40 miliardi di dollari è l’obiettivo dell’interscambio italo-russo  nel 2010

Negli ultimi mesi Roma e Mosca hanno registrato una rapida crescita praticamente in tutti i settori, compreso quello del turismo – I Governi dei due Paesi hanno deciso di costituire un gruppo di lavoro congiunto con l’incarico di promuovere Paesi progetti innovativi - L’obiettivo è sviluppare una serie di iniziative comuni nel settore aerospaziale, nella medicina avanzata e nelle nano e biotecnologie - Durante un incontro tra il ministro degli esteri Franco Frattini e il capo della diplomazia del Cremlino, Serghej Lavrov, è stato riconfermato il carattere “strategico” delle relazioni tra i due Stati

Italia e Russia faranno tutto il necessario per ripristinare il volume di interscambio economico-commerciale colpito dalla crisi finanziaria globale. Come ha dichiarato il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, che insieme al capo della diplomazia italiana Franco Frattini ha presieduto il 6 luglio scorso a Mosca l’11° Consiglio di cooperazione economica bilaterale, già nel 2010 l’interscambio italo-russo dovrebbe salire a 40 miliardi di dollari.
Il ministro delle Finanze della Russia, Aleksej Kudrin (a sinistra) e il ministro degli Esteri dell’Italia, Franco Frattini“Anche per l’Italia il ripristino della cooperazione economica, commerciale e industriale con la Russia rappresenta un compito strategico”, ha sottolineato Frattini, secondo cui negli ultimi mesi Roma e Mosca “hanno registrato una rapida crescita praticamente in tutti i settori, compreso quello del turismo”. Nei primi quattro mesi del 2010 il flusso turistico russo verso l’Italia è aumentato del 40% rispetto al corrispondente periodo del 2009.
Il ministro Frattini ha annunciato pubblicamente la decisione dei Governi dell’Italia e della Russia di costituire un gruppo di lavoro congiunto, con l’incarico di promuovere nei due Paesi progetti innovativi. L’ammodernamento tecnologico, le innovazioni in tutti i settori, sono queste le linee guida su cui dovrà sviluppare l’economia russa nei prossimi anni: “Il presidente della Russia, Dmitrij Medvedev, riserva una grande attenzione  a questo obiettivo – ha detto Frattini -. L’Italia vuole garantire il proprio contributo per sviluppare in questa direzione non soltanto le relazioni bilaterali, ma anche quelle con l’Unione europea”.
I due Paesi intendono sviluppare una serie di progetti congiunti nel settore aerospaziale, nella medicina avanzata e nelle biotecnologie.
L’Italia ha ribadito il proprio pieno sostengo all’adesione della Russia all’Organizzazione mondiale del commercio: “Confermo il pieno sostegno politico dell’Italia affinché la Russia entri il più presto possibile nella Wto e anche nell’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo”, ha sottolineato Frattini, secondo cui i due Paesi proseguiranno il lavoro congiunto per liberalizzare il regime dei visti d’ingresso per i russi in Italia e viceversa.
Sul piano delle relazioni internazionali l’Italia e la Russia hanno ribadito la propria disponibilità a proseguire la cooperazione nell’ambito delle problematiche della sicurezza euroatlantica. Durante l’incontro tra Frattini e il ministro degli Esteri russo, Serghej Lavrov, è stato riconfermato il carattere “strategico” delle relazioni bilaterali tra Roma e Mosca ed è stato concordato il calendario dei contatti ai massimi livelli politici per la seconda metà del 2010.
Un’attenzione particolare durante i colloqui Frattini-Lavrov è stata dedicata alle questioni della sicurezza europea e globale. La parte russa ha proposto di elaborare una nuova architettura della sicurezza europea alla luce dell’iniziativa del presidente russo, Medvedev, secondo cui i Paesi del Vecchio continente e gli Stati Uniti dovrebbero concludere un accordo internazionale sulla sicurezza reciproca giuridicamente vincolante per tutti i Paesi partecipanti.
Frattini ha sottolineato l’interesse dell’Italia per iniziative in questa direzione.
In questo contesto è stata enfatizzata l’importanza della ripresa dei contatti a pieno titolo e della collaborazione tra la Russia e la Nato, in particolare nell’ambito del Consiglio Russia-Nato, una parte integrante della sicurezza europea creata su iniziativa dell’Italia.
Riguardo alle relazioni tra l’Unione europea e la Russia i ministri hanno analizzato i risultati dell’ultimo summit annuale tra il Cremlino e la Ue, tenuto a Rostov sul Don il primo giugno. Frattini e Lavrov hanno sottolineato le ottime prospettive di cooperazione tra Mosca e Bruxelles nella gestione delle rispettive politiche economiche e finanziarie del dopo crisi, nonché la collaborazione per accelerare il processo di ammodernamento tecnologico dell’economia russa.
Rispetto alla fase successiva alla crisi, il ministro russo ha elogiato l’esperienza economica e finanziaria dell’Italia: “La Russia deve imparare dalla manovra italiana”, ha detto Kudrin a margine del Consiglio di cooperazione economica bilaterale, appoggiando esplicitamente “l’amico Giulio Tremonti”.
“La situazione della Russia è un po' diversa – ha precisato Kudrin – perché il debito italiano raggiunge il 120% del Pil e quello della Russia è al 10%. Ma se non faremo come ha fatto l’Italia, anche il nostro debito crescerà”. Kudrin, convinto del rigore nella spesa, non ha vita facile in Russia, soprattutto nelle fasi di crescita del prezzo del petrolio o in vista di elezioni politiche e presidenziali in programma nel 2011 e nel 2012.
Parallelamente alla sessione annuale del Consiglio di cooperazione economica bilaterale, l’Enel ha presentato un programma di sviluppo in Russia, che prevede una crescita annuale del 20%, mentre per il 2014 l’ebitda dovrebbe quasi quintuplicare, passando così in quattro anni dai 252 milioni di euro del 2009 a un miliardo e 99 milioni. Lo ha annunciato a Mosca l’amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, che ha presieduto la prima riunione con gli investitori in Russia. Dei 982 milioni di euro di investimenti previsti, 411 saranno utilizzati per la crescita del gruppo e 541 per finanziare lavori di manutenzione, per migliorare la sicurezza e l’impatto ambientale.
Enel, uno degli investitori strategici in Russia, punta sullo sviluppo dell’energia idroelettrica e nucleare.
“Il mercato energetico russo è uno dei più promettenti al mondo”, ha sottolineato Conti. Enel è presente nella Federazione dal 2004 ed è stata la prima utility internazionale a credere nelle potenzialità locali, entrando nella gestione di una maxi centrale termoelettrica a San Pietroburgo.
Ma ora è arrivato il momento di crescere e l’Enel entra in Russia anche nell’upstream: dal secondo semestre del 2011 il gruppo energetico italiano arriverà a produrre metano attraverso SeverEnergia, una società russa partecipata dal gruppo italiano al 20%, mentre Gazprom e Eni ne controllano rispettivamente il 50% e il 30 per cento.
Questo significa che il tandem Enel-Eni entra attivamente nello sviluppo dei giacimenti di gas naturale nella regione Nord-Ovest della Siberia con riserve complessive di combustibile stimate intorno ai cinque miliardi di barili di petrolio equivalenti, di cui un miliardo è la quota dell’Enel.
“Il mercato è grande e ci stiamo tutti”, ha aggiunto Enrico Viale, capo delle operazioni dell’Enel in Russia.
Dopo aver vinto nel 2004 una gara per la gestione di una centrale a San Pietroburgo (insieme al gruppo energetico russo Esn Energo), nel marzo del 2007 Enel è stata la prima azienda straniera a sottoscrivere un protocollo di intesa con l’Agenzia nucleare russa Rosatom per sviluppare il sistema elettrico russo e la gestione dell’energia nucleare. Inoltre, sempre nello stesso anno Enel ha portato al 29,99%. e successivamente al 37,15%, la sua quota nel gruppo elettroenergetico Ogk-5, attualmente controllato dall’Enel al 56,39%.
Per potenziare ulteriormente le proprie posizioni in Russia l’Enel intende investire nei prossimi quattro anni quasi un miliardo di euro per far fronte alla crescente domanda di energia e per rinnovare gli impianti. Nell’ambito di questo programma l’Enel sta per avviare un’attività di riabilitazione della prima unità di Reftinskaja, negli Urali, un’operazione che sarà portata a termine nella prima metà dell’anno prossimo.
 

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