In difficoltà il 20% delle regioni russe

Il Cremlino sta elaborando un piano d’azione nel caso il Paese dovesse trovarsi di fronte a una valanga di default a livello regionale - Il ministero delle Finanze insiste sull’introduzione del management esterno, mentre l’Amministrazione presidenziale del Cremlino ha proposto di silurare i governatori regionali - Attualmente ci sono 23 tra regioni e repubbliche autonome della Federazione Russa che soffrono di un pericoloso disavanzo pubblico.

Il Governo russo ha lanciato l’allarme: secondo le statistiche ufficiali una regione su cinque è in grande difficoltà finanziarie, con i bilanci in rosso. Insomma, molte regioni sono sull’orlo del fallimento. In questa situazione il Cremlino sta elaborando un piano d’azione nel caso il Paese dovesse trovarsi di fronte a una valanga di default a livello regionale. Finora in Russia non c’erano leggi che avrebbero definito come devono comportarsi le autorità nel caso di crack finanziario di una regione.
In questo momento si discutono due ricette principali per far fronte alle bancarotte delle regioni: il ministero delle Finanze insiste sull’introduzione di management esterno, mentre l’Amministrazione presidenziale del Cremlino ha proposto di silurare i governatori regionali. Finora non è stata registrata una procedura giuridica di applicazione di queste proposte.
Attualmente ci sono 23 tra regioni e repubbliche autonome della Federazione Russa che soffrono di un pericoloso disavanzo pubblico. A Mosca il deficit di bilancio è pari a 30 miliardi di rubli (più di un miliardo di dollari), nella regione di Krasnojarsk il disavanzo ha raggiunto i 12,4 miliardi di rubli, nella regione di Mosca il dato è pari a circa quattro miliardi di rubli.
Boris Gromov, governatore della regione di Mosca una delle regioni russe in difficoltà.Secondo le statistiche, rese pubbliche dal ministero dello Sviluppo economico e sociale delle regioni, dall’inizio del 2009 il calo più preoccupante dei guadagni, dal 16% al 29%, è stato registrato nelle regioni di Tjumen (una delle principali province gas-petrolifere della Russia), nella regione carbonifera di Kemerovo, nelle regioni industriali di Cheljabinsk, di Samara, di Krasnojarsk, nella repubblica dell’Udmurtija, nella città di Mosca (soggetto autonomo della Federazione Russa staccato dalla regione di Mosca), nella circoscrizione autonoma dei Khanty e dei Mansi. Nell'’area di  rischio si sono trovate anche le regioni di Astrakhan, di Brjansk, di Magadan e di Mosca, dove il rapporto tra il debito dello Stato e/o quello municipale, era superiore al 45 per cento. Per queste zone il Governo ha proposto di introdurre - se necessario - la gestione finanziaria esterna.
Nonostante la situazione finanziaria di molte regioni russe sia difficile, finora nel Paese non vi sono stati registrati casi concreti di bancarotta di soggetti della Federazione.
La legge russa prevede su grandi linee la possibilità di introdurre l’amministrazione finanziaria temporanea esterna in un territorio del Paese, in base al Capitolo 19.1 del Codice di bilancio della Federazione Russa e della Legge federale no.184-FZ del 6 ottobre del 1999 “Sui principi generali dell’organizzazione degli organi legislativi ed esecutivi del potere statale sui soggetti della Federazione Russa. La spada di Damocle pende sui governatori regionali dal 1° di gennaio del 2007 e sui capi dei municipi dal 1° di gennaio 2008.
Mentre il Codice budgetario prevede la gestione esterna se il default regionale dovesse superare il 30%, il ministero delle Finanze ha proposto di introdurre il management finanziario esterno nel caso in cui il peso dei debiti scaduti di una regione sia superiore al 10 per cento. Secondo le stime del ministero dello Sviluppo regionale soltanto l’8% dei territori russi riuscirà a rispettare i propri impegni finanziari, tra l’altro anche per quanto riguarda la realizzazione dei programmi sociali.
Nonostante il 21% dei soggetti territoriali della Federazione Russa sia in uno stato preliminare al default vero e proprio, molti esperti dubitano che in pratica ciò sia possibile.
È previsto il seguente meccanismo di introduzione di un’amministrazione finanziaria esterna: il Governo federale presenta un ricorso alla Suprema corte arbitrale della Russia, che elabora un verdetto.
nel caso di verdetto favorevole, l’amministrazione temporanea elabora un piano d’azione con l’obiettivo di recuperare la credibilità finanziaria della regione, elabora e approva un nuovo bilancio regionale e ne controlla la realizzazione. Ma solo per un periodo di un anno.
Questo meccanismo non prevede però il siluramento dei governatori regionali, che dovranno delegare all’amministratore temporaneo soltanto una parte dei propri poteri.
L’amministratore delegato, nominato dal Governo centrale russo, dovrà approvare le spese dei fondi pubblici decise dal governatore.
Invece, una governance esterna dei territori in Russia non è possibile dal momento che nel Paese non esiste nessuna legge simile a quella no.127-FZ del 26.10.2002 “Sulla bancarotta”.
Come dimostra la pratica, è molto più semplice silurare un governatore regionale, dal momento che i capi del potere esecutivo dei territori non vengono eletti ma sono nominati dal presidente.
 


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