«Ridaremo le banche al mercato»

L’ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera rilancia il ruolo positivo degli enti - Suor Giuliana Galli: «Io alla vice presidenza? Proposta da valutare»

Marco Ferrando
 
«Ho saputo che il prossimo candidato sindaco sei tu, congratulazioni...». Scherzava Sergio Chiamparino quando ieri mattina ha accolto suor Giuliana Galli a Palazzo civico, dove è stata ascoltata insieme con il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia. Una battuta, quella del sindaco, che suona come la sintesi perfetta della confusione che ancora si respira all'ombra della Mole intorno al principale azionista di Intesa-Sanpaolo, e più in generale su quello che le istituzioni – in qualità di stakeholder – desiderano chiedere alla loro banca, sistematicamente accusata di pendere troppo verso Milano.
Corrado PasseraPrima uscita pubblica della coppia Chiamparino-Benessia degli ultimi mesi, l'audizione di ieri da parte dei consiglieri comunali – richiesta in piena bagarre da Agostino Ghiglia (An), ma fissata a temporale ormai passato – avrebbe dovuto essere l'occasione per chiarire dal punto di vista politico come si è consumato il «pasticcio» delle nomine (l'uscita di scena di Domenico Siniscalco, la designazione di Andrea Beltratti) e mettere a punto il ruolo della fondazione sul territorio, a partire dal delicato tema della erogazioni. Dai contributi per l'estate ragazzi fino alla scuola di Chicago, in tre ore e mezza di seduta si è parlato di tutto e quindi di niente, consentendo all'avvocato Benessia di chiudere la seduta tra citazioni dotte e affermazioni di ordine generale sul mondo delle fondazioni, in particolare sul destino certo non immediato di un alleggerimento delle partecipazioni nelle banche: «Le fondazioni in questo momento sono costrette ai lavori forzati e hanno il dovere ineludibile di mantenere un ruolo di stabilità e garanzia del sistema bancario, ma è una situazione che non potrà durare». Insomma, «Speriamo – ha detto Benessia - di poter restituire interamente al mercato il controllo e la gestione delle banche con l'uscita definitiva delle fondazioni». Un tema su cui ieri è stato sollecitato anche l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera che, rispondendo ai giornalisti, ha detto che «la nostra, la mia, esperienza di questi anni è stata molto positiva». «Le fondazioni hanno fornito un nucleo di azionisti che ha permesso di realizzare progetti di medio e lungo periodo – ha detto Passera –, magari se ci fosse stato solo l'orientamento al brevissimo termine non si sarebbero neanche fatti».
Tornando all'audizione di Torino, gli esponenti del Partito democratico si sono mossi in ordine sparso. Luca Cassiani e Giuliana Tedesco (Pd) hanno parlato di possibile «conflitto d'interesse del presidente Benessia, per via degli incarichi in essere tra il suo ex studio legale e Intesa Sanpaolo», mentre Ferdinando Ventriglia ha ipotizzato sovrapposizioni di poltrone tra consiglieri della Compagnia e delle società partecipate dalla banca.
Come auspicato dal capogruppo del Pd, Andrea Giorgis, la giornata di ieri forse alla fine sarà archiviata come «un nuovo inizio nei rapporti tra il Comune e la Compagnia», ma molti ieri avevano la sensazione che la fondazione sia finita al centro di un circolo vizioso, in cui ragioni politiche e policies ragionevoli sembrano rincorrersi all'infinito. «Dobbiamo ricordarci che ciò che abbiamo tra le mani è solo uno strumento per il bene comune di chi vive situazioni di difficoltà», ha ammonito suor Giuliana Galli, che ha anche ammesso di essersi «abbastanza annoiata».
Sì, perché la suora – che in Comune non metteva piedi da dieci anni – sperava «si parlasse un po' più di bisogni reali del territorio». Ma la politica non molla la preda. Nonostante Benessia abbia tentato di minimizzare i conflitti interni all'ente da lui guidato, la crisi di fiducia non sembra ancora superata e la tensione resta alta in vista della nomina di chi andrà a occupare la poltrona di numero due dopo il passaggio alla banca di Elsa Fornero. Nei giorni scorsi la fronda dei dissidenti si è subito riattivata quando è circolata la voce di una presunta intesa raggiunta dallo stesso Benessia, che ora prevede la designazione in tempi meno rapidi, «entro la metà di giugno». Tra i candidati resta proprio suor Giuliana Galli, che ieri non ha dato ma neanche negato la sua disponibilità: «Le proposte si valutano. Tutto dipende dalle capacità e dal tempo che esse richiedono».