Nel 2010 il Governo russo tornerà sul mercato globale del debito
Il Cremlino ha accantonato l’idea di finanziare il disavanzo pubblico con i finanziamenti raccolti sul mercato interno – Per finanziare il bilancio federale tra il 2009-2010 l’esecutivo ricorrerà per quasi il 100% al Fondo di welfare nazionale e a una parte del Fondo di riserva – Il gabinetto Putin ha aumentato da 10 a 18 miliardi di dollari le risorse che il prossimo anno dovranno essere rastrellate sul mercato del debito internazionale.
Nel 2010, dopo una pausa di 12 anni, la Russia ritornerà sul mercato internazionale del debito. La debolezza del settore bancario russo e le riserve in diminuzione della Banca centrale del Paese non permetteranno al Governo di Vladimir Putin di finanziare interamente il deficit del bilancio con risorse interne. Il prossimo anno dal Fondo di welfare nazionale saranno prelevati 22 miliardi di dollari, mentre altri 18 miliardi dovranno essere rastrellati sul mercato finanziario globale. Nel triennio 2010-2012 i nuovi prestiti dovrebbero raggiungere i 60 miliardi di dollari, mentre il debito complessivo sovrano di Mosca salirà a 100 miliardi di dollari.
I prezzi bassi del petrolio e del gas naturale, più una notevole riduzione della produzione e dell’esportazione di idrocarburi - nella prima metà del 2009 la produzione di gas è diminuita del 20,8% - hanno causato un deficit alle finanze russe. Nelle prime tre settimane di luglio le riserve internazionali del Paese sono calate di circa 15 miliardi di dollari, scendendo a 398,1 miliardi di dollari, una quota equivalente ai livelli dell’inizio del 2007. I problemi di cui soffre il settore bancario hanno costretto il Cremlino a rinunciare all’idea di mobilitare le risorse interne per finanziare il disavanzo pubblico, che nel 2009 potrebbe raggiungere il 9,4% del Prodotto interno lordo della Russia. Nel 2010 il deficit dovrebbe essere pari al 7,5% del Pil, mentre nel 2011al 4,3% e l’anno successivo al 3%. In questa situazione il Governo russo non potrà fare a meno di ricorrere al Fondo di riserva e a quello del welfare nazionale, presso i quali negli ultimi cinque anni sono stati accumulati 18,6 miliardi di petrodollari. Come ha dichiarato il ministro delle Finanze, Aleserà Kudrin, «il Fondo di riserva sarà esaurito l’anno prossimo, mentre quello del welfare nazionale dovrebbe durare fino al 2012».
Il Cremlino non prevede difficoltà per rastrellare i miliardi indispensabili: i creditori internazionali hanno già dichiarato di voler investire in Bond russi. Le condizioni in base alle quali Mosca dovrebbe ottenere i crediti indispensabili stanno migliorando: in questo momento lo spread indicativo di redditività tra i Treasuries statunitensi e gli Eurobond russi costituisce 360 punti di base. Qualora Mosca decidesse di chiedere un prestito per un periodo di dieci anni il tasso di rendimento dei bond sarebbe del 7-8 per cento. La prima emissione non dovrebbe superare i cinque miliardi di dollari: «La Russia non ricorre al prestito estero dal 1998, perciò il mercato va preparato gradualmente», ha detto il rappresentante del ministero delle Finanze, Konstantin Vyshkovskij, secondo cui la prima tranche non dovrà superare i cinque miliardi di dollari. Nello stesso tempo il ritorno del Paese al mercato del credito internazionale costituisce un problema psicologico per il Governo: il debito estero, attualmente il 3,3% del Pil, rischia di aumentare nel 2012 al 7,5%.
Secondo il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, la Russia non dovrebbe trovare difficoltà presso i creditori stranieri perché “la Russia ha un debito sovrano piuttosto moderato e c’è una situazione favorevole sui mercati finanziari mondiali”. Altri 1.550 miliardi di rubli saranno ricavati dal Fondo di riserva, presso il quale finora sono stati accumulati 2.060 miliardi di rubli: 1.360 miliardi saranno utilizzati nel terzo trimestre del 2009 per coprire il deficit corrente. La commissione governativa per i problemi del bilancio a approvato questo piano in maniera preliminare.
Secondo gli analisti finanziari questi dati indicano chiaramente che il bilancio federale della Russia sta soffrendo in modo molto più grave rispetto a quanto si fosse pensato nei mesi precedenti: ancora lo scorso maggio il Governo di Vladimir Putin era convinto che sarebbe stata sufficiente un’emissione di Eurobond per 10 miliardi di dollari. Nel mese di luglio questa cifra è stata quasi raddoppiata.
Il ritorno della Russia sul mercato globale del debito è legato in primo luogo all’incapacità del settore finanziario russo di mobilitare la somma richiesta dall’esecutivo: ricordiamo che in questo momento il disavanzo pubblico per il 2010 è stimato in 3.200 miliardi di rubli, ovvero il 7,5% del Prodotto interno lordo.
Nello stesso tempo molti creditori internazionali hanno enfatizzato un proprio interesse a investire in Bond russi. Di conseguenza, negli ultimi tre-quattro mesi le condizioni in base alle quali Mosca potrà ottenere i crediti indispensabili hanno registrato un miglioramento sostanziale.
Le condizioni finanziarie attuali potranno resistere fino al momento dello sbarco del Paese sul mercato internazionale del debito, nel 2010, se il Cremlino riuscirà a conservare i propri rating d’investimento, garantirà la solidità del sistema budgetario e non perderà la leadership di uno dei più grandi Paesi al mondo per riserve aurifere e valutarie. Ma non bisogna scartare del tutto i rischi di un eventuale peggioramento della congiuntura internazionale: Per il momento il denaro dal mercato di US Treasuries viene trasferito su quello dei titoli degli Stati Uniti e sui mercati del debito delle economie emergenti. Questo è un positivo momento per la Russia. Ma un’eventuale seconda ondata della crisi internazionale e, di conseguenza, nuove bancarotte rischierebbero di accelerare la fuga dai rischi e un nuovo investimento di capitali nei Treasuries statunitensi.
Dal punto di vista degli analisti finanziari russi, alla base della decisione del Governo di aumentare i prestiti ottenuti sui mercati internazionali c’è la fiducia nel recupero dell’economia mondiale e dei mercati finanziari. Anche gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le proprie previsioni sulla crescita dell’economia mondiale nel 2010 dal 3,3 al 3,5 per cento.
Nello stesso tempo la decisione di aprire il Fondo di welfare nazionale e l’aumento dei prestiti rastrellati sui mercati esteri riflettono la scarsa fiducia che il Governo nutre nelle capacità del mercato finanziario interno.
Ma il ritorno della Russia sul mercato del debito globale minaccia di aumentare l’afflusso di denaro nel Paese e di accelerare la corsa dei prezzi. Il Cremlino dovrebbe concentrarsi invece sulla promozione dei meccanismi interni di finanziamento del debito a lungo termine, organizzando il rifinanziamento dei bond dello Stato russo attraverso la Banca centrale del Paese. Invece, le società russe sono costrette a rivolgersi ai creditori stranieri: secondo le stime del ministero delle Finanze soltanto nella prima metà del 2009 le società russe avrebbero lanciato ben 19 emissioni di Eurobond per 10 miliardi di dollari.
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