Presidenziali di marzo: Putin non ha concorrenti

Il Cremlino non esclude la possibilità del secondo turno

L’ex vice premier e già ministro delle Finanze della Russia, Aleksej Kudrin, ha dichiarato che in questo momento l’opposizione non è in grado di presentare alcun candidato che possa sfidare alla pari Vladimir Putin alle elezioni presidenziali in programma per marzo. Secondo Kudrin, che dopo il suo siluramento dal Governo si è schierato sul fronte dell’opposizione, ci vorranno almeno due anni prima che i movimenti riformisti riescano a presentare agli elettori un leader forte e affidabile.
“Così come sono state organizzate e condotte le elezioni legislative del dicembre del 2011 in Russia, oltre ai loro risultati, sono all’origine delle proteste popolari di massa che sono andate oltre alle semplici manifestazioni a Mosca e in altre città della Russia. Milioni di persone hanno seguito in Internet le trasmissioni in diretta dalle manifestazioni e senza avervi partecipato condividono le rivendicazioni avanzate dall’opposizione”, ha dichiarato Kudrin alla radio “Eco di Mosca”.
Per attenuare la tensione nella società russa il potere si è dichiarato disponibile a una riforma del sistema politico, che tra l’altro prevede il ripristino delle elezioni dirette dei governatori regionali e una procedura più semplice, rispetto a quella attuale, di registrazione dei partiti politici.
Il presidente uscente, Dmitrij Medvedev, ha presentato un pacchetto di disegni di legge alla Duma di Stato per l’approvazione. “Ancora un paio di mesi fa sperare in una riforma politica del genere non era neanche pensabile”, ha sottolineato Kudrin.
Ciononostante, tra i movimenti sociali, le organizzazioni non governative, i partiti di opposizione da una parte e il potere dall’altra esiste ancora una enorme frattura.
Insieme a molte decine di migliaia di manifestanti Aleksej Kudrin (nel centro) è sceso in piazza a Mosca per protestare contro i presunti brogli nelle elezioni legislative del 2011I numerosi esempi di falsificazioni denunciati da osservatori internazionali durante le elezioni legislative potrebbero avere delle conseguenze piuttosto negative per le elezioni presidenziali. Secondo Kudrin, senza una nuova consultazione elettorale per la nomina del Parlamento, la legittimità delle elezioni per la scelta del presidente potrà essere messa in dubbio sin dall’inizio.
Nello stesso tempo Kudrin ha messo in guardia contro i tentativi di condurre simultaneamente le riforme del potere legislativo e di quello esecutivo: “Potrebbe essere troppo rischioso per il Paese”, ha dichiarato l’ex vice premier, secondo cui alle elezioni del marzo prossimo nessuno dei candidati, tra cui il leader comunista Ghennadij Zjuganov e il miliardario Mikhail Prokhorov, riusciranno a dar vita a una sfida seria con Putin, che quasi di sicuro sarà eletto presidente della Russia per i prossimi sei anni.

Medvedev: depressione globale può durare anni, in Russia serve sviluppo democratico ma non caos
«La depressione globale» dell'economia «può andare avanti alcuni anni» e «ci aspettano momenti non semplici», ma «la Russia ha superato con onore la crisi, e penso che supereremo anche le minacce ora all'orizzonte». Lo ha detto il presidente russo Dmitri Medvedev nel suo messaggio alle Camere unite, il quarto e l'ultimo del suo mandato, visto che la prossima primavera ci saranno in Russia le presidenziali con il premier Vladimir Putin.
La Russia dovrebbe poter vivere grazie ai propri mezzi, a fronte della prossima «depressione globale», ha spiegato il capo di Stato, sottolineando «la paura per le principali riserve in valuta», ma anche la forza delle economie «in via di sviluppo» che secondo Medvedev «non possono compensare la precedente locomotiva» del mondo sviluppato.
Il presidente russo ha sottolineato che in questi anni ha lavorato per «mantenere la stabilità economica» e per garantire il futuro dei cittadini della Federazione russa. «Io mi prendo in pieno la responsabilità per quello che ancora va fatto e so che tutto ci riuscirà», ha detto.
Le riforme politiche
«La Russia ha bisogno di sviluppo democratico e non di caos». E' stato questo il messaggio di Medvedev alla piazza, così il presidente ha commentato le proteste contro i presunti brogli nelle elezioni per la Duma del 4 dicembre. Una nuova manifestazione è prevista per il 24 dicembre. «È un buon segno che la società stia cambiando e che i cittadini stiano esprimendo la loro posizione in modo più attivo, ponendo domande legittime alle autorità - ha detto - è un segno che la nostra democrazia sta crescendo e maturando». «La partecipazione popolare - ha sottolineato Medvedev - è una buona tendenza di cui beneficerà il nostro Paese come anche la crescente competizione politica che ci impone di migliorare la qualità del nostro lavoro e di rispondere ai problemi di milioni di famiglie russe più velocemente».
Il presidente russo, che ha spostato a dicembre il discorso di solito tenuto a novembre proprio per parlare davanti alla nuova Duma uscita dalle urne, ha poi sottolineato la necessità di una «riforma completa» del sistema politico russo. Nel quadro di queste riforme, Medvedev ha sottolineato tra l'altro la «necessità» di tornare alle elezioni dirette dei governatori regionali oggi nominati dal Cremlino, dopo una riforma voluta dal Putin nel 2004, e ha auspicato la creazione di un tv pubblica indipendente dallo stato. “Il Sole 24 Ore” 22.12.2011


Il miliardario Mikhail Prokhorov (sulla foto un suo banner propagandistico) sfiderà Vladimir Putin alle prossime elezioni presidenziali. Ma come gli altri ha pochissime chance.“Nelle nuove condizioni politiche e se la situazione generale sarà favorevole, un’opposizione consolidata potrebbe presentare un suo unico candidato competitivo tra un anno e mezzo, due anni, non prima”, ha detto Kudrin, invitando tutti i partiti e i movimenti di opposizione costruttiva a costituire un “gruppo di lavoro di tipo parlamentare” i cui membri dovranno essere eletti con un voto in Rete.
Questi “parlamentari” potranno nominare una squadra di mediatori professionali il cui compito sarà trattare con il Cremlino. Infine, sarebbe opportuno che ai lavori di questo gruppo partecipino i rappresentanti dei tre partiti minori, rappresentati alla Duma di Stato. Se l’opposizione riuscirà a realizzare questo compito, la Russia farà un passo verso un sistema democratico molto più maturo rispetto a quello attuale.
Anche il presidente uscente, Dmitrij Medvedev, ha dichiarato che la struttura del potere statale (chiamata in Russia la “verticale del potere”) è diventata vecchia e obsoleta. Nel suo ultimo discorso alla nazione, Medvedev ha dichiarato che il sistema di potere, costruito dai suoi predecessori, Boris Eltsin e Vladimir Putin, non risponde alle sfide del 21° secolo e deve essere sottoposto a una revisione di base, rendendo il potere statale meno centralizzato, aumentando le libertà politiche e coinvolgendo nella vita politica del Paese il numero più ampio possibile di cittadini russi.
Se queste iniziative saranno davvero realizzate aumenterà il controllo della società civile russa sul potere e, di conseguenza, inciderà positivamente sullo sviluppo futuro del Paese. In primo luogo, potrà essere perfezionato il sistema giudiziario, sarà rafforzata la tutela dei diritti dei proprietari privati, sarà resa più efficace la lotta contro la corruzione e contro la prepotenza della burocrazia.
Attualmente la società non ha alcun strumento per influenzare le azioni dei burocrati, che permettono all’apparato statale di usare il potere per soddisfare i propri interessi personali. In altri termini la realizzazione delle iniziative, proposte da Medvedev, produrrà in primo luogo un serio effetto economico e darà una spinta allo sviluppo del business in Russia e alla fine garantirà la crescita economica.
È molto importante, soprattutto perché durante la presidenza di Medvedev, i risultati economici ottenuti sono stati assai modesti. La lotta contro la corruzione, proclamata come punto centrale del programma economica del Cremlino, non ha prodotto alcun risultato tangibile. Secondo alcune stime il mondo imprenditoriale spende in tangenti tra l’8% e il 10% del Prodotto interno lordo della Russia.
Lo stesso giudizio insufficiente vale per tutti gli altri punti del programma: non è stata raggiunta la modernizzazione dell’economia, il Paese non è riuscito a eliminare la proprie dipendenza dall’esportazione di prodotti petroliferi e di altre materie prime (metalli, legname, ecc.) Secondo gli analisti russi e internazionali l’economia della Russia si è sviluppata a forza di inerzia.
Infine, il programma economico che Medvedev ha presentato nel suo discorso alla Nazione lo scorso dicembre e che il presidente uscente intende realizzare dopo la sua nomina a primo ministro, pone alcuni compiti davvero ambiziosi, senza provocare un notevole aumento del debito sovrano della Russia. Secondo Aleksej Devjatov, economista capo della società finanziaria “Uralsib Capital”, la Russia non dispone di adeguate risorse finanziarie per realizzare il programma economico fino al 2020 e dovrà scegliere tra un drastico aumento del debito statale e l’accantonamento di questi ambiziosi progetti.