L’economia russa tocca il fondo
Il calo della produzione industriale nel mese di maggio è stato il più grave dall’inizio della crisi – Secondo gli analisti potrebbe essere stato toccato il punto più basso – Nessun aumento è prevedibile nei mesi estivi e neppure entro la fine del 2009 – Intanto i redditi reali della popolazione sono diminuiti nei primi quattro mesi dell’anno soltanto dell’1 per cento.
In Russia continua il calo della produzione industriale. Nel primo trimestre del 2009 i volumi della produzione sono diminuiti del 14,3% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Nel periodo gennaio-aprile il calo della produzione industriale ha raggiunto il 14,9 per cento, mentre nel periodo gennaio-maggio (l’ultimo dato disponibile al momento della preparazione di questo numero del Notiziario Csi) la contrazione della produzione industriale ha raggiunto il 15,4 per cento.
Dopo un calo della produzione industriale del 16,9%, registrato dalle statistiche in aprile, il mese successivo c’è stata un’ulteriore diminuzione dello 0,2% ed è stata raggiunta la quota massima dall’inizio della crisi del 17,1 per cento.
Nei tempi recenti il record storico della diminuzione della produzione industriale è stato registrato nel mese di agosto del 1992 con una contrazione del 27 per cento. Un crollo della produzione industriale simile a quello attuale è stato registrato nell’ormai lontano giugno 1993. Durante la famosa crisi finanziaria russa del 1998 il peggiore risultato non ha superato comunque un calo del 16 per cento.
Molti analisti hanno sottolineato che nel mese di maggio in calendario ci sono stati molti giorni festivi che hanno contribuito alla diminuzione della produzione industriale oltre i limiti registrati in aprile.
Senza questo fattore in maggio la produzione industriale potrebbe aver mantenuto i ritmi del mese precedente, e ciò ha permesso agli analisti di arrivare alla conclusione che la crisi per i settori reali dell’economia potrebbe aver raggiunto il suo punto peggiore.

La situazione non migliora, ma non sta neanche peggiorando. Dal punto di vista del consigliere economico del Cremlino, Arkadij Dvorkovich, “la situazione dell’industria è difficile, ma stabile”. Pare quindi sia arrivata la stagnazione. La dinamica della domanda dei prodotti industriali non cambia: il tasso di riduzione, registrato in maggio, era identico a quello del periodo gennaio-aprile.
Un recente sondaggio d’opinione condotto tra i manager delle imprese industriali russe ha permesso di capire che nessuno prevede per i prossimi tempi un aumento della propria produzione. Tra l’altro, basterebbe questo a testimoniare che per il momento ci sono poche speranze riguardo a una rapida uscita dall’attuale pessima congiuntura: in questi mesi l’industria sta scivolando sul fondale della crisi.
La situazione in cui si trovano le imprese russe ha permesso di ipotizzare che in gran parte la crescita industriale degli ultimi anni sarebbe stata generata dalla disponibilità di crediti poco costosi. La crisi finanziario ha soppresso in un battere d’occhio la domanda surriscaldata dai crediti super disponibili. D conseguenza, tra i settori più colpiti dalla crisi si trovano quelli che più hanno beneficiato della situazione precedente: in primo luogo l’edilizia e la produzione di materiali per l’industria delle costruzioni; l’industria dell’automobile e quella metalmeccanica.
Secondo lo stesso sondaggio d’opinione, soltanto il 30% dei manager intervistati ha definito “normale” l’attuale disponibilità di crediti per le aziende, mentre prima della crisi aveva risposto nello stesso modo l’80% dei manager (già nel dicembre 2008 soltanto il 17% parlava di normalità a proposito di concessione di crediti alle imprese). In questo periodo le banche concedono prestiti più facilmente all’industria dei generi alimentari, alla metallurgia non ferrosa, all’industria chimica e petrolchimica.
Niente sembra poter aiutare l’industria dell’auto: i miliardi stanziati dal Governo di Vladimir Putin non hanno invertito il trend. In seguito a un calo della produzione di autovetture pari al 55,9% registrato in aprile, a maggio la contrazione ha raggiunto il 63,9%, mentre la produzione di camion è diminuita del 71,8% (meno 68,1% in aprile).
Meglio di prima stanno le industrie farmaceutiche e alcuni settori (carne e prodotti di carne, latte) dell’industria dei generi alimentari. Su grandi linee i produttori russi di questi settori sono riusciti ad avviare un processo di sostituzione dei prodotti d’importazione.
Molti analisti economici hanno dichiarato che non bisogna aspettarsi alcun recupero della produzione industriale prima del 2010. C’è chi teme addirittura una nuova contrazione nei mesi autunno-inverno: si precede che gli investimenti registrino una diminuzione del 25% alla fine del 2009. Se la tendenza attuale viene proiettata su mesi che rimangono da qui alla fine dell’anno con un ulteriore peggioramento della situazione dell’industria delle costruzioni e di quella metalmeccanica, alla fine del 2009 la produzione industriale rischia di registrare una contrazione del 19 per cento rispetto ai risultati registrati nel 2008.
Per il momento la diminuzione della produzione industriale non ha coinvolto i mercati. I ritmi del calo dei redditi reali disponibili dalla popolazione sono molto bassi: meno 1% nel periodo gennaio-aprile del 2009. Per recuperare la produzione le imprese dovranno ridurre il più possibile le proprie spese.
Notiziario dai mercati Csi