La svalutazione del rublo, conseguenze per l’economia russa
Saranno favorite le società esportatrici – A rischio il mercato interno – Si teme un considerevole aumento della disoccupazione – Il Governo deve rafforzare le misure protezionistiche con l’obiettivo di difendere i produttori orientati verso il mercato interno
La decisione della Banca centrale della Russia di svalutare il rublo dell’1% ha provocato acute discussioni tra gli esperti russi e internazionali sui motivi e le conseguenze di questa mossa. Nonostante l’Istituto centrale avesse allargato i margini del paniere bivalutario di 0,3 rubli in entrambe le direzioni, il Governatore della Banca centrale Serghej Ignatiev ha sottolineato che il Governo non intende permettere una brusca svalutazione della moneta nazionale. Secondo gli analisti un graduale deprezzamento del rublo dovrebbe continuare fino alla fine dell’anno e ciò permetterà agli speculatori di guadagnare giocando contro il rublo.
In seguito all’allargamento del “corridoio” valutario la Banca centrale ha dovuto aumentare gli interventi giornalieri, che dall’inizio del mese di novembre non avevano superato il miliardo di dollari al giorno. Dopo la svalutazione la Banca centrale è stata costretta a vendere 4-5 miliardi di dollari al mese.
Su grandi linee la decisione della Banca centrale di svalutare il rublo ha colto gli operatori finanziari e gli analisti di sorpresa. Molti esperti sono arrivati alla conclusione che a svalutazione della divisa nazionale potrebbe provocare un’accelerazione della fuga di capitale dalla Russia. Inoltre, sarà danneggiata la fiducia nei confronti del rublo all’interno del Paese e si ridurranno le riserve valutarie. L’aumento delle incertezze danneggerà l’economia e la pressione inflazionistica rimarrà alta.
Gli esperti dell’Istituto per i problemi della globalizzazione sostengono che la svalutazione del rublo rischia di accelerare il processo di recessione, non migliorerà la situazione delle società esportatrici mentre peggiorerà la situazione generale delle aziende. Nel mondo continua a diminuire la domanda di materie prime. La riduzione del costo della manodopera non compenserà le perdite finanziarie delle aziende coinvolte nella produzione di energia e di altri prodotti di base come metalli. Per le imprese orientate verso il mercato interno una riduzione dei redditi reali della popolazione potrà avere conseguenze piuttosto pesanti. C’è da aspettarsi un’ondata di bancarotte e la chiusura di molte aziende.
Su questo sfondo alcuni rappresentanti delle maggiori imprese russe si sono rivolti con un appello al Governo per svalutare la moneta nazionale che nel giro di poco più di due anni si è apprezzata rispetto alla divisa Usa, scendendo da 28 a 23 rubli per dollaro. Dopo un periodo di resistenza il Governo e la Banca centrale hanno preso una decisione drastica: si prevede che una graduale svalutazione del rublo permetta di ridurre le spese di produzione delle società russe, in primo luogo dei maggiori monopoli. In primo luogo la svalutazione del rublo ridurrà il costo del lavoro.
Oltre alle tendenze positive, la svalutazione del rublo rischia di avere molte conseguenze negative, in primo luogo per il mercato interno. Il calo dei redditi reali della popolazione provocherà una notevole diminuzione della domanda che non potrà che influire negativamente sul mercato dei beni di consumo. Le reti commerciali soffriranno di problemi legati a una notevole riduzione della domanda. I piccoli negozi continueranno a perdere la clientela che già adesso si sta trasferendo alle maggiori catene di supermercati.
Secondo il direttore dell’Istituto per i problemi della globalizzazione, l’economista Boris Kagarlitskij, la popolazione non guadagnerò nulla dalla svalutazione del rublo, mentre i produttori non orientati all’esportazione rischiano di subire notevoli perdite.
La diminuzione del costo della manodopera non aiuterà le società esportatrici: i redditi reali dei consumatori dell’Unione europea e degli Stati Uniti sono in calo, cresce la disoccupazione, ritorna il protezionismo a livello statale, i prodotti perdono i propri mercati. L’industria della Cina e degli altri nuovi Paesi industriali sta segnando il passo. La domanda di idrocarburi e di altre materie prime è in diminuzione. Per far fronte alla crisi la Russia dovrà riorientare lo sbocco verso il mercato interno, che dovrà essere adeguatamente protetto. Per appoggiare l’economia in questa situazione critica necessiteranno forti consumi e grandi ordinativi da parte dello Stato.
Alcuni osservatori hanno tracciato uno scenario piuttosto pessimistico, che potrebbe far seguito alla svalutazione del rublo. Aumenterà la disoccupazione, crescerà la tensione sociale, le società e le persone fisiche faranno molta fatica a rimborsare i propri debiti. Molte aziende piccole e medie si troveranno con i conti in rosso. Le banche si troveranno in difficoltà, aumenterà drasticamente la pressione sulle finanze pubbliche, mentre il bilancio dello Stato sarà garantito quasi per intero dall’emissione del denaro dalla Banca centrale.
Si capisce, però, che la svalutazione del rublo dell’1% è stato una specie di test della Banca centrale per capire la direzione e le proporzioni della reazione del mercato finanziario russo.
E le prime reazioni non si sono fatte attendere: la popolazione si è messa in coda agli sportelli delle banche e degli uffici di cambio per convertire i propri rubli in dollari: nel periodo settembre-ottobre i russi hanno acquistato circa 15 miliardi di dollari.
Notiziario dai mercati Csi