In forse il piano di ammodernamento dell’economia russa

In fase di stallo il processo di rinnovamento tecnologico del sistema economico – Il presidente, Dmitrij Medvedev, ha dichiarato che “l’avvio dei programmi di ammodernamento è stato un fallimento” – Lo Stato non ha fondi sufficienti per finanziare tutti i progetti – Medvedev ha proposto di concentrarsi sulla realizzazione di pochi obiettivi ma non sono stati avviati i meccanismi necessari a concretizzarli.

Il processo di modernizzazione dell’economia nazionale russa, uno delle assi portanti della campagna elettorale del presidente, Dmitrij Medvedev, sta segnando il passo. Anzi sta per fallire. Lo ha dichiarato a chiare lettere lo stesso presidente. “Stiamo fallendo nel compito di avviare l’economia russa sulla via di innovazione: in tutto questo tempo non abbiamo fatto nulla in questa direzione”, ha sottolineato amaramente Medvedev a fine agosto, alla riunione della Commissione statale per l’ammodernamento e per lo sviluppo tecnologico dell’economia della Russia.
Il presidente russo, Dmitrij MedvedevAncora non molto tempo fa il presidente russo aveva affermato più volte che l’economia russa non ha futuro se non  sarà avviata – rapidamente e fino in fondo – una ristrutturazione tecnologica dei settori strategici. Da parte sua, il Governo di Vladimir Putin ha dichiarato che l’attuale crisi economica non può ostacolare il processo di ammodernamento tecnologico. Anzi,  la congiuntura dovrebbe costituire una sorta di stimolo per liquidare le produzioni obsolete, che non rispondono alle sfide tecnologiche del 21° secolo.
Erano state definite cinque linee prioritarie su cui canalizzare i finanziamenti pubblici con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’industria russa, di sviluppare in maniera prioritaria le tecnologie nucleari, spaziali e quelle mediche, oltre a dare una spinta allo sviluppo delle tecnologie informatiche.
Come ha dichiarato Medvedev il piano “non ha funzionato” e il capo di Stato ha ordinato alle autorità prendere esclusivamente decisioni “concrete e pratiche”. “Devono essere passi concreti, pratici, se volete utilitaristici, sostenuti con fondi disponibili”, ha sottolineato il presidente.
Secondo esperti, in Russia continuano a mancare alcune condizioni necessarie per trasformare l’economia nazionale, tradizionalmente basata sulla produzione e sull’export di energia e di materie prime. Prima Putin e successivamente Medvedev hanno insistito sull’estrema necessità di introdurre elementi innovativi nei vari settori di un sistema industriale, che soffre di una notevole arretratezza rispetto alle altre economie sviluppate.
Basta dire che l’80% del parco degli impianti tecnologici dell’industria russa risale ancora ai tempi sovietici, ha più di 50 anni d’età e necessita di una sostituzione urgente. Gli analisti del ministero per le Situazioni di emergenza hanno lanciato un allarme, affermando che da qui al 2012 la Russia rischia di essere scossa da un’ondata di incidenti e di catastrofi tecnologiche che potrebbero colpire i punti nevralgici dell’economia nazionale. L’incidente alla centrale idroelettrica siberiana Sajano-Shushenskaja, che oltre a costare la vita di oltre 70 persone ha mandato in tilt le industrie metallurgiche della Siberia, ha confermato più che ampiamente le previsioni degli specialisti del Servizio emergenza.
“E questo perché – ha dichiarato il direttore del Centro studi della congiuntura politica, Konstantin Simonov – nessuno dei burocrati sembra aver preso sul serio le dichiarazioni del Cremlino sulla necessità di avviare l’economia russa sulla strada dell’innovazione”.
Il presidente Medvedev aveva  lanciato molti programmi importanti che comprendevano non solo l’innovazione, ma anche la lotta contro la corruzione e la riforma profonda il sistema giudiziario. Ma è stato fatto poco o niente per la realizzazione concreta di questi piani. “Dal momento che non sono stati avviati  i necessari meccanismi per realizzare i progetti, questi si sono trasformati in una sorta di immagine del giovane innovatore, Dmitrij Medvedev”, ha sottolineato Simonov.
Gli analisti indipendenti russi e internazionali hanno indicato come punti deboli dei progetti di innovazione una scarsa concretezza del piano, oltretutto diviso tra molti capitoli del budget russo. Nel 2009-2010 si esaurirà il Fondo di stabilizzazione e molti ministeri e  enti statali cercano di ottenere più risorse possibili dai fondi pubblici. Di conseguenza, i finanziamenti verranno distribuiti a pioggia senza dare alcun risultato tangibile. In questa situazione l’appello di Medvedev riflette il desiderio del presidente di concentrarsi su pochi programmi concreti per ottenere almeno qualche risultato.
Ciò non significa che l’idea di un ammodernamento tecnologico dell’economia russa verrà abbandonata, pena il serio rischio che il Paese venga a trovarsi di fronte a disastri di carattere tecnologico. L’incidente alla centrale Sajano-Shushenskaja potrebbe essere stato il primo campanello d’allarme, a cui  potrebbero seguirne altri ancora più gravi. In particolare, gli specialisti e l’opinione pubblica guardano con crescente diffidenza all’industria nucleare russa soprattutto e alle centrali nucleari del Paese.
I piani del presidente vengono bloccati, però, dalla burocrazia che non sembra  intenzionata a darsi da fare e sabota apertamente gli ordini di Medvedev. Non è escluso che possa esistere una sorta di rivalità tra apparati dell’amministrazione presidenziale e del Governo, con reciproche azioni di boiscottaggio, ai danni del Paese e del popolo russo.



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