Un avvertimento al Governo russo: la crisi minaccia un colpo di coda
Il ministro delle Finanze Kudrin: “La situazione è ancora incerta, i mercati sono molto volatili, nel 2010 tutto può succedere, anche una nuova ondata di recessione” - Le difficoltà delle finanze pubbliche hanno spinto la Russia a ritornare nel 2010 sul mercato internazionale del debito.
Il punto più basso della crisi finanziaria globale è stato superato, l’economia russa ha dimostrato una discreta performance nei primi tre mesi dell’anno, ma il Governo non deve permettersi il lusso di riposare sugli allori. Il ministro delle Finanze e vice premier del Governo della Russia, Aleksej Kudrin, ha lanciato un duro monito ai colleghi affinché si mobilitino per evitare eventuali colpi di coda della crisi. “La situazione è ancora incerta, i mercati sono molto volatili, nel 2010 tutto può succedere, anche una nuova ondata di recessione”, ha dichiarato Kudrin, secondo cui l’esecutivo nei mesi a venire dovrebbe principalmente concentrarsi nella lotta contro il crescente disavanzo pubblico.
Ci sono i rischi sia per il sistema economico russo in generale, sia per il settore bancario che deve continuare a badare alle riserve finanziarie necessarie a combattere l’eventuale crescita delle attività “tossiche”.
L’opinione di Kudrin è condivisa da molti economisti russi e internazionali, che non escludono la possibilità di una seconda ondata della crisi finanziaria. Per far fronte alle nuove minacce il Governo deve ridurre le spese per non permettere che il deficit di bilancio cresca nei prossimi 2-3 anni.
Le difficoltà in cui si sono trovate le finanze pubbliche russe hanno spinto il Paese a ritornare sul mercato internazionale del debito. Secondo Kudrin il Governo di Vladimir Putin intende rastrellare sui mercati finanziari interno ed estero 1.500 miliardi di rubli (50,7 miliardi di dollari, N.d.R.) Secondo il vice premier le risorse che il Cremlino vuole raccogliere dagli investitori sono considerevoli, ma per garantire il successo dell’operazione il Governo russo intende offrire agli investitori delle garanzie molto solide.
L’emissione di una tale quantità di bond contiene parecchi rischi che il Governo deve sempre tenere presente: in particolare, il ministero delle Finanze deve rispettare tutti i necessari equilibri per non “stuzzicare “ più di tanto il settore bancario e quindi non entrare in competizione con i fabbisogni dell’industria russa. “Non vogliamo permettere che gli investimenti nei bond dello Stato siano più redditizi rispetto a quanto rendono i crediti erogati al settore reale dell’economia nazionale russa”, ha sottolineato Kudrin.
Il primo road show di Eurobond russi sarà organizzata a New York il 21-22 aprile prossimo. Da come andrà questa prima presentazione dipenderà l’organizzazione del road show in Europa. Per il momento Mosca non ha ancora deciso dove e quando organizzare la presentazione dei bond.
Nonostante i termini di collocamento dei bond russi non siano ancora stati annunciati ufficialmente un rappresentante del ministero delle Finanze ha dichiarato che tecnicamente l’emissione dovrà essere pronta per l’inizio di aprile. Come organizzatori dell’emissione dei bond il Governo russo ha scelto la banca statale Vtb Capital, Barclays Capital, Citi e Credit Suisse. Dei 50 miliardi di crediti totali la Russia intende rastrellare sui mercati internazionali circa 18 miliardi. Ci si aspetta che il disavanzo pubblico alla fine del 2010 non dovrebbe superare il 6,8% del Prodotto interno lordo, per scendere al 4% nel 2011 e al 3% del Pil nel 2012.
In questa situazione le banche devono comportarsi con cautela: “So che molti istituti di credito sono riusciti a migliorare la propria situazione e ora decidono di liberalizzare le riserve finanziarie accumulate”. Bisogna essere prudenti: gli ultimi mesi del 2010 e tutto il 2011 contengono molti rischi per il settore bancario russo e internazionale.
Finora le banche russe sono riuscite ad accumulare crediti per 2.000 miliardi di rubli. “Non è un gran che!”, ha dichiarato Kudrin, secondo cui queste riserve potranno diventare nei prossimi mesi una sorta di cuscinetto ammortizzatore in caso di colpi di coda.
Si tratta di un importante cambiamento dell’atteggiamento del Regolatore nei confronti della politica finanziaria degli istituti di credito: ancora nell’autunno del 2009 il primo vice Governatore della Banca centrale della Russia, Aleksej Uljukaev, disse che nel 2010 le banche avrebbero potuto liberamente sciogliere le proprie riserve per compensare le eventuali perdite per i crediti non rimborsati, dichiarare dei positivi risultati finanziari e, quindi, diventare più interessanti e attraenti per gli investitori.
Ora, Kudrin invita le banche alla cautela; l’attuale positiva situazione è ancora molto instabile: “Nel periodo attuale pare sia possibile guadagnare sulla crescita dei mercati, ma il rischio è ammissibile soltanto entro i limiti di schemi e strategie sicure e conosciute”.
Secondo le stime del ministero delle Finanze la crescita dei crediti bancari nel 2010 potrebbe raggiungere il 5-10% rispetto ai risultati registrati nel 2009. Per Kudrin si tratta di una previsione “ottimistica”. La Banca centrale ha dichiarato, però, che il ministro delle Finanze sottovaluta le potenzialità di crescita del settore bancario del Paese e ha stimato l’incremento dei crediti che le banche nel 2010 erogheranno al settore reale dell’economia e alla clientela privata intono al 20 per cento in confronto al 2009.
Per rendere la risorsa creditizia più accessibile ai clienti la Banca centrale ha preannunciato ulteriori tagli ai tassi di rifinanziamento entro la fine del 2010, vincolando la misura all’andamento dell’inflazione. Se il target del 6,5%-7,5% d’inflazione sarà rispettato, i tassi della Banca centrale potranno scendere dagli attuali 8,25% (l’ultima riduzione è stata decisa dal Regolatore il 29 marzo). Gli analisti finanziari dubitano però che questa ultima riduzione diminuisca il costo del denaro in Russia (per i dettagli potete consultare la pagina “Approfondimenti” di questo numero del Notiziario).
Gli esperti della Banca centrale temono un’accelerazione della corsa dei prezzi nella seconda metà del 2010. Non è possibile dire in questo momento se queste preoccupazioni siano giustificate. “Non appena dovessimo notare che i rischi si stiano materializzando, correggeremo la nostra politica finanziaria, compreso il trend che punta ad abbassare ancora di più il tasso di rifinanziamento”, ha dichiarato Uljukaev.
Notiziario dai Mercati Csi