà costruito presso la città di Belokurikha.
I monti di Altaj d’estateIl programma prevede la costruzione di una fitta rete di impianti con moderni ski-lift, seggiovie e funivie che permetteranno agli sciatori di usare numerose piste nei dintorni di Belokhurikha.
La firma dell’accordo è stata preceduta a luglio da una visita a Belokhurikha degli esperti dell’Accademia di Bolzano (European Academy Bozen/Bolzano), ai quali le autorità russe hanno affidato l’elaborazione del progetto dei centri sciistici di Altaj.
“Il finanziamento del progetto sarà finanziato in maniera congiunta dalla Russia e dalla Provincia Autonoma di Bolzano”, ha dichiarato il capo del dipartimento internazionale del Governo di Altaj, Aleksandr Zhilin, secondo cui dopo l’approvazione del concetto di base “ai partner italiani sarà affidato il compito di ricercare le società da coinvolgere nella costruzione dei centri sciistici”.
Ma la cooperazione strategica tra il territorio di Altaj e la Provincia autonoma di Bolzano non si limiterà ai soli impianti per lo sci alpino: i partner russi hanno ribadito il proprio profondo interesse a sviluppare la collaborazione con i colleghi italiani in diversi settori che vanno dalle piccole centrali idroelettriche – per permettere di sfruttare l’enorme potenziale dei fiumi della regione montagnosa – alla cooperazione nella coltivazione di piante. I russi hanno inoltre chiesto assistenza agli specialisti italiani nei settori della depurazione delle acque di scarico e del riciclaggio dei rifiuti solidi urbani.
L’Italia rientra tra i dieci maggiori partner esteri commerciali ed economici della regione di Altaj, che esporta verso il nostro Paese prodotti semilavorati di pelle e alluminio.
Da parte sua, l’industria italiana esporta verso la regione di Altaj prodotti di metallurgia ferrosa e non ferrosa, caldaie e sistemi di riscaldamento, macchine utensili, linee tecnologiche per l’imballaggio e per la confezione dei prodotti, macchinari per la produzione di pasta, macchine tessili, mezzi di trasporto (rimorchi), vetro, generi alimentari e prodotti per la casa.
L’idea dei centri sciistici nella regione di Altaj risale ad alcuni anni fa quando era stato raggiunto un accordo tra la Russia e l’Unione Europea per l’inclusione della regione nel programma Tacis. Già allora il progetto venne appoggiato da noti esperti italiani come Paolo Rigolli e Ernesto Rigoni.
Il territorio dell’Altaj fa parte del Distretto Federale Siberiano. Confina con il Kazakistan, l’Oblast di Novosibirsk e l’Oblast di Kemerovo e la Repubblica dell’Altaj.
Il principale corso d’acqua della regione è il fiume Ob’. La regione si estende per 169.100 km² ed ha una popolazione di circa 2,6 milioni. Con più di 600mila abitanti Barnaul è la più grande città della zona. Nel territorio comprende 60 distretti e 12 città (tra cui Bijsk, Alejsk, Slavgorod).
L’economia della regione dipende largamente dall’agricoltura ed è sostenuta dal governo russo.
Montuosa e ricca di foreste a sud (monti Altaj), più fertile è il territorio a nord (cereali, cotone e allevamento di bestiame). Sono notevoli le risorse del sottosuolo (oro, argento, piombo, zinco, rame, ferro e carbone).
Per il profilo del territorio di Altaj si può consultare i numeri15 e 16 del Notiziario.
 


Notiziario dai mercati Csi