L’Istituto centrale prosegue la riforma del settore bancario della Russia

Troppe le banche piccole – La Banca centrale russa vuole accelerare il processo di consolidamento del settore  – Elaborato il regolamento tecnico per standardizzare il processo di revisioni – Il periodo minimo tra le revisioni potrà essere esteso fino a 24 mesi

La Banca centrale della Russia vuole un settore bancario  più consolidato e con il minor numero possibile di istituti di credito piccoli. Dall’inizio del 2008 il numero delle banche funzionanti in Russia è diminuito di nove realtà, scendendo a quota 1.127. Invece, il numero degli istituti di credito con il 100% di capitale straniero è aumentato nel periodo gennaio-maggio 2008 da 63 a 68 banche (da 23 a 26 con oltre il 50% di capitale straniero). Sono 212 le banche russe hanno delle partecipazioni straniere.
Come ha dichiarato il vice governatore della Banca centrale russa, Ghennadij Melikjan, le autorità finanziarie del Paese vogliono accelerare il processo di consolidamento del settore bancario. Attualmente in Russia circa 400 banche controllano meno dell’1% di tutte le attività bancarie. Sono banche con un capitale proprio inferiore a cinque milioni di euro. «Il distacco tra banche piccole e medie è esagerato», ha detto Melikjan, secondo cui in nessun altro Paese al mondo  esiste un distacco così notevole . Invece, in Russia meno di 200 banche maggiori controllano il 91,5% delle attività bancarie totali.
Negli ultimi tempi la Banca centrale ha avviato controlli a tappeto nelle piccole banche, scoprendo che molte sono coinvolte in operazioni finanziarie losche e non accettano clienti esterni. La Banca centrale ha lanciato un monito: basterà una piccola violazione della legge antiriciclaggio perché un istituto possa perdere la licenza operativa.
Il vicegovernatore della Banca centrale russa, Ghennadij MelikjanIn questo contesto, l’Istituto centrale ha elaborato un regolamento tecnico molto preciso, in base al quale saranno svolti i controlli delle banche russe. Si tratta di una “carta tecnologica” che detta la procedura che dovrà compiere il gruppo di lavoro incaricato del controllo/revisione. Come ha dichiarato il capo dell’Ispettorato delle società di credito della Banca centrale, Vladimir Safronov, prevede tutto ciò che i controllori devono fare per ogni tipo concreto di ispezione: dall’analisi della rendicontazione di un istituto di credito fino all’elaborazione dell’atto di revisione.
Le “carte tecnologiche” permettono di standardizzare e di automatizzare le revisioni: è prevista una sorta di standardizzazione dei controlli ed è stato praticamente escluso  il fattore di soggettività dei controllori.
Le carte tecnologiche saranno elaborate per l’intera problematica delle attività bancarie. Ora ce ne sono in servizio di tre tipi per determinare il meccanismo di revisione riguardo all’aumento dei volumi dei mezzi in contanti erogati ai clienti , rispetto all’esportazione di denaro all’estero e alla valutazione dei rischi connessi all’erogazione dei crediti al consumo.
L’automazione delle revisioni, con un parallelo aumento della qualità e del tasso di oggettività dei risultati dei controlli, permetterà alla Banca centrale di rendere più semplice il sistema di rendicontazione obbligatoria per le banche russe. Finora le filiali delle banche dovevano consegnare i rendiconti sia ai propri uffici centrali che ai dipartimenti territoriali (regionali) della Banca centrale. La nuova modalità prevede che i rendiconti devono essere trasferiti dalle filiali (rappresentanze) alle sedi centrali della banche, che dovranno a loro volta inviare i documenti alla Banca centrale della Russia, la quale penserà a trasferirli ai propri uffici regionali.
Inoltre, la Banca centrale sta considerando l’opportunità di aumentare l’intervallo minimo tra le revisioni degli istituti di credito. Attualmente, una banca può essere soggetta a revisione ogni 18 mesi, mentre la Banca centrale ritiene che l’intervallo possa essere esteso a 24 mesi. Si sottolinea, però, che il periodo esteso tra le revisioni può essere applicato soltanto a quelle banche che non hanno  gravanti da parte dell’Istituto centrale.


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