Paolo Zegna: “La Russia per l’Italia è un’area strategica”

Il vice presidente di Confindustria per le relazioni internazionali all’Assemblea annuale del GIM-Unimpresa: “La Russia può offrire un grande spazio all’imprenditoria italiana, uno sbocco all’industria fino a quando non ci sarà una ripresa del mercato interno” - Un passaggio chiave per lo sviluppo delle imprese italiane è costituito dall’internazionalizzazione - Attualmente in Russia operano 400 società italiane, per Confindustria un numero estremamente limitato: bisogna arrivare al più presto almeno a 600 - Il Notiziario Csi è un’iniziativa che merita sostegno e attenzione - Le risorse sul web che Intesa Sanpaolo e Il Sole 24 Ore hanno intelligentemente creato e messo a piena disposizione degli imprenditori, in primo luogo delle aziende piccole e medie dei due Paesi, possono essere un punto di inizio di un rapporto nuovo e costruttivo, di un dialogo diretto B2B.

Il Gruppo degli imprenditori italiani a Mosca (GIM-Unimpresa) celebra nel 2010 il 15° anniversario della fondazione. Oltre 200 imprese italiane che operano in tutta la Russia sono associate a GIM, che nel 2006 ha aderito a Confindustria. Tra i soci ci sono le rappresentanze moscovite di ENI, di Intesa Sanpaolo, di Finmeccanica, di Ferrero.
In occasione dell’Assemblea annuale del GIM l’11 giugno scorso si è recato a mosca il vice presidente di Confindustria per le relazioni internazionali, Paolo Zegna, secondo cui la Russia può ancora offrire “un grande spazio all’imprenditoria italiana, uno sbocco all’industria fino a quando non ci sarà una ripresa del mercato interno”.
Colloqui prima dell’Assemblea: il vicepresidente di Confindustria, Paolo Zegna (a sinistra) e il direttore dell’ICE in Russia, Roberto PeloIn un discorso pronunciato di fronte ai soci del GIM, Zegna ha sottolineato che in questo momento delicato, nel quale Confindustria “è tirata un po’ per la giacca”, il passaggio chiave per lo sviluppo delle imprese italiane è costituito dall’internazionalizzazione: “Essendo un soggetto estremamente importante, significativo per il Paese e responsabile - ha detto Zegna - Confindustria non può non essere coinvolta nelle discussioni”. In particolare Confindustria sta definendo le basi per il futuro sviluppo dell’Italia. “Noi facciamo la nostra parte”, ha detto Zegna, sottolineando che Confindustria “non sempre viene ascoltata come vorremmo”.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione e in particolare lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con la Russia, “l’Italia è arrivata a essere il terzo fornitore:in Russia c’è la crema della crema delle aziende italiane, ma il numero è estremamente limitato: ci sono 400 imprese che dovrebbero aumentare almeno fino a 600”.
La parola dunque va alle piccole e medie imprese che purtroppo “finora hanno avuto uno spazio operativo molto ridotto, invece oggi dovremmo cercare di aiutarle e spingerle dall’Italia, affinché trovino fuori dai confini nazionali ed europei, quello che purtroppo il mercato interno non offre più”.
In Russia “c'è grande spazio” ma le aziende italiane devono “strutturarsi, potenziarsi”, su “un terreno comunque favorevole. Il bagaglio in termini di prodotti, di flessibilità, di innovazione, di creatività può far scoprire un mercato che potrebbe rivelarsi fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese”.
Uno dei problemi del mercato russo è la contraffazione e la notevole permeabilità rispetto alle esportazioni cinesi. “Si può combattere la contraffazione debellandone la produzione, ma è molto difficile perché nasce da laboratori di piccole aziende difficili da censire, individuare e combattere. Poi, probabilmente si potrebbe contrastare aumentando i controlli alle dogane e, Infine, sensibilizzando il consumatore”.
Nel loro piano economico quinquennale, ha ricordato poi Zegna, le autorità cinesi hanno enfatizzato la lotta alla contraffazione che potrebbe significare l’arrivo di uno tsunami di prodotti contraffatti in Russia, e ciò metterebbe ancora in difficoltà il produttore italiano.
La Russia per l’Italia, ha sottolineato Zegna, è una delle aree più importanti. La missione dell’impresa italiana in Russia dell’aprile  2009 con la partecipazione di oltre 500 aziende italiane è stato un segno molto forte dell’interesse, non soltanto delle grandi aziende, ma soprattutto da parte delle piccole e medie. Ma una missione di certo non basta, è importante la continuità. Bisogna anche dimostrare che l’importanza che si dà alla Russia viene poi mantenuta.

Uno dei punti centrali della politica economica del Cremlino è legato alle innovazioni. Come il produttore italiano può sfruttare quest’occasione?

Aldilà della crisi, che purtroppo ha fatto diminuire l’interscambio economico e commerciale italo-russo bisogna costantemente monitorare la situazione e continuare sulla traccia di espansione del l’impresa italiana verso la Russia.
Le innovazioni in Italia le fanno moltissimo le piccole e medie aziende e Confindustria deve accompagnarle in questo momento in cui la Russia sta realizzando un programma di ammodernamento tecnologico della propria industria. Confindustria deve dunque trovare una direzione da consigliare. Inoltre, Confindustria sta studiando un approccio generale alle missioni delle imprese italiane all’estero e in Russia in particolare. In questo momento bisogna essere molto precisi, bisogna puntare sull’obiettivo ed essere meno dispersivi possibile. Si tratterà dunque di missioni specializzate. Per questo è stato deciso con l’Ice, con l’Abi e con il ministero degli Affari esteri che in questo momento è più importante una mini missione specializzata che riesca a portare le innovazioni italiani in punti precisi, piuttosto che nelle zone a largo raggio.

Come giudica l’operato del GIM, una sorta di portavoce delle aziende italiane presso le autorità russe?

Il ruolo svolto dal GIM-Unimpresa è significativo e potrebbe diventare ancora più importante. In Russia, come in molti altri Paesi, l’Italia ha giù una buona presenza internazionale. Le società italiane che operano in Russia devono servire da esempio e da supporto. L’esempio c’è sempre stato, ora bisogna concentrarsi sul supporto delle piccole e medie imprese. Da una parte lo dobbiamo preparare in uscita dall’Italia, creando magari una struttura solida di sostegno. Dall’altra, per conoscere il Paese l’esperienza maturata dalle aziende associate a GIM potrebbe essere sicuramente di grande appoggio.

Come si sviluppa la cooperazione tra Confindustria e l’Unione degli industriali e degli imprenditori russi?

In questo contesto è molto importante la collaborazione tra Confindustria e le analoghe strutture russe, in primo luogo con la RSPP, l’Unione degli industriali e degli imprenditori della Russia. Negli ultimi tempi ci sono stati molti importanti incontri. l’ultimo a Ottawa, tra il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e il presidente di RSPP, Aleksandr Shokhin. È una collaborazione stretta, Confindustria e i suoi partner stanno cercando insieme dei messaggi utili  da trasmettere ai politici. È un modo di dimostrare come le regole economiche e le necessità economiche sono più o meno comuni in tutto il mondo. la volontà di fare gruppo è importante. E credo che questo sia un messaggio indubbiamente utile se trasmesso alla parte politica per le successive decisioni al vertice.

In che modo le imprese italiane devono comportarsi in questo momento?

È un periodo in cui, nonostante le difficoltà del momento, uno deve trovare la forza e l’energia per seminare nei mercati nuovi dove esiste un grande potenziale, dove purtroppo - bisogna dirlo in maniera sincera - non c’è ancora una grande presenza italiana. Quindi, dobbiamo muoverci in questo processo di rattrapage per non poi essere gli ultimi della fila al momento della ripresa.
All’inizio di giugno abbiamo fatto una missione imponente in Cina dove le aziende italiane sono ancora poche. Anche in Russia le aziende italiane sono ancora poche. Questi, però, sono i due Paesi da cui verranno i maggiori sviluppi e i più alti aumenti dei consumi. Bisogna recuperare velocità e posizione per essere nel posto giusto al momento giusto quando la ripresa, speriamo non troppo lontana, ci sarà.

Come giudica il portale “Notiziario dai mercati Csi” e il sito russo Italecon24, creati per semplificare i contatti diretti tra le imprese italiane e russe?

È un’iniziativa che merita sostegno e attenzione. Le risorse sul web che Intesa Sanpaolo e Il Sole 24 Ore hanno intelligentemente creato e messo a disposizione degli imprenditori, in primo luogo delle aziende piccole e medie dei due Paesi, possono essere un punto di inizio di un rapporto nuovo e costruttivo, di un dialogo diretto B2B.
 
 
 
Vladimir Sapozhnikov, Notiziario dai mercati Csi