Scenario positivo per la crescita economica della Russia
Non diminuisce la dipendenza dell’economia russa dal petrolio
Il Governo della Russia ha reso pubbliche le previsioni sullo sviluppo economico del Paese nel 2013:.Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico il prezzo medio del greggio potrebbe raggiungere i 103 dollari al barile e in base a questo scenario il rublo dovrebbe apprezzarsi sia rispetto al dollaro sia rispetto all’euro.
Gli analisti finanziari non condividono però l’ottimismo del Cremlino. A loro parere, il rallentamento della crescita economica globale, uno sviluppo accelerato delle fonti di energia alternativa in tutto il mondo, nonché l’aumento del rendimento dell’energia tradizionale sono fattori che ridurranno la domanda mondiale di petrolio.
Inoltre non potrà passare inosservato il recente aumento della produzione petrolifera negli Stati Uniti, che per la prima volta degli ultimi 60 anni è diventato un Paese esportatore netto di greggio. Inoltre, l’offerta petrolifera globale è in costante aumento grazie alla produzione di petrolio di schisto. “Sperare che nel 2013 il prezzo medio del greggio sia 103 dollari al barile non è realistico”, ha dichiarato il direttore del fondo d’investimento Solid Management, Gheorghij Eltsov.
Nel bimestre gennaio-febbraio 2012 il prezzo medio del barile di petrolio russo del marchio Urals è stato pari a 114,36 dollari, superando del 17,2% i prezzi registrati nello stesso periodo del 2011. Per cautela, invece, la legge finanziaria per il 2013-2014 è stata elaborata in base a un prezzo pari a 100 dollari per barile di petrolio Urals.
La revisione in aumento della previsione del prezzo del petrolio può riflettere una lotta interna e l’ormai tradizionale rivalità tra il ministero dell’Economia e quello delle Finanze della Russia, che attraverso gli scenari economici competono tra di loro per il controllo di alcuni capitoli di spesa del bilancio pubblico. Alcuni esperti hanno ricordato che le previsioni degli anni precedenti del ministero dello Sviluppo economico avevano avuto veramente poco a vedere con la situazione reale. “In questo momento un prezzo di 100 dollari al barile o anche inferiore ai 100 dollari sembra più probabile”, ha dichiarato l’analista capo alla Zerich Capital Management, Nikolaj Podlevsky.
Gli analisti indipendenti sono d’accordo che nel 2013 il prezzo del greggio Urals non dovrebbe essere superiore agli 80 dollari al barile, e addirittura non escludono che esso possa scendere a quota 60 dollari.
La dipendenza dell’economia russa dalle esportazioni di idrocarburi e il calo del prezzo del greggio avranno un effetto negativo sul rublo, che potrebbe essere svalutato a 40-44 dollari per dollaro (attualmente il corso del rublo rispetto alla moneta statunitense è di 29,45 rubli per dollaro).
Invece, a medio termine il corso del rublo tenderà ad aumentare. E questo perché, a causa delle tensioni internazionali legate alla situazione in Siria, il prezzo del petrolio si troverà sotto pressione e non potrà non aumentare.
Per proteggere le casse dello Stato da eventuali perdite, che potrebbero essere provocate dal calo dei prezzi petroliferi, il Cremlino ha annunciato la possibilità di introdurre in Russia una tassa speciale sui beni di lusso.
Come proposto dal ministero delle Finanze i beni immobili potrebbero essere soggetti a una tassa speciale dell’1% qualora il valore complessivo da catasto di questi stessi immobili dovesse essere superiore ai 300 milioni di rubli (10,1 milioni di dollari al cambio attuale). Su proposta del ministero delle Finanze, l’Agenzia federale russa delle imposte ha già incluso l’iniziativa nel suo programma di lavoro per il periodo 2013-2015.
Come ha precisato il vice direttore del Dipartimento della politica fiscale e tariffaria del ministero delle Finanze, Serghej Razgulin, “nella lista dei beni immobili soggetti alla nuova tassa saranno compresi non soltanto case e appartamenti, ma anche terreni in possesso dei potenziali contribuenti”.
Nel 2012 dovrebbe essere portata a termine la revisione e la valutazione da catasto di tutti i beni immobili, dopodiché sarà definita la lista dei contribuenti (persone fisiche), mentre la base imponibile sarà determinata dal valore da catasto dei beni immobili in loro possesso.
Parallelamente, saranno aumentate le aliquote delle tasse sui beni immobili che non rientrano nella lista di quelli di lusso: l’aliquota della tassa varierà dallo 0,01 allo 0,05% del costo dell’immobile. Le aliquote effettive della tassa dovranno essere definite entro la fine del 2012. Per un periodo di tempo non meglio precisato i beni immobili saranno soggetti a una doppia tassazione doppia: una imposta sarà applicata agli immobili (case, appartamenti, e altri tipi di edifici), mentre i terreni saranno soggetti a una tassa speciale. L’imposta sui terreni dovrebbe variare dallo 0,3% all’1,5 per cento del valore da catasto. Sono previste due tipi di esenzioni fiscali: una standard, alla quale potrà essere aggiunta un’esenzione speciale valida solo per alcune categorie sociali di contribuenti. Di certo queste misure non basteranno a riempire le casse dello Stato che si sta preparando ad aumentare i prezzi interni del gas, mentre i redditi extra che il monopolio Gazprom otterrà in seguito alla stangata saranno destinati al bilancio pubblico.
Nel 2012 i prezzi del gas naturale sul mercato interno russo dovrebbero aumentare del 15 per cento.
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