Dibattito in Russia sulla banca speciale per le attività ‘tossiche’
Il presidente Dmitrij Medvedev ritiene che le banche debbano risolvere il problema da sole – Non sono d’accordo con il leader del Cremlino il presidente di Sberbank, Gherman Gref, e il presidente dell’Unione degli industriali, Aleksandr Shokhin – Lo Stato potrebbe erogare dei mezzi dal Fondo di stabilizzazione per la ricapitalizzazione del settore bancario – Si teme che alla fine dell’anno il volume delle attività “tossiche” raggiunga i l10% del totale.
L’idea di costituire in Russia una banca speciale per accumulare le attività ‘tossiche’ ha suscitato aspre polemiche al vertice del Cremlino. In un discorso, pronunciato al recente Forum economico di San Pietroburgo, il presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha criticato il progetto, mentre Gherman Gref, ex ministro dell’Economia e attuale presidente di Sberbank, la maggiore banca russa, ha definito la proposta come “il principale strumento per combattere la crisi finanziaria”. La posizione di Gref,entrata in rotta di collisione con quella di Medvedev, è stata ampiamente condivisa dal presidente dell’Unione degli industriali e degli imprenditori, Aleksandr Shokhin, secondo cui la banca per le attività ‘tossiche’ dovrebbe aiutare l’economia russa a far fronte alla seconda ondata della crisi.
“Non penso che per la Russia in questo momento sia giusto concentrare le attività problematiche in una banca apposita”, ha detto Medvedev, sottolineando che la ripulitura dei bilanci bancari dalle attività ‘cattive e tossiche’ dovrebbe essere effettuata attraverso la ricapitalizzazione delle banche.
Il vice premier, Igor Shuvalov, ha spiegato che lo Stato “non intende costituire una banca ‘tossica’ e che la linea da seguire sarà l’assistenza finanziaria agli istituti di credito su base proporzionale”. Vale a dire che lo Stato aiuterà le banche con dei fondi, ma solo se gli azionisti faranno altrettanto.
Non sono d’accordo con questa posizione economisti e finanzieri: “Una banca per le attività ‘tossiche’ deve essere costituita al più presto”, ha dichiarato Shokhin, secondo cui questa banca dovrebbe acquistare innanzitutti i ‘cattivi’ mutui per la casa. “Lo Stato deve ristrutturare i crediti garantendo delle agevolazioni ai debitori e permettendo alle banche di andare avanti, erogando crediti ai nuovi gruppi di clienti”, ha detto Shokhin.
Per molti analisti finanziari, proprio la lievitazione dei debiti scaduti potrà provocare una seconda ondata della crisi economica in Russia. Un parere condiviso dal ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin: “Alla fine di marzo la quota dei debiti non rimborsati è stata del 3,1%, secondo la rendicontazione russa, e del 7,5% in base alla rendicontazione internazionale. Temo che sia superata la soglia del 10% che segnala l’inizio di una nuova crisi del sistema bancario”, ha detto Kudrin.
Ancora più categorico è stato il direttore generale dell’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari, Aleksandr Turbanov, secondo cui alla fine dell’anno il volume complessivo delle attività ‘tossiche’ potrebbe raggiungere il 20 per cento. “Non sarà uno scenario imprevisto: abbiamo elaborato tutta una serie di misure per farne fronte”, ha cercato di tranquillizzare Kudrin.
Dal punto di vista di molti operatori finanziari russi la decisione riguardo alla costituzione di una banca ‘tossica’ è estremamente difficile per lo Stato russo, che vuole ridurre all’osso la propria interferenza nel sistema bancario del Paese. L’opinione dominante al Governo è quella di lasciare la soluzione dei problemi relativi a attività ‘cattive’ alle banche stesse, aiutando gli istituti – se necessario – con fondi pubblici. Molti istituti hanno già costituito delle banche ‘tossiche’ al proprio interno. Se una banca non lo fa e andrà incontro a problemi di capitale, lo Stato tramite l’Istituto centrale dovrà verificare la situazione e prendere una decisione su come reagire a questa concreta eventualità.
In assenza di una banca speciale, la depurazione delle banche da attività ‘tossiche’ minaccia di andare per le lunghe. Secondo uno studio elaborato dalla Sberbank riguardo all’uscita della Russia dalla crisi, è emerso che quei Paesi che dedicavano il massimo della propria attenzione al risanamento delle attività bancarie riuscivano a uscire dalla difficile congiuntura molto più facilmente e molto più velocemente. Inoltre, l’esperienza di molti Paesi occidentali ha dimostrato che l’inizio della ripresa economica è legata direttamente all’eliminazione dal sistema bancario delle attività ‘tossiche’.
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