Economia e finanza centrali per il presidente Medvedev

I temi economici hanno dominato il discorso sullo stato della Nazione del presidente russo, Dmitrij Medvedev - Uno dei problemi più scottanti che rallentano l’uscita dell’economia della Russia dalla crisi  è la scarsità  dei crediti erogati  a lungo termine - Il solo perfezionamento della base legislativa russa non servirebbe a risolvere il problema - Ci vorrà tempo e fatica per ristabilire un’atmosfera di fiducia tra banche e clienti.

I problemi economici e finanziari della Russia, le vie d’uscita dalla crisi sono i temi che hanno dominato il discorso sullo stato della nazione che il presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha pronunciato il 12 novembre scorso davanti alle Camere riunite del Parlamento di Mosca. Durante la preparazione dell’intervento di Medvedev l’Amministrazione presidenziale del Cremlino ha ricevuto 20.000 lettere contenenti le proposte e i suggerimenti di organizzazioni, società e cittadini.
Secondo Medvedev, uno dei problemi più scottanti che rallentano l’uscita dell’economia nazionale dalle crisi, è la scarsità dei crediti erogati a lungo termine. Mentre i crediti a breve termine  sono ancora disponibili, il denaro “a lungo termine” non si trova proprio. Le banche straniere hanno diminuito notevolmente il volume dei crediti erogati, mentre quelle russe hanno praticamente chiuso ‘il rubinetto’.
Per risolvere questo problema Medvedev ha proposto di perfezionare le leggi finanziarie russe. “Mentre all’inizio dell’anno la situazione era stata molto più favorevole per i clienti delle banche, in autunno nonostante una certa stabilizzazione della situazione economica il problema dei crediti a medio-lungo termine è diventato molto acuto”, ha dichiarato il presidente nel corso di un incontro con i senatori della Consiglio della Federazione.
Di conseguenza, il costo del denaro per i consumatori, per le imprese e per le persone fisiche rimane esageratamente alto. E questo nonostante il tasso di rifinanziamento della Banca centrale sia stato abbassato al 9,5%, la quota minima di sempre.
Il presidente ha dichiarato, però, che il perfezionamento della base legislativa russa non riuscirà da solo a risolvere il problema: “Ci vorrà tempo e fatica per ristabilire l’atmosfera di fiducia reciproca tra banche e clienti”, ha detto Medvedev.
Rispetto alla polemica sul comportamento delle imprese nella crisi finanziaria, Medvedev ha criticato la proposta del presidente del Consiglio della Federazione, la Camera alta del  Parlamento russo, Serghej Mironov, secondo cui bisogna introdurre delle normative legislative per stabilire le aliquote dei dividendi che le società per azioni dovrebbero pagare agli azionisti di minoranza.
“Fissare per legge le aliquote dei dividendi che le società dovrebbero pagare agli azionisti di minoranza è una proposta che suscita non pochi dubbi”, ha detto Medvedev, secondo cui un’interferenza del genere nel processo decisionale dei proprietari non aiuterebbe gli azionisti.
Se un proprietario dovesse decidere di non pagare in un determinato momento i dividendi, troverebbe mille possibilità per nascondere gli utili oppure per diminuirli. “Non penso  sia una strada efficace”, ha detto il presidente russo. Si potrebbe invece pensare a un meccanismo di controllo che non dovrà essere uguale per tutte le società per azioni, molto differenti l’una dall’altra.
In ogni caso, i piccoli investitori che hanno acquisito pacchetti azionari durante le privatizzazioni di massa non riescono a guadagnare e il management delle società ignora i loro interessi legittimi nel campo di dividendi.
Dopo il discorso di Medvedev, il presidente del Consiglio della Federazione, Mironov, ha proposto di proseguire il dibattito: “Il comportamento di alcune società che non pagano dividendi ai piccoli investitori privati aumenta le tensioni sociali e colpisce la fiducia della gente nel sistema economico e finanziario”, ha sottolineato Mironov.
Un altro tema scottante su cui si è soffermato Medvedev è legato all’aumento degli attacchi dei raider contro le società private: “Negli ultimi tempi è aumentato il numero di casi di occupazione illegale di proprietà. Gli schemi di occupazione sono preparati da veri professionisti, a volte sono impeccabili, ma questo non vuol dire che la polizia non se ne debba occupare”. Secondo Medvedev bisogna elaborare delle normative per punire l’ottenimento del controllo illegale di società con la responsabilità penale.
Secondo gli esperti in Russia non esiste ancora una precisa definizione giuridica del fenomeno di occupazione da parte di raider. I legislatori si sono impegnati ad analizzare a fondo le normative attuali per colpire gli attacchi raider, a cui spesso partecipano funzionari degli organismi dello Stato, notai, rappresentanti di arbitraggio e altri esponenti ufficiali.
Infine, il presidente russo ha dichiarato che l’attuale crisi ha messo all’ordine del giorno la necessità di perfezionare il sistema di leggi russi del comparto economico e finanziario, aumentando i diritti delle società e rafforzando la protezione dell’imprenditoria di fronte alla prepotenza dei burocrati dello Stato.
 
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