Anno record per le Ipo russe ma la crisi si fa sentire

Nei primi nove mesi dell’anno le società russe hanno organizzato 16 offerte pubbliche iniziali per una cifra totale di 19,2 miliardi di dollari - Boom delle Ipo nella prima metà dell’anno - La crisi di liquidità rallenta la crescita delle Ipo, ma non in maniera drammatica

Contrariamente alle previsioni pessimistiche degli esperti russi e internazionali, la crisi di liquidità, che ha colpito anche i mercati finanziari della Russia, non ha influenzato in maniera drammatica il settore delle Offerte pubbliche iniziali. Nei primi nove mesi dell’anno le società russe hanno organizzato 16 Ipo contro le 12 offerte nello stesso periodo dell’anno scorso) per una cifra totale di 19,2 miliardi di dollari (13,6 miliardi tra gennaio e settembre 2006 e 17,7 miliardi in tutto il 2006).
Il 58% del volume delle risorse è stato assorbito da sole due offerte bancarie: Sberbank e  Vtb, ex Vneshtorgbank).
MoneyDopo l’impennata registrata nella prima metà del 2007, il mercato russo di offerte pubbliche si è sviluppato a un ritmo molto meno sostenuto nel terzo trimestre a causa della crisi finanziaria che ha avuto conseguenze negative, ma non drammatiche, anche nel settore finanziario del Paese. Le due società che hanno comunque osato lanciare le proprie Ipo nel terzo trimestre del 2007  hanno risentito della crisi: ad esempio, la società produttrice di energia elettrica Ogk-2 (Genco-2) ha raccolto molto meno fondi rispetto al previsto. Alcune società tra cui la catena di supermercati Lenta, il fondo d’investimento New Russian Generation sotto la gestione di Prosperity Capital Management e la società Russian Timber Group hanno deciso rimandare le proprie Ipo a un periodo più favorevole.
Dal momento in cui le quotazioni delle offerte vengono determinate in base alle quotazioni dei titoli di società analoghe, la contrazione del mercato azionario russo ha spinto anche alcune major a rivedere i propri programmi di espansione finanziaria: il colosso dell’alluminio Rusal di Oleg Deripaska ha deciso di rinviare la propria Ipo, inizialmente prevista per l’autunno 2007.
Di conseguenza, sono state riviste al ribasso le previsioni per il 2007 sul numero delle Ipo ma non sulla cifra complessiva delle offerte: invece di 35 Ipo per un totale di 25 miliardi di dollari, gli analisti si aspettano 30 Ipo, sempre per 25 miliardi.
Nonostante la crisi di liquidità, sul piano delle Ipo il 2007 promette di essere il miglior anno dal 2003. Molte società hanno deciso di non farsi condizionare dalla crisi: nel mese di ottobre sono stati collocati i titoli di alcune società tra cui Sinergia, M.Video, la banca Sankt-Peterburg e Uralkalij. “In questa situazione, le offerte per un totale di 25 miliardi sembrano un target molto realistico”, ha dichiarato l’analista capo della banca Moskvy, Kirill Tremasov.
Le Ipo russe per settori (gennaio-settembre 2007)

Sul piano settoriale, il 76%, ovvero 14,5 miliardi di dollari, dei fondi raccolti durante le offerte pubbliche già avvenute è stato assorbito dal settore finanziario (banche Sberbank e Vtb) e dell’industria delle costruzioni (development).
Aumenta di anno in anno il ruolo delle piazze russe per l’organizzazione delle Ipo: nei primi nove mesi dell’anno il 43% delle offerte pubbliche (13) è passato per le piazze russe Micex, Rts, Mfb (contro il 33% nel corrispondente periodo del 2006).
Ciononostante, il 57% (10) delle Ipo è passato per la borsa di Londra Lse. Il potenziamento del ruolo finanziario delle piazze russe è legato in primo luogo al collocamento in Russia del 100% dei titoli della banca Sberbank e del 35% dei titoli della banca Vtb. Fino a due anni fa Lse era stata la principale piazza per le Ipo russe. Nel 2005 presso la Lse è stato collocato il 94% del volume totale delle offerte pubbliche, mentre nel 2006 la quota di Londra è scesa al 61 per cento.
Qualora la holding Bazovy Element (che controlla Rusal) dovesse decidere di lanciare la propria Ipo ancora nel 2007, il volume dei fondi raccolti potrebbe aumentare ancora di 12 miliardi dollari.
Nei prossimi anni la holding di Oleg Deripaska, che controlla il maggiore produttore di alluminio nel mondo e intende acquisire il controllo del 20% di Norilsk Nickel, dovrà essere trasformata in un gruppo di società indipendenti le cui attività saranno coordinate da un centro unico. Le azioni di queste società saranno collocate in Borsa.
Come ha dichiarato l’amministratore delegato di Bazovy Element, Gulzhan Moldozhanova, nei prossimi tre anni (il periodo previsto per la ristrutturazione del gruppo) tutti i settori della holding dovranno diventare gruppi autonomi, in grado di gestire le attività nei vari segmenti del business. Alla holding Bazovy Element, oltre al ruolo di controllo e di supervisione, sarà affidato il compito di sviluppare iniziative e di nuovi progetti. Le attività finanziarie della holding saranno concentrate alla fine del 2007 in una nuova struttura che si chiamerà Bazel Finans. In tutti i settori del gruppo saranno inseriti i principi internazionali di gestione corporate, basati sulla collegialità delle decisioni. Uno dei criteri per valutare il successo con cui opereranno le componenti della maxi holding sarà  determinato dai risultati del collocamento in Borsa.
Tra le prime società candidate all’Ipo sarà la controllata Ingosstrakh, una delle maggiori imprese di assicurazione della Russia.


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