In Russia messaggio anti crisi del presidente Dmitrij Medvedev

Nel mese di aprile il Prodotto interno lordo russo è crollato del 10,5 per cento - Il braccio di ferro al vertice del Governo tra gli “ottimisti” e i “pessimisti” - Rivista al rialzo (9% del Pil) la previsione del deficit di bilancio per il 2009 - Il presidente ha proposto di introdurre un sistema di rigido risparmio della spesa pubblica, garantendo soltanto la realizzazione dei programmi sociali più importanti, tra cui la riforma del sistema pensionistico.

In un messaggio sui principi della politica economica e finanziaria per i prossimi due anni, trasmesso al primo ministro Vladimir Putin, il presidente Dmitrij Medvedev ha tirato le somme del dibattito che ha coinvolto negli ultimi mesi in Russia l’esecutivo, gli esperti indipendenti e i più vasti gruppi dell’opinione pubblica. La discussione ha dimostrato l’esistenza al vertice del Governo di Vladimir Putin di almeno due correnti di pensiero: quella composta dagli “ottimisti”, con a capo il vice primo ministro, Igor Shuvalov”, e quella dei“pessimisti”, guidata dal ministro delle Finanze e vice premier, Aleksej Kudrin, che ogni tanto “si sbilancia”, avendo promesso anche una ripresa “già nella prima parte del 2009”.
Gli ultimi dati sull’andamento dell’economia russa nel mese di aprile hanno messo in luce le grandi difficoltà che il Cremlino incontra nel far fronte alla crisi finanziaria. Sono durati davvero poco i timidi segnali di ripresa economa registrati in Russia nel periodo febbraio-marzo. Nel mese di aprile il Prodotto interno lordo è crollato di oltre il 10% rispetto al corrispondente mese del 2008, mentre nei primi quattro mesi dell’anno il calo stato del 9,8 per cento. Questi risultati deprimenti hanno costretto il Governo di Vladimir Putin a rivedere al rialzo la previsione riguardanti il deficit di bilancio per il 2009, che potrebbe raggiungere il 9 per cento del Pil contro il 7,4 per cento annunciato una settimana fa  dal presidente, Dmitrij Medvedev.
L’economia russa sta pagando il conto piuttosto salato della propria dipendenza dall’esportazione di materie prime, dominata dal petrolio, dal gas naturale e dai metalli. I prezzi dell’energia in diminuzione, più il calo senza precedenti della domanda globale di questi prodotti,  hanno inciso duramente sugli introiti dello Stato russo. Nello scorso mese la bilancia positiva del commercio con l’estero della Russia è diminuita di più di due volte rispetto all’aprile 2008. Per finanziare la spesa pubblica il Cremlino intende tagliare l’assistenza sociale e utilizzare il Fondo di riserva nel quale finora sono stati accumulati 130 miliardi di dollari provenienti dall’export petrolifero. “Quanti hanno dichiarato che il periodo più difficile della crisi fosse ormai alle spalle hanno sbagliato”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Economia, Andrej Nechaev.
Il principale obiettivo, che il presidente Dmitrij Medvedev ha posto nel suo messaggio davanti al Governo di Vladimir Putin, è ridurre il disavanzo pubblico, mentre l’anno scorso il cavallo di battaglia del Cremlino era rappresentato dalla lotta all’inflazione. Quest’anno la corsa dei prezzi rallenta: il calo della domanda sta costringendo il settore del commercio a lavorare di fantasia per conservare un fragile equilibrio tra prezzi e consumi.
Le divergenze tra Putin e Medvedev riguardo alle dimensioni del deficit di bilancio potrebbero essere legate, in parte alla nuova politica propagandistica del Cremlino che ha rinunciato alle dichiarazioni vittoriose, presentando invece  previsioni che rischiano di essere esageratamente pessimistiche. Avrà molto impatto positivo sull’opinione pubblica la cifra finale del deficit: fissando ora il dato al 7-9% del Pil, alla fine dell’anno l’esecutivo riuscirà magari a contenere il disavanzo entro il 5%, per poter così dichiarare: “Siamo riusciti a ridurre il deficit il più possibile, siamo stati davvero molto bravi!”
Nel suo messaggio sulla politica economica e finanziaria Medvedev ha proposto di costituire dei fondi di stabilizzazione in tutti i soggetti della Federazione Russa, dalle regioni alle repubbliche costituenti, il cui sistema economico si basa su una struttura complessa e ramificata.
Parallelamente, per aumentare la base degli introiti dei budget regionali e municipali il presidente ha proposto di effettuare una sorta di inventario, ottimizzando gli obblighi finanziari pubblici delle regioni e delle città, introducendo un regime di risparmio dei fondi pubblici, specie per il mantenimento degli organismi di potere statale e locale.
Per le situazioni critiche, in particolare nel caso gli introiti dei bilanci locali dovessero scendere oltre il 30%, è prevista la procedura della firma di accordi tra gli organismi di federale e locale riguardo l’assistenza finanziaria centralizzata, nonché le modifiche da apportare alla struttura della spesa pubblica.
Le attività finanziarie ed economiche delle regioni saranno soggette a un monitoraggio costante per analizzare la qualità del servizio pubblico in questo difficile periodo per l’economia russa. Il Governo federale potrà erogare dei sussidi da utilizzare per la riforma strutturale degli organismi di autogestione locale.
Per aumentare il gettito fiscale Medvedev ha sottolineato la necessità di stimolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese, che potrebbero diventare una solida base di crescita economica a livello regionale e federale.
Nello stesso tempo Medvedev si è rivolto con un appello ai soggetti della Federazione Russa, affinché non si aspettino aiuti finanziari dal “centro”, ma si diano da fare per “ottimizzare” la struttura della spesa, facendo tutto il necessario per aumentare gli introiti e per ridurre il più possibile il disavanzo pubblico. In caso contrario, nelle regioni russe potrà essere introdotto un sistema di gestione finanziaria temporanea, applicata con una procedura semplificata rispetto alla legislazione attuale.
I principali punti della politica economica e finanziaria della Russia per il periodo 2010-2012:

  • La realizzazione sulla base di canalizzazione degli impegni dello Stato di carattere sociale.
  • Una graduale riduzione del deficit di bilancio e l’aumento delle riserve che potranno essere utilizzate per intervenire in caso di situazioni di emergenza.
  • L’introduzione di un sistema di rigido risparmio dei mezzi pubblici a tutti i livelli.
  • Una ricerca intensa delle vie ottimali di sostegno del settore reale dell’economia e del sistema bancario del Paese.
  • Un miglioramento della qualità del servizio pubblico, compresi i progetti nazionali.
  • Un perfezionamento del meccanismo degli acquisti centralizzati, volto a favorire i produttori.
  • La determinazione del peso ottimale ed economicamente giustificato del peso fiscale sulle aziende.
  • La responsabilità del potere a tutti i livelli per la spesa dei fondi pubblici.
  • Portare a termine la riforma del sistema pensionistico, che dovrà essere moderno ed equilibrato.
  • Avviare la costituzione di un sistema di protezione sociale dei diversamente abili, in conformità alla Convenzione internazionale sui diritti delle persone con handicap.



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