Che cosa è successo nel 2008 all’economia della Russia
Per la prima volta dal 1999 nel dicembre dell’anno scorso è stato registrato un calo - Dopo una crescita del 2,1% in novembre, nel mese successivo è stata registrata una flessione dell’1,1% - Nell’ultimo trimestre del 2008 il Prodotto interno lordo russo è aumentato del 2 per cento.
Per la prima volta dal 1999 l’economia russa ha concluso il mese di dicembre del 2008 con un segno negativo: la flessione è stata dell’1,1% anche se i risultati del quarto trimestre evidenziano che il Prodotto interno lordo è comunque aumentato del 2 per cento.
In dicembre è stato registrato un nuovo calo della produzione industriale che ha superato leggermente la flessione dell’8,7%, registrata in novembre. Anche nel comparto dei servizi la diminuzione degli ordinativi ha raggiunto il nuovo massimo storico. Tutti questi fatti hanno suscitato tra gli imprenditori una forte preoccupazione per una recessione su larga scala nel 2009.
Sta diminuendo rapidamente la fiducia degli imprenditori: nel dicembre del 2008 soltanto il 21% delle imprese russe ha valutato le vendite come “normali” (lo scorso agosto l’indice era stato del 63 per cento).
Dal momento che la quota della produzione industriale nel Pil russo ammonta al 35-40%, il calo dell’1% toglie al Pil russo circa lo 0,4 per cento.
“La recessione in Russia è iniziata e di certo non si limiterà ai due ultimi trimestri del 2008”, ha dichiarato il vice ministro dell’Economia Andrej Klepach.
Secondo le previsioni dell’economista capo del Centro governativo per lo sviluppo economico, Valerij Mironov, nella prima metà del 2009 la produzione industriale in Russia rischia di calare del 10%, trascinando verso il basso il settore edilizio, i trasporti. Di conseguenza, nel periodo indicato il Pil russo potrà diminuire del 2-3 per cento.

La recessione rischia di colpire anche il commercio al minuto che sarà danneggiato dall’aumento della disoccupazione e dalla riduzione dei redditi reali della popolazione. Nel mese di novembre i redditi della popolazione sono già diminuiti del 6,2% rispetto al corrispondente periodo del 2007, il fatturato del commercio al minuto è calato del 3,4% rispetto all’aumento dell’8% registrato nell’ottobre del 2008.
Secondo un recente sondaggio condotto dalla banca statale Vtb, la situazione dell’industria manifatturiera russa nel dicembre 2008 è molto più difficile rispetto alla situazione in cui si trovò l’economia russa durante la crisi finanziaria del 1998.
L’indice della fiducia dei manager per la logistica e per le forniture è scesa a 33,8 punti: il livello più basso da quando sono condotti i sondaggi (1997). Questo indice ha perso 16 punti durante il quarto trimestre del 2008. Lo scorso dicembre la flessione è stata registrata per il quinto mese consecutivo. E ciò conferma un costante peggioramento della congiuntura nell’imprenditoria russa. Ai sondaggi della banca Vtb sull’attività dell’industria russa partecipano oltre 300 aziende.
Le conclusioni poco ottimistiche della banca Vtb sono state confermate anche dalle statistiche ufficiali: secondo Rosstat l’indice della sicurezza imprenditoriale nell’industria manifatturiera è sceso nel dicembre del 2008 a quota -20%, dal -11% di novembre e dal -1% di ottobre. Rosstat conduce queste ricerche tra 3.653 imprese russe.
La situazione più difficile si sta verificando nel settore della produzione dei prodotti minerari non metallici (l’indice di sicurezza è sceso a quota -41%), nell’industria per la produzione dei mezzi di trasporto e delle attrezzature tecnologiche (-30%), nel comparto per la produzione di macchine utensili (-28%), nell’industria metallurgica (-25%)e in quella chimica (-23%).
Invece, riescono ancora a far fronte alla crisi l’industria dei generi alimentari, l’industria delle pelli e delle calzature, la produzione della carta e della cellulosa, l’editoria e l’industria tipografica, la produzione di carbone metallurgico e le raffinerie petrolifere.
Mentre la svalutazione del rublo sta alimentando la corsa dei prezzi, la politica finanziaria condotta dalla Banca centrale per conservare le riserve aurifere e valutarie del Paese ha frenato la fuga della clientela privata dalle banche: a dicembre i depositi delle persone fisiche sono aumentati di 180 miliardi di rubli, un risultato molto vicino a quanto registrato nello stesso periodo del 2007.
Prima di dicembre, per tre mesi di seguito in Russia era stata registrata una forte fuga della clientela privata dalle banche. Nel trimestre autunnale le persone fisiche avevano ritirato dalle banche 454 miliardi di rubli, ovvero il 7,7% di tutti i depositi bancari. Invece, nel mese di dicembre i depositi bancari delle persone fisiche hanno registrato un aumento del 3,3%, arrivando a 5.700 miliardi di rubli (dati aggiornati al 25 dicembre 2008).
Infine, la svalutazione del rublo sta spingendo i piccoli risparmiatori a trasferire il proprio denaro in rubli su conti in valuta pregiata (dollari ed euro). Alla fine del 2008 la quota dei depositi bancari in valuta ha raggiunto il 22% del totale, mentre alla fine del 2007 era stata soltanto del 13 per cento.
Notiziario dai mercati Csi su dati Tsentrobank, Vtb