Politica economica russa post crisi: innovazioni e infrastrutture

Il ministro dell’Economia Elvira Nabiullina: “La crisi è stata una specie di catalizzatore di un nuovo pensiero che ha permesso di rivedere tutti gli approcci tradizionali al sistema economico russo” - Per il presidente Medvedev nei prossimi decenni la Russia dovrà trasformarsi in un Paese che punta a un “benessere dei suoi abitanti basato su un’ampia risorsa intellettuale” - In questo contesto la Russia ha fatto capire al capitale estero che verranno favoriti innanzitutto gli investimenti nei progetti fondamentali a lungo termine, dalle innovazioni alle infrastrutture.

PER il Cremlino la situazione creatasi nell’economia russa dopo la crisi finanziaria globale permette di procedere verso una nuova realtà economica nazionale. Come ha dichiarato il ministro dell’Economia, Elvira Nabiullina, “la crisi è stata una specie di catalizzatore di un nuovo pensiero che ha permesso di rivedere  tutti gli approcci tradizionali al sistema economico della Russia”.
In questa nuova situazione i principali motori della crescita dovranno diventare un’economia creativa, un’economia basata sul pensiero moderno, sull’esperienza accumulata dai Paesi più sviluppati del mondo. I problemi emersi durante la crisi hanno permesso di trovare i punti per una potenziale crescita: “Nella storia sono ben noti i fatti secondo cui l’uscita da una crisi è stata accompagnata da una profonda comprensione delle nuove possibilità e delle nuove tendenze che ne possono scaturire”, ha detto il ministro russo.
Il ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Elvira Nabiullina, tra i fedelissimi di Vladimir PutinAnche il presidente russo che ha dedicato una parte consistente del suo recente viaggio negli Stati Uniti alla visita della famosa Silicon Valley, ha invitato i vertici politici ed economici della Russia e la comunità internazionale a capire bene questa nuova realtà. Secondo Medvedev nei prossimi decenni la Russia dovrà trasformarsi in un Paese che punta a un “benessere dei suoi abitanti basato su un’ampia risorsa intellettuale”. “Le difficoltà economiche e finanziarie ci sono ancora, ma il pensiero sta cambiando, la Russia si apre alle innovazioni”, ha sottolineato Medvedev.
L’aumento delle attività degli investitori in Russia rappresenta uno dei fattori decisivi dell’ammodernamento dell’economia russa e del suo passaggio sulla scia delle innovazioni: “La Russia necessità di un vero e proprio boom di investimenti”, ha detto il presidente Medvedev,
In questo contesto la Russia ha fatto capire al capitale estero che saranno favoriti innanzitutto gli investimenti nei progetti fondamentali a lungo termine, dalle innovazioni alle infrastrutture.
“La Russia non è più interessata a ottenere denaro rapido e facile, perciò gli investitori sono invitati a considerare investimenti in progetti strategici e non nelle azioni delle aziende russe”, ha dichiarato il vice premier, Igor Shuvalov, secondo cui in questo momento in Russia  si sono create delle condizioni particolarmente favorevoli proprio per questo tipo di investimenti per via della legislazione e delle tasse piuttosto basse.
In particolare - come ha confermato nel suo intervento anche il presidente Medvedev - a partire dal 2011 sarà abolita la tassa sull’aumento del capitale utilizzato per gli investimenti diretti a lungo termine. Inoltre, il leader del Cremlino ha ricordato di aver firmato un decreto che riduce di cinque volte (aprendo quindi alle privatizzazioni) il numero delle società riconosciute “strategiche” (sinonimo di “intoccabili”)  per l’economia nazionale. Di conseguenza, il numero delle società per azioni “strategiche” è diminuito da 208 a 41 (167 società potranno essere acquisite dagli investitori privati).
“Se gli investitori esteri decideranno di acquisire una o alcune di queste società ex strategiche saremo felici e contenti”, ha detto Shuvalov. Nno sarebbe male se gli investitori esteri decidessero di acquisire pacchetti delle ex società statali delle infrastrutture, partecipando con  capitale proprio alla costruzione in Russia di autostrade, centrali elettriche e di altri importanti progetti infrastrutturali.
Vale a dire che la Russia ha scelto di non favorire una crescita economica troppo rapida nel periodo post crisi, perché questo tipo di sviluppo attira gli speculatori finanziari, mentre la Russia sta cercando investitori solidi per la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali.
In questa situazione, per la Russia una crescita economica media del 5% l’anno può essere considerata ottimale, soprattutto dal punto di vista della realizzazione del programma di passaggio a un sistema economico basato sulle innovazioni.
 

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