La rinazionalizzazione dell’economia aumenta i rischi per gli affari in Russia

Il governo russo potrebbe cambiare le regole del gioco se gli interessi delle società straniere dovessero entrare in rotta di collisione con quelli dello Stato. E nel Paese le incertezze per il business rimangono ancora alte

L’agenzia di analisi politica, economica e finanziaria internazionale Control Risks Group (Crg) ha reso pubbliche le  previsioni riguardo la situazione dei maggiori Paesi del mondo nel 2007. Secondo gli analisti della Crg, l’anno prossimo sono prevedibili alcuni cambiamenti fondamentali di natura politico economica in Russia e in Cina, i due Paesi nei quali sono in corso processi  di rinazionalizzazione delle attività economiche chiave. Mentre le principali minacce per la crescita economica globale  continueranno a essere la crescente penuria di risorse energetiche, il terrorismo internazionale, la criminalità organizzata e possibili epidemie di malattie infettive.
Secondo la cosiddetta “cartina dei rischi” che ogni anno viene compilata dalla Crg, circa il 50% dei Paesi del mondo non è in grado di garantire una situazione stabile per lo sviluppo degli affari, sia a livello locale che  a quello internazionale. Su 198 Paesi, 96 (il 49%)  fanno parte del gruppo con rischi “medi”, “elevati” o “molto alti” per il business. Ciò significa che nella migliore delle ipotesi le società private soffrono di ostacoli di vario tipo da parte dello Stato, mentre nei casi più gravi devono confrontarsi con un atteggiamento apertamente ostile da parte delle autorità. Nel 40% dei Paesi (un totale di 78) lo Stato non è in grado di garantire al 100% la sicurezza degli affari. Vale a dire che in questi Paesi esiste una notevole probabilità di conflitti e di problemi tra lo Stato e le società private. Mentre nei casi peggiori qualsiasi tipo di business, dal piccolo al grande, può trovarsi del tutto indifeso di fronte alle eventuali scalate da parte dello Stato.
Usa, Cina e Russia saranno i tre Paesi del mondo che influenzeranno più di tutti gli altri lo sviluppo dell’imprenditoria globale nonché il tasso di sicurezza internazionale. Nel 2007 questi tre Stati si troveranno di fronte alla necessità di prendere alcune decisioni di carattere globale, che non potranno non influenzare la situazione del business internazionale. C’è una grande probabilità che Washington cambi la sua politica nel Medio Oriente, e ciò potrebbe porre fine al colossale programma di ristrutturazione economica e di democratizzazione di questa regione. Potrà cambiare anche la politica del Governo cinese riguardo la liberalizzazione dell’economia nazionale con misure che dovrebbe renderla ancora più competitiva rispetto all’Occidente, all’India e a altri Paesi del Sud-Est asiatico.
Invece la Russia - hanno sottolineato gli analisti della Crg - proseguirà la propria politica nazionalistica rispetto alle materie prime, trasformando l’energia in una forte arma di pressione politica. Ne potranno soffrire sia le repubbliche ex sovietiche, sia quelle dell’Europa Centrale.
La principale minaccia in Russia per il business mondiale è rappresentata dal continuo rafforzamento del potere economico del Cremlino. Nel suo ultimo anno di presidenza, in vista delle elezioni presidenziali del 2008, Vladimir Putin moltiplicherà i suoi sforzi, diretti ad ampliare e rafforzare il controllo statale sui settori strategici dell’economia nazionale. In primo luogo,gli effetti li sentirà l’industria dell’energia e quella estrattiva. Il continuo potenziamento dei colossi statali come Gazprom che, da una parte rappresenta un gigante del business, mentre dall’altra costituisce un importante strumento della politica internazionale del Cremlino, ha dimostrato al mondo intero l’efficienza di questo approccio allo sviluppo economico nazionale e al rafforzamento del reale potere del governo do Mosca.
Come ha dichiarato il direttore della Crg, Adam Strengefeld, “le società straniere che operano nel Paese potrebbero trovarsi davanti alla richiesta di rivedere a favore della Russia, oppure di cedere allo Stato le proprie partecipazione nei vari progetti energetici”. La recente campagna contro la Royal Dutch/Shell, accusata dalle autorità russe di numerose gravi violazioni delle leggi sulla tutela dell’ambiente, ha fatto capire che il Cremlino potrà rivedere a proprio favore i contratti conclusi negli anni 90 sullo sviluppo delle risorse energetiche nell’Estremo Oriente russo. In primo luogo, la Russia vorrebbe rivedere i termini dei contratti per il progetto Sakhalin-2, che viene realizzato sulla base delle modalità dei Psa (Production sharing agreement). Si tratta di contratti particolarmente vantaggiosi per le compagnie straniere, poiché assegnano il diritto di sfruttare un giacimento senza dover pagare tasse o royalties, con l’unico obbligo - una volta ammortizzati i costi di sviluppo - di cedere al Governo una quota della produzione. Il contenzioso è nato  quando la Shell, un anno fa, aveva raddoppiato, arrivando a 20 miliardi di dollari, la stima dei costi. Questa mossa  avrebbe lasciato la Russia senza una nuova fonte di guadagno ancora per molto tempo, ma soprattutto avrebbe ostacolato l’ingresso nel progetto del monopolio statale russo Gazprom.
Invece, parlando di minacce globali che minacciano di incidere sullo sviluppo economico internazionale, gli esperti dell’agenzia Crg puntano su quattro punti principale. Al primo posto c’è il terrorismo internazionale. Da anni gli uomini d’affari considerano il terrorismo come una reale e crescente minaccia, ma attualmente questo fenomeno comincia a influenzare in negativo e molto seriamente sia il business globale che la politica internazionale in generale.
Un’altra minaccia reale è legata alla prospettiva di un pericoloso deficit energetico. In questo contesto gli analisti internazionali hanno sottolineato come gli equilibri energetici nel mondo  dipenderanno l’anno prossimo in gran parte dalla situazione politica ed economica nei Paesi produttori di idrocarburi tra cui la Russia, il Venezuela e la Nigeria. Inoltre, non potranno non essere prese in considerazione le prospettive di sviluppo economico dei maggiori Paesi consumatori come gli Usa, la Cina e l’India.
Continua a crescere, poi, la criminalità organizzata transnazionale. La criminalità in Rete, le violazioni di massa dei diritti d’autore, il mancato rispetto nei confronti della proprietà intellettuale, il contrabbando e la contraffazione recano agli affari danni inestimabili. Secondo gli esperti dell’Interpool, i ritmi di crescita del commercio ombra superano di oltre otto volte quelli del commercio legale. Di conseguenza, negli ultimi 15 anni le perdite del business che rispetta le leggi hanno raggiunto la cifra astronomica di 500 miliardi di dollari.
Nonostante il fatto che le notizie sull’influenza aviaria non facciano più grandi titoli, il problema non è sparito. Il rischio di pandemie è molto serio e qualora dovesse verificarsi nel concreto i danni che subirebbero gli affari  potrebbero mettere l’economia globale in ginocchio.
Nel dicembre del 2007 in Russia oltre 100 milioni di aventi diritto al voto saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento del Paese (la Duma di Stato), mentre quattro mesi più tardi si terranno le elezioni presidenziali. Il pericolo delle decisioni populiste, nonché il crescente consolidamento dei controlli sui settori strategici dell’industria nell’ambito della preparazione di una successione al presidente Vladimir Putin sono fattori che potrebbero rendere ancora meno prevedibile la situazione per lo sviluppo dell’economia in Russia. Vale a dire che ancora per 2-3 anni la Russia dovrà essere considerata come un Paese con un livello “medio” di rischi politici per gli affari.


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