L’Unione doganale post sovietica segna ancora il passo

La trojka composta dalla Russia, dal Kazakhstan e dalla Bielorussia non è riuscita a risolvere le acute divergenze legate alla costituzione di uno spazio economico e commerciale aperto - I problemi dell’Unione doganale hanno causato nel 2009-2010 non pochi disagi agli esportatori di prodotti e di servizi verso la Russia - I tre Paesi non riescono a mettersi d’accordo sull’imposta unica da applicare alle importazioni di automobili: Mosca vuole mantenere le proprie tasse molto più alte rispetto a quelle in vigore nelle altre due nazioni.

L’Unione doganale che stanno cercando di costituire la Russia, la Bielorussia e il Kazakhstan non entrerà in funzione il primo luglio  come era stato previsto in un primo momento. A fine maggio l vertice dei primi ministri   non ha risolto le acute divergenze legate alla costituzione di uno spazio economico e commerciale aperto, mentre gli altri due potenziali membri dell’Unione doganale, le repubbliche del Kirghizistan e del Tadjikistan hanno snobbato la riunione.
Il premier russo, Vladimir Putin, ha ricevuto per i colloqui sull’Unione doganale i presidenti della Bielorussia Lukashenko (a sinistra) e del Kazakhstan, Nazarbaev (in mezzo). Dietro i sorrisi da protocollo si nascondono molti problemi...I problemi dell’Unione doganale hanno causato nel 2009-2010 non pochi problemi per gli esportatori di prodotti e di servizi verso la Russia.
Il principale ostacolo sulla via dell’integrazione commerciale è la Bielorussia che chiede ai partner di abolire le tasse e di ridurre i prezzi degli idrocarburi.
Al centro dei recenti colloqui c’era il tema del commercio dei prodotti energetici per due grandi questioni. La prima riguarda le tasse doganali sull’esportazione di greggio dalla Russia verso la Bielorussia, che insiste sull’abolizione dell’imposta. La seconda  è legatq ai prezzi del gas naturale. La Bielorussia acquirente della Russia, chiede gas a un prezzo politico, più basso.
Di conseguenza, Russia, Bielorussia e Kazakhstan non sono riuscite a introdurre una doganale tariffa unica doganale che avrebbe dovuta da applicare ai confini esterni dei propri confini. La tariffa unica doganale è destinata a sostituire le attuali in vigore in questi Paesi. I partecipanti ai colloqui hanno dichiarato di non aver immaginato che il processo di unificazione delle tariffe si rivelasse così difficile e tortuoso.
I tre Paesi, tra l’altro, non riescono a mettersi d’accordo sulle tasse uniche da applicare alle importazioni di automobili: la Russia vuole mantenere le proprie tasse, molto più alte rispetto a quelle in vigore in Bielorussia e in Kazakhstan. Mosca, Minsk e Astana dovranno trovare un equilibrio alzando certe imposte e abbassandone altre. Insomma, un’impresa ardua che richiede tempo e fatica.
Le imprese aspettano le decisioni definitive e intanto guardano con la perplessità le trattative: mentre i tre Governi cercano di conservare le attuali aliquote di entrate doganali, gli operatori economici temono di dover cambiare radicalmente il proprio business per  adattarsi alle nuove condizioni.
Intanto, il “processo di ratifica” sarà proseguito a livello di esperti, incaricati di trovare  compromessi accettabili per i tre partner, cercando soprattutto di superare le divergenze nel settore dell’auto, dell’industria aeronautica e dei prodotti per le persone fisiche.
Il primo ministro Vladimir Putin ha espresso un cauto ottimismo dicendo che i problemi doganali non dovrebbero bloccare del tutto la costituzione di uno spazio economico comune. Ma i gruppi di lavoro dovranno elaborare ancora due pacchetti di documenti: il primo dovrà essere pronto per il luglio del 2011, l’altro per il mese di dicembre del prossimo anno. Se questi documenti saranno elaborati e concordati entro i tempi previsti, lo Spazio economico comune potrà cominciare a funzionare il primo luglio del 2012.
Una volta costituito lo Spazio economico comune, la Russia ha proposto di estenderlo ai Paesi membri dell’Organizzazione di cooperazione economica euroasiatica.
Secondo le stime degli esperti russi, la costituzione di uno Spazio economico congiunto aiuterà tutti e tre i Paesi ad accelerare il ritmo di sviluppo economico: l’incremento medio dovrebbe raggiungere il 15%  nel 2015.
Da parte loro, gli analisti occidentali hanno suggerito ai Paesi coinvolti nei colloqui di far tesoro dell’accordo sul libero commercio con l’Unione europea. Mentre la bozza dell’accordo sulle dogane prevede l’introduzione di tasse doganali uniche sull’export -  minacciando la perdita di autonomia nel commercio con l’estero dei Paesi membri - l’Accordo con l’Unione europea è basato su condizioni decisamente meno rigide.
Un altro aspetto è legato all’integrazione della Russia e di altri Paesi nel sistema economico e commerciale globale: molti esperti hanno dichiarato che l’entrata in funzione dell’Unione doganale potrebbe insabbiare l’ingresso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio.
Nel 2009 la Russia, il Kazakhstan e la Bielorussia avevano annunciato che entreranno nella Wto non come tre singoli Paesi, bensì come pool a tre, suscitando la perplessità in tutto il mondo. In un secondo momento Mosca ha cambiato parere, precisando che la procedura di adesione sarà realizzata nell’ambito di un’azione coordinata tra i tre Paesi.
 
 
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