In Russia è in stallo l’industria delle costruzioni

Buone prospettive per le società estere - Le difficoltà di accedere alle risorse di crediti mettono in tilt le imprese edili - Prima tra gli investitori strategici l’italiana Todini costruzioni generali ha presentato un programma di infrastrutture per Sochi, la sede delle Olimpiadi invernali del 2014.

Mentre le società di costruzione russe sospendono una dopo l’altra i propri progetti, l’italiana Todini costruzioni generali (Tcg), prima tra tutti i potenziali investitori occidentali, ha presentato alle autorità russe un maxi piano da 600-700 milioni di euro, che prevede la costruzione a Sochi, sede delle Olimpiadi invernali del 2014 due centri alberghieri e commerciali chiamati “Piccola Venezia” e “Piccola Milano”. Il progetto, oltre alla costruzione di alberghi per migliaia di posti, prevede l’elaborazione di un’infrastruttura commerciale che potrà soddisfare le esigenze degli ospiti che visiteranno Sochi in occasione dei Giochi Olimpici del 2014 e negli anni successivi. Finora soltanto alcune major russe, tra cui il monopolio del gas Gazprom hanno avviato dei progetti in Russia.
La crisi ha colpito in particolare il comparto edilizio delle case d’abitazione: secondo le stime dell’agenzia immobiliare Miel nella capitale russa è stata congelata la costruzione di 800mila metri quadrati di appartamenti. Tutti i progetti sono stati sospesi nella loro fase iniziale. Nel periodo successivo alla crisi questa situazione potrebbe causare una scarsità di offerte sul mercato delle abitazioni.
Nel 2008 a Mosca è stata avviata la realizzazione di 300 progetti nel settore edilizio, che prevedevano la messa sul mercato di 60mila nuovi appartamenti  per una superficie totale di quattro milioni di metri quadrati.
La crisi finanziaria e l’esaurimento delle fonti creditizie ha costretto molti developer a fermare all’inizio del 2009 la realizzazione del 20% di tutti i progetti  impedendo la consegna di 800mila metri quadrati di abitazioni. Sono stati sospesi soprattutto i progetti che erano nella fase iniziale di realizzazione. Se a questi aggiungiamo quelli ancora sulla carta la quota dei lavori interrotti potrebbe raggiungere il 40-45% del totale. La riapertura dei cantieri è prevista non prima del 2010-2011.

Le aspettative di retribuzione dei lavoratori dipendenti russi (rubli al mese)

La scarsità sul mercato di nuovi appartamenti potrebbe durare per 2-3 anni. Già alla fine del 2008 l’offerta si era contratta del 25% rispetto allo stesso periodo del 2007. Attualmente a Mosca sono in vendita 1,5 milioni di metri quadrati di abitazioni ancora in fase di costruzione. La crisi finanziaria ha aumentato la diffidenza dei potenziali clienti che preferiscono investire nelle case già costruite.
La scarsità di appartamenti nuovi potrà essere compensata dalla crescente offerta di appartamenti in immobili vecchi. Negli anni precedenti alla crisi l’acquisto di appartamenti come forma d’investimento ad altissimo tasso di rendimento costituiva il 35-40% del numero totale delle vendite. Negli ultimi mesi questi appartamenti sono ritornati sul mercato, ma la domanda è calata e potrebbe diventare più attiva nel 2010-2011, dopodiché i prezzi dovrebbero tornare progressivamente ai livelli del periodo precedente.
Inoltre, la svalutazione della divisa nazionale, nel giro di sei mesi scesa da 22 a 32 rubli per dollaro, ha provocato il calo dei prezzi degli immobili: in teoria i prezzi in dollari hanno perso il 30-40%, mentre quelli in rubli sono diminuiti del 10-15 per cento. Ma questo è solo in teoria, perché esclusivamente le persone che hanno disperatamente necessità di soldi vendono gli appartamenti a prezzi stracciati, mentre la maggioranza dei proprietari aspettano tempi migliori. Il mercato è praticamente in stallo: pochi vendono e altrettanto pochi comprano.
Infine, la situazione potrebbe diventare ancor più grave a causa di un brusco calo dei redditi reali della popolazione e delle difficoltà insuperabili legate all’ottenimento dei mutui per la casa.
La crisi finanziaria ha fatto rivedere in diminuzione le aspettative di stipendio dei russi: quasi il 60% dei lavoratori russi ha dichiarato di essere contento di una retribuzione compresa tra 30.000 e 100.000 rubli al mese (rispettivamente mille e 3mila dollari). Vale a dire che gli “appetiti” finanziari dei russi comuni si adeguano alla reale situazione dell’economia nazionale del Paese.
 
 
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