«Su Intesa Sanpaolo nuovo patto entro giugno»

Benessia (Compagnia San Paolo): «Gli accordi parasociali sono contrari alla logica del duale» - La banca fa concorrenza alle Poste con «Superflash»

MILANO
Il nuovo patto di consultazione tra Credit Agricole e Generali su Intesa Sanpaolo sarà probabilmente definito entro la fine di giugno. A confermare le intenzioni dei francesi dell'Agricole, è stato ieri l'amministratore delegato delle Generali Giovanni Perissinotto. È possibile che il novo patto sia pronto a fine mese? «Crediamo e speriamo di sì», ha detto ieri Perissinotto dopo aver precisato che – come già lasciato intuire dall'alleato francese – il nuovo testo sarà definito tenendo conto delle osservazioni dell'Antitrust. «Logicamente sì, poi vedremo se è risolutivo o meno. Discuteremo con l'Authority».
Quanto al congelamento del precedente patto fino a fine giugno, l'amministratore delegato delle Generali ha spiegato che esso «presupponeva che nel frattempo si affrontassero i necessari cambiamenti».
In attesa che si chiarisca la vicenda del patto Agricole-Generali sull'11% di Intesa Sanpaolo, un altro pacchetto rilevante di azioni è in movimento. Entro fine giugno, era previsto che la Compagnia San Paolo rilevasse un ulteriore 2% salendo così al 9,9%. L'acquisto sarà perfezionato pagando 733 milioni di euro al venditore Barclays e sarà realizzato, in anticipo rispetto ai tempi previsti, venerdì prossimo.
A rivelarlo, durante un'audizione al Comune di Torino, è stato ieri il presidente della Compagnia San Paolo Angelo Benessia, che ha ribadito l'opposizione delle Fondazioni all'accordo Agricole-Generali «perché ogni tipo di patto parasociale è contrario alla logica del duale». Aggiungendo di auspicare «una soluzione che obblighi l'Agricole a rispettare le regole concordate al momento della fusione». Ovvero la discesa sotto al 2% del capitale di Intesa Sanpaolo.
«Qualcuno ha parlato di gioco d'azzardo e ha detto che la Compagnia si è comportata come uno scommettitore. Gioco d'azzardo no, – ha detto Benessia – ma è vero che abbiamo scommesso sulla banca perché ci crediamo. È la stessa fiducia che hanno avuto i nostri predecessori quando hanno acquistato circa l'1% della banca a 5,5 euro per azione». Benessia ha anche sottolineato che la capacità di erogazione della Compagnia (140 milioni d euro previsti per il 2009) non subirà alcun contraccolpo. Per quanto riguarda le comunicazioni relative all'operazione, il presidente della Fondazione ha detto che «i suoi predecessori (alla presidenza c'era allora Franzo Grande Stevens, ndr) non le avevano date ritenendo che fosse giusto farlo quando avrebbero esercitato l'opzione: «noi invece lo abbiamo fatto e abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie».
«Nessuno – ha concluso Benessia – ci può accusare di aver fatto un cattivo affare». L'accordo stipulato nel marzo del 2008 prevedeva il diritto di Barclays ad esercitare un'opzione put, cioè a vendere, a un prezzo prefissato l'1,93% della banca.
Aldilà delle manovre in corso nell'azionariato, che a livello industriale incidono solo nel settore della bancassurance, Intesa Sanpaolo prosegue nella normale operatività gestionale. Anche lanciando nuovi prodotti che incontrino il favore della clientela. Ieri la banca ha presentato la carta «Superflash», che va a sfidare Poste Italiane. La carta, presentata come «una banca in tasca», consente di svolgere tutti i servizi bancari.
 
 
R.Fi.