Gli analisti finanziari promuovono il rating sovrano della Russia

Le previsioni delle agenzie sulle obbligazioni a lungo termine in valuta vanno da “negativo” a “stabile” – Ma per gli esperti di Goldman Sachs il rating sovrano russo dovrebbe salire subito di almeno tre “gradini”: dall’attuale “BBB” a quota “A” - Alla fine del 2009 e all’inizio del 2010 l’economia russa appare molto più solida e meno vulnerabile rispetto alla situazione registrata nel dicembre del 2008 - Per quanto riguarda gli altri indicatori economici e finanziari si prevede che il tasso d’inflazione non dovrebbe superare nei prossimi dodici mesi il 7,5 per cento.

Gli analisti finanziari internazionali hanno criticato i livelli dei rating   assegnati alla Russia dalla troyka delle maggiori agenzie di valutazione. In particolare, gli esperti della banca d’investimento Goldman Sachs hanno dichiarato che il rating della Russia in base alla scala dell’agenzia Standard & Poor’s dovrebbe essere promosso subito di almeno tre “gradini”: dall’attuale “BBB” a quota “A”. La promozione deve riflettere le solide basi economiche della Russia, che grazie ai prezzi di greggi relativamente alti riesce a mantenere piuttosto basso il peso del debito statale: “Non prevediamo una notevole crescita del debito statale russo rispetto all’attuale 7% del Prodotto interno lordo”, ha dichiarato un portavoce di Goldman Sachs.
La presi di posizione di Goldman Sachs è avvenuta in seguito alla decisione di Standard & Poor’s di promuovere le previsioni a lungo termin da “negativo” a “stabile”, con la conservazione della valutazione attuale di “BBB” per le obbligazioni della Russia in hard currency.
Gli analisti di Goldman Sachs hanno invece dichiarato che a fine 2009 – inizio 2010 l’economia nazionale russa è molto più solida e meno vulnerabile rispetto alla situazione registrata nel Paese nel dicembre del 2008. Come prova gli analisti hanno indicato i rimborsi assai “modesti” che la Russia dovrà pagare nel 2010 per il proprio debito estero e i programmi finanziari a sostegno delle banche lanciato dalla Banca centrale e dal Governo.
Di conseguenza, le basi finanziarie solide della Russia “meritano un rating molto più avanzato di “A”. Ciononostante, le agenzie di valutazione internazionali hanno fatto capire che non è prevista  alcuna promozione della Russia nei prossimi mesi.
Una delle spiegazioni di questo atteggiamento “negativo” è legata alla situazione delle riserve valutarie (il Fondo di riserva) che la Russia era riuscita ad accumulare negli ultimi cinque anni.
La situazione finanziaria della Russia dovrebbe migliorare dopo il 2011. Per questo il Paese potrebbe riavviare nel 2013  la costituzione di un nuovo Fondo di riserva, nel quale accumulare gli introiti provenienti dal commercio petrolifero. Spiegando i principi della Legge finanziaria russa del periodo 2010-2011, il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, ha  annunciato la decisione di spendere tutti i guadagni, senza mettere niente da parte: “Nel 2011-2012 il Governo cercherà di rendere più rigida la costituzione della bilancia gaspetrolifera. Vale a dire che a partire dal 2013 una parte dei guadagni provenienti dall’export di idrocarburi potrà essere trasferito nel nuovo Fondo di riserva”, ha sottolineato Kudrin.
Nel frattempo, tra il 2009 e il 2010 il Cremlino intende utilizzare praticamente il100% del Fondo di riserva. Inoltre, non possono che influenzare negativamente gli impegni finanziari del Governo nell’ambito di risanamento del settore finanziario del Paese.
 La posizione molto più ottimistica degli esperti di Goldman Sachs deriva dalle previsioni sul prezzo del petrolio che nel 2010 dovrebbe raggiungere quota 90 dollari al barile, per salire a 110 dollari nel 2011.
Gli analisti internazionali si aspettano che il budget della Russia “sia più equilibrato nel 2011, mentre il Pil della Russia dovrebbe crescere del 4,5% nel 2010 e del 5,5% l’anno successivo.
In precedenza anche gli esperti del gruppo bancario UBS avevano bollato come “sottovalutato” il rating creditizio sovrano della Russia, in quanto “non riflette la reale situazione economica del Paese. “Il rating della Russia è troppo basso e non riflette la reale stabilità finanziaria della Russia”, ha dichiarato il vice ministro delle Finanze, Serghej Storchak.
A differenza dell’agenzia Standard & Poor’s che ha promosso la previsione per la Russia da “negativo” a “stabile” l’agenzia Fitch ha mantenuto la valutazione negativa su rating sovrano russo. L’agenzia Moody’s aveva “declassato” il rating della Russia a livello Baa1, ma ha conservato la previsione “stabile”.
Dopo aver rivisto la previsione per la Russia, Standard & Poor’s ha rivalutato da “negativo” a “stabile” anche il rating della città di Mosca. Il rating creditizio a lungo termine e quello relativo al debito prioritario non coperto sono stati confermati a quota “BBB”.
La previsione “stabile” per il rating di Mosca coincide con quella della Federazione Russa ed è basata sull’aspettativa che la gestione equilibrata dei debiti dovrebbe permettere alla capitale russa di ridurre il peso della crescita dei debiti accumulati.  Di conseguenza, la città di Mosca dovrebbe riuscire a mantenere buoni indicatori rispetto alla bilancia corrente che verrà gradualmente migliorata.
Per quanto riguarda gli altri indicatori economici e finanziari, il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, ha dichiarato che nel 2010 il tasso d’inflazione non dovrebbe superare il 7,5% con una breve e tradizionale “impennata” all’inizio dell’anno, legata all’aumento delle tariffe e delle spese del mese di dicembre. Dopodiché, la corsa dei prezzi dovrebbe rallentare i ritmi per rimanere alla  fine del 2010 entro i limiti del 7,5 per cento. Il ministro ha sottolineato, però, che la prevista riduzione dell’inflazione sarà legata in primo luogo a una preoccupante contrazione della domanda interna, che per Kudrin rappresenta una delle conseguenze della crisi finanziaria.
 


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