La crisi finanziaria aumenterà
la solidità del settore bancario russo

Il Governo  e la Banca centrale della Russia hanno avviato un’operazione finanziaria per aiutare le banche a far fronte alla crisi - Aiuti agli istituti di credito e alle società attraverso le banche statali - Gli istituti a rischio saranno acquisiti dai big statali del settore bancario

Il Governo russo ha presentato un pacchetto di misure urgenti, destinate ad aiutare il settore bancario a far fronte alla crisi finanziaria che sta mietendo le prime vittime tra gli istituti di credito del Paese.
Come ha dichiarato il primo ministro, Vladimir Putin, per sostenere il mercato dei crediti interbancario la Banca centrale della Russia potrà compensare ad alcune delle maggiori banche del Paese le eventuali perdite che possono derivare dai crediti erogati ad altre banche.
Inoltre, il Governo depositerà sui conti della banca statale Vneshekonombank fino a 50 miliardi di dollari, da utilizzare per permettere alle società russe di ristrutturare i propri debiti accumulati nei confronti di creditori stranieri.
Per impedire un’ondata di bancarotte tra le banche commerciali della Russia, il Cremlino ha permesso agli istituti di credito statali di acquisire il controllo di alcune banche, tra cui la Svyaz Bank che rientra nella lista delle 20 maggiori realtà del Paese.
Parallelamente, la Banca centrale ha concesso miliardi di dollari alle banche commerciali tramite le aste repo, che hanno permesso di minimizzare i problemi legati alla crescente carenza di denaro liquido, una delle conseguenze della chiusura del mercato del debito internazionale per le società russe.
In seguito al conflitto armato in Georgia la fuga di capitali dalla Russia negli ultimi due mesi è arrivata  a quasi 30 miliardi di dollari, mentre il mercato dei titoli ha perso più di due anni di guadagni, scendendo ai livelli registrati all’inizio del 2006.
Kit Finans ha pensato al design delle tazze corporate ma ha trascurato i problemi finanziari...Queste misure rientrato in una maxi operazione di salvataggio delle banche lanciata dal Governo e dalla Banca centrale della Russia. Al centro dell’attenzione si sono trovate le banche che più delle altre soffrono di scarsità di liquidità e non riescono a rispettare i propri obblighi finanziari. È stata già annunciata la cessione del 100% del capitale della banca KIT Finans alla società di gestione finanziaria UK Leader, mentre la banca Svyaz-bank potrà essere venduta all’istituto di credito pubblico Vtb. Secondo gli analisti di Credit Suisse si tratta di segnali dell’inizio del processo di consolidamento del sistema bancario russo.
La cessione di KIT Finans alla UK Leader è stata organizzata dalla banca di Gazprom, Gazprombank, e dalla stessa Vtb. Gazprombank ha concesso alla KIT Finans un prestito di 22,5 miliardi di rubli, che ha superato il capitale proprio della KIT Finans di 1,5 volte.Nella prima metà di settembre KIT Finans non era riuscita a rispettare i propri impegni finanziari nell’ambito delle aste repo, mentre l’indebitamento della banca ha superato i sette miliardi di rubli.
Un’altra tra le banche più esposte è la Svyaz Bank che. dopo aver bloccato i pagamenti sul mercato dei prestiti interbancari, ha avviato i colloqui sul take over con la statale Vtb. Ai propri clienti la Svyaz-bank ha dichiarato che cercherà di adempiere ai propri obblighi con i crediti della Banca centrale, che invece ha respinto la richiesta, proponendo nello stesso tempo di considerare l’ingresso nel capitale di una delle strutture bancarie statali.
Dopo che alcuni altri istituti di credito russi, tra cui la Nomos-bank, hanno denunciato problemi finanziari, gli esperti si aspettano un’ondata di m&a nel settore bancario del Paese. Ciò significa che la crisi finanziaria potrebbe aver dato l’inizio a quell’ampio processo di consolidamento del sistema bancario russo, tanto desiderato dalla Banca centrale. Nei primi tempi il processo sarà doloroso, ma in un periodo a lungo termine il consolidamento permetterà al settore bancario russo di diventare molto più solido e forte.
Secondo la Banca centrale russa, nel mese di luglio (l’ultimo dato disponibile) le perdite finanziarie del settore bancario del Paese hanno raggiunto i 25 miliardi di rubli. Stando agli indicatori chiave il mercato dei crediti sta soffrendo di stagnazione: al primo agosto 2008 gli indicatori del settore bancario sono scesi rispetto ai risultati registrati l’anno scorso di circa 1,5 volte.
Mentre nel periodo gennaio-luglio 2007 l’aumento delle attività bancarie era stato del 24,4%, nel corrispondente periodo di quest’anno la crescita è stata del 15,7% soprattutto grazie alle riserve accumulate nei primi cinque mesi dell’anno. Rispettivamente, i crediti erogati alle persone fisiche sono aumentati del 30,2% nei primi sette mesi del 2007 e del 25,8% (fino a 3.740 milioni di rubli) nel periodo gennaio-luglio 2008.
La Banca centrale ha sottolineato che stanno diminuendo gli utili delle banche, mentre dei 1.124 istituti di credito registrati nel Paese il numero delle banche “in rosso” in un solo mese è salito da 48 a 86. Il motivo principale è legato alla svalutazione dei titoli che in luglio ha raggiunto i 25 miliardi di rubli.
Prima dell’inizio delle recessione estiva sui mercati dei titoli russi,  problemi per gli investitori erano stati registrati lo scorso febbraio, il mese di una seria correzione alle borse russe. Lo scorso luglio il mercato dei titoli ha perso il 15%, scendendo ancora del 15% in agosto, mentre in settembre i mercati sono calati ai livelli  di più di due anni fa. Le perdite complessive delle banche russe nel terzo trimestre del 2008 potrebbero raggiungere i 4,6-5,3 miliardi di dollari, ovvero il 23-27% dell’intero utile netto del settore bancario russo nel 2007.
Si tratta di perdite reali per le banche, che attualmente si sono trovate in una situazione in cui non possono non vendere i titoli a propria disposizione. Se un istituto comincia a vendere i titoli ai prezzi correnti i problemi finanziari non si faranno attendere.
Al primo di agosto il portafoglio complessivo di titoli in mano alle banche russe ammontava a 2.370 miliardi di rubli, di cui il 70%  investito in bond di vario tipo. Secondo i dati della Banca centrale, le banche hanno perso almeno 14 miliardi di dollari a causa della svalutazione dei bond e ancora 11 miliardi di rubli nell’ambito degli investimenti in partecipazioni a quote. Tra le cinque maggiori banche russe, le maggiori perdite causate dalla svalutazione dei titoli hanno colpito la Vtb (-5,6 miliardi di rubli), la Gazprombank (-4,7 miliardi di rubli), la Sberbank, la Rosselkhozbank e la Bank Moskvy (+1  miliardo di rubli per ciascuna).
Infine, una tendenza notata nel settore bancario russo è legata alla sostituzione dei mezzi insufficienti dei clienti con le risorse finanziarie ottenute sul mercato interbancario dei crediti. Al primo di agosto i volume di questi crediti è cresciuto fino a  3.600 miliardi di rubli, dopo di che nelle passività bancarie i mezzi ottenuti da altri istituti di credito hanno raggiunto il 15,5 per cento.

 

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