In vent’anni la Russia leader dell’economia europea

Nonostante la crisi la Russia ha tutti i requisiti per diventare nei prossimi due decenni la maggiore economia del Continente europeo, superando sul piano dello sviluppo leader attuali come Germania, Francia e Gran Bretagna - In  nove anni le dimensioni dei Pil delle sette economie emergenti dovrebbero raggiungere i volumi dei  Prodotti interni lordi dei Paesi del G-7 - Gli analisti di Credit Suisse si aspettano che nei prossimi 10 anni il Pil della Russia cresca del 60 per cento - Già nel 2010 dovrebbe aumentare del 3,6% contro una previsione dell’1,5 per cento.

Il Fondo monetario internazionale ha migliorato le previsioni di crescita dell’economia russa nel 2001: il Prodotto interno lordo dovrebbe aumentare del 3,6% contro una previsione precedente dell’1,5 per cento. Nonostante le difficoltà oggettive che la Russia si troverà ad affrontare nei prossimi due - tre anni, questo sarebbe un primo passo verso una crescita esplosiva.
Secondo le aspettative degli analisti della banca PricewaterhouseCoopers nel giro di venti anni la Russia ha tutti i requisiti per diventare la maggiore economia del Continente europeo, superando sul piano dello sviluppo economica gli attuali Paesi leader come Germania, Francia e Gran Bretagna.
Economia 2010-2030In una prospettiva ancora più lontana, ovvero per il 2030, i sette Paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Russia, Messico, Indonesia e Turchia) supereranno per le dimensioni dell’economia gli indicatori dei Sette maggiori Paesi industrializzati. Per quanto riguarda le tappe di questo processo nel giro di nove anni le dimensioni dei Pil dei sette economie emergenti dovrebbero raggiungere le dimensioni dei prodotti interni lordi dei Paesi del G-7. Mentre per il 2030 i Pil complessivi di Cina, India, Brasile, Russia,Messico, Indonesia e Turchia dovrebbe superare del 30% almeno il Pil complessivo di Usa,  Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Canada. E questo dopo che nel 2000 le economie dei Paesi del G-7 superavano quelle delle economie emergenti di ben due volte. Nel 2010 il distacco si è ridotto al 35 per cento.
Crescerà il tasso d’influenza sui processi globali delle economie emergenti, in primo luogo della Cina, dopo che i Paesi economicamente sviluppati hanno vissuto la peggiore crisi finanziaria dai temi della Grande depressione.
“L’influenza dei sette Paesi emergenti è enorme già adesso: la questione non è se riusciranno a superare lo sviluppo del G-7, ma quando questo succederà”, ha dichiarato John Hawksworth, capo del dipartimento per la macroeconomia dell’ufficio londinese della PwC.
La Cina supererà economicamente gli Stati Uniti e diventerà la più grande economia del mondo per il 2020, dopodiché l’invecchiamento della popolazione cinese comincerà a rallentare lo sviluppo economico del Paese.
L’India potrebbe salire al terzo posto nel mondo per le dimensioni del suo Pil nazionale già nel 2012, lasciandosi alle spalle il Giappone.
Secondo gli esperti della PwC, la classifica delle altre economie mondiali nel 2030 potrebbe essere la seguente: Brasile, Russia, Germania, Messico, Francia e Gran Bretagna.
Anche molti altri analisti internazionali hanno manifestato valutazioni positive riguardo al futuro dell’economia russa. In particolare, gli analisti di Credit Suisse si aspettano che nei prossimi 10 anni il Pil della Russia cresca del 60%. Dopo una crescita del 3,6% nel 2010, l’anno prossimo dovrebbe salire del 4,6%, con un rallentamento fino al +4,6% nel 2012, per accelerare nel biennio 2013-2014 fino al 5,2% l’anno. Negli anni successivi al 2014 e fino al 2019 il Prodotto interno lordo russo dovrebbe crescere a un tasso annuo del 5% . I principali punti forti”dell’economia russa sono le ricche risorse naturali, comprese le riserve strategiche di metalli,  idrocarburi, metalli di terre rare come palladio e platino.
La Russia sta costruendo nuovi gasdotti e nuovi oleodotti per assicurare le forniture di energia ai maggiori consumatori strategici dell’Europa e dell’Asia (Nord Stream, South Stream, l’oleodotto Siberia-Pacifico).
Importante è la vicinanza delle risorse strategiche della Russia alla Cina e ad altre economie asiatiche in crescita.
Contribuiscono allo sviluppo il flusso di lavoratori - immigranti provenienti dalle repubbliche ex sovietiche; un sistema sviluppato di scuole e di università; una forte base scientifica che riesce a conservare alcuni vantaggi tecnologici per l’industria della Russia.
Infine, c’è un basso volume del debito statale: in gennaio la Russia ha rimborsato al 100% il debito estero ex sovietico alle banche creditrici del Club di Londra, mentre per i volumi delle proprie riserve aurifere e valutarie il Paese si trova ancora al terzo posto nel mondo dopo Giappone e Cina.
Ciononostante alcuni problemi fondamentali minacciano di rallentare lo sviluppo economico del Paese. Quelli a lungo termine sono, come in precedenza, la dipendenza dell’economia nazionale dalle esportazioni di materie prime, quindi dai prezzi petroliferi internazionali; le barriere che ostacolano l’attività delle imprese private rispetto a quelle controllate dallo Stato; una negativa situazione demografica della Russia con una preoccupante contrazione della popolazione attiva.
 


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