L’energia causa dei futuri problemi economici delle regioni russe

Nel secondo trimestre il Pil russo è cresciuto sui primi tre mesi dell’anno del 7,5 per cento - Nella prima metà dell’anno i debiti delle regioni russe nei confronti di Gazprom hanno raggiunto la quota di 63 miliardi di rubli mentre quelli accumulati dalle regioni con le società produttrici di energia elettrica sono saliti a 60 miliardi di rubli - I debiti delle regioni russe per il gas consumato erano stati pari a 26,8 miliardi di rubli alla fine del 2007, e a 27,3 miliardi di rubli alla fine del 2008.

Il primo vicepremier della Russia, Igor Shuvalov, ha dichiarato che nel Paese è in ripresa la crescita economica. “La crescita è cominciata, ma dobbiamo vedere quanto sia stabile... ci vorranno almeno tre mesi per capire se la ripresa dopo la crisi è davvero arrivata”, ha dichiarato Shuvalov, secondo il quale nel secondo trimestre il Pil russo è cresciuto sui primi tre mesi dell’anno del 7,5 per cento. Invece, rispetto al secondo trimestre del 2008 il Pil russo è calato del 10,9 per cento.
Da parte sua, la banca d’investimento Merill Lynch, dopo aver analizzato i dati propri, è arrivata alla conclusione che nell’economia russa è cominciato il processo di ripresa. Secondo le stime degli analisti della banca la crescita economica dovrebbe durare per tutta la seconda metà del 2009.  Nel 2010 il Pil russo dovrebbe aumentare del 2,4 per cento.
CentraliMa la crescita dell’economia russa rischia di essere frenata dai problemi delle singole regioni che negli ultimi sei mesi hanno accumulato debiti miliardari nei confronti del monopolio Gazprom per il gas fornito e consumato.
Come ha dichiarato il presidente di Gazprom e già primo ministro, Viktor Zubkov, nella prima metà dell’anno i debiti delle regioni russe nei confronti di Gazprom hanno raggiunto la quota di 63 miliardi di rubli. Ma questa è solo una parte di un problema molto grave: i debiti delle regioni del Paese accumulati con le società produttrici di energia elettrica sono saliti a 60 miliardi di rubli. Secondo gli analisti economici russi i problemi dei debiti scaduti delle regioni russe per l’energia non faranno che aggravarsi. Molto pesante dovrebbe rivelarsi la seconda metà del 2010. Il Governo in grandi difficoltà finanziarie potrebbe rinunciare a tendere la mano ai produttori dell’energia. Non saranno puniti neanche i debitori – l’industria e i servizi comunali – dai quali dipende la stabilità sociale ed economica della Russia.
Proprio per questo Gazprom ha dichiarato che non prenderà misure di carattere punitivo nei confronti delle regioni. Nello stesso tempo, gli esperti di Gazprom analizzeranno la situazione economica e finanziaria di ogni regione per capire quali regioni sono in grado di pagare, ma non lo fanno, nascondendosi dietro supposti problemi finanziari. Successivamente sarà esercitata una pressione sui governatori regionali: “Le regioni che sono in grado di pagare, devono farlo”, ha detto Zubkov, secondo cui in alcune regioni la situazione è davvero drammatica. “Ci sono dei territori che consumano l’energia ma si rifiutano di pagarla”, ha detto il presidente di Gazprom.
Secondo le statistiche finanziarie di Gazprom i debiti delle regioni russe per il gas consumato erano pari a 26,8 miliardi di rubli alla fine del 2007, e a 27,3 miliardi di rubli alla fine del 2008. Vale a dire che nel giro di soli sei mesi l’indebitamento delle regioni russe nei confronti del monopolio è aumentato di più di due volte. Il debito complessivo per l’energia (gas ed elettricità ha superato oramai i 120 miliardi di rubli).
Mentre Gazprom sostiene che non sono previste misure punitive, le sussidiarie commerciali di Gazprom cominciano ad agire per conto proprio. La società Mosregiongaz, che rifornisce di combustibile le società della regione di Mosca, ha tagliato le forniture di gas metano ai principali debitori dopo aver scoperto che al primo di aprile 2009 i debiti delle aziende industriali e dei consumatori legati ai servizi comunali hanno raggiunto 3,9 miliardi di rubli.
Anche molte altre regioni industriali della Russia vedono aumentare i debiti nei confronti di Gazprom. Negli Urali, la regione di Sverdlovsk ha praticamente raddoppiato la propria esposizione finanziaria per il gas consumato: rispetto all’agosto del 2008 è salita a 3,3 miliardi di rubli, di cui più di due miliardi di rubli sono stati accumulati dal settore dei servizi comunali. La riduzione dei guadagni dei lavoratori russi non promette nulla di buono:  il calo delle forniture ai debitori più ostinati non ha prodotto alcun risultato tangibile e gli esperti della rete commerciale di Gazprom non prevedono un miglioramento della situazione neppure nel 2010.
Crescono a passi da gigante i debiti dei consumatori regionali nei confronti delle aziende generatrici di energia elettrica (OGK, la sigla russa). La società Rusghidro, che tra l’altro controlla la centrale idroelettrica Sajano-Shushenskaja, colpita da una catastrofe, ha dichiarato che i debiti delle regioni russe per l’elettricità consumata ha superato i sei miliardi di rubli. In generale l’esposizione finanziaria delle regioni nei confronti di tutti i produttori di energia elettrica è aumentata nel 2009 del 36,5%, arrivando  a 54 miliardi di rubli.
In questa situazione critica lo Stato dovrà fare una scelta non semplice: aiutare finanziariamente i produttori di energia, oppure sostenere con sovvenzioni centralizzate il settore reale dell’economia. Un numero sempre maggiore di esperti è d’accordo che la scelta venga fatta a favore del settore reale dell’economia. Di conseguenza, il problema dei debiti rischierà di aggravarsi ulteriormente, specie nella seconda metà del 2010.
Non esistono meccanismi concreti per combattere i mancati pagamenti, dal momento che si tratta di debiti del settore comunale, la sfera più importante per la stabilità politica e sociale del Paese.

 

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