La situazione attuale e le prospettive di sviluppo del settore bancario russo

Il mercato bancario è ancora dominato in Russia dalle banche statali come Sberbank, o Vtb – Le grandi banche private tradizionalmente fanno parte dei gruppi finanziari-industriali – Rimane bassa la capitalizzazione di mercato del settore bancario -  Non esistono minacce immediate , mentre persistono i problemi di sistema

Al primo maggio 2008 in Russia sono stati registrati 1.129 istituti di credito di vario tipo /a metà del 2007 erano 1.138) e 3.492 filiali e sussidiarie di istituti di credito.
La struttura del settore bancario russo può essere suddivisa in quattro segmenti. Al primo posto si trovano i “big”, ossia le banche statali (Sberbank, Vtb, ecc.) che non vogliono ridurre la propria presenza sul mercato bancario russo. Nel secondo maggiore segmento sono raggruppate le grandi banche private, che tradizionalmente fanno parte delle cosiddette strutture finanziarie-industriali (Gazprombank). Nel terzo gruppo rientrano le banche straniere presenti in Russia, tra cui la Zao Banca Intesa del gruppo Intesa-Sanpaolo e la banca Kmb, il leader del settore di crediti per il business piccolo e medio. Infine il gruppo più numeroso è composto dalle banche di dimensioni medie e piccole: frequentemente sono gli istituti, di un solo azionista, di un solo grande cliente e di un solo grande creditore.
Nonostante, la riduzione del numero degli istituti di credito nel 2008 è stato registrato un notevole aumento del capitale proprio delle banche russe: al primo maggio del 2008 il capitale sociale totale del settore bancario russo è salito a quota 775,85 miliardi di rubli (773,3 miliardi ad aprile).
Dopo una crescita senza precedenti di capitali in Russia (41,6 miliardi di dollari nel 2006 e 78 miliardi di dollari nel 2007), nel 2008 i capitali hanno iniziato a uscire dal Paese (5 miliardi di dollari nei primi quattro mesi dell’anno).
Il settore bancario si sviluppa grazie alla crescita del Pil che nel 2008 dovrebbe aumentare ancora del 7,8 per cento. Lo sviluppo dell’economia supera però quello del settore bancario che, non di rado, non riesce a soddisfare la domanda di servizi finanziari e non dispone adeguatamente delle risorse richieste dall’economia russa.

I ritmi di crescita dei principali indicatori del settore bancario della Russia


Aumenta la fiducia della clientela privata russa nei confronti delle banche del Paese, soprattutto grazie all’introduzione di un sistema di assicurazione statale dei depositi bancari: nel periodo 2006-2007 il rimborso massimo previsto per la clientela privata è aumentato da 100.000 rubli a 400mila. Secondo la Banca centrale russa, il rimborso massimo per un cliente di una banca dovrà salire a 600.000 rubli.
Nei primi quattro mesi del 2008, in seguito alla crisi finanziaria internazionale, la crescita delle attività del settore bancario russo (senza la Sberbank) ha rallentato il passo, scendendo dal +12,3% nel periodo gennaio-aprile del 2007 al +8,1% nel corrispondente periodo del 2008.
Intanto, è stato registrato un paradosso interessante: nello stesso periodo di tempo i mezzi propri delle banche sono aumentati dell’8,6% (contro il 7,8% nel 2007). Le banche aumentano i volumi dei capitali propri per corrispondere alla normativa della Banca centrale sulla sufficienza di capitali. Per rispettare  questa normativa le banche dovranno aumentare i capitali propri come minimo di 28 miliardi di dollari nel 2008 e di altri 37 miliardi nel 2009.
Un tratto particolare del settore bancario russo è legato a una capitalizzazione di mercato che non riflette la sua reale situazione. Nel settore bancario russo ci sono molte piccole banche private che non sono in grado di procurarsi risorse per lo sviluppo ed erogare crediti a lungo termine a un tasso d’interesse accettabile per la clientela corporate. Il problema della capitalizzazione di mercato è in un modo o nell’altro prioritario per tutte le banche russe.
Il settore bancario russo non rappresenta ancora una struttura competitiva su scala internazionale. Nel 2007 è stata registrata una crescita notevole delle importazioni nel Paese di capitali da portafoglio, non di rado di carattere speculativo, che rende il processo di accumulazione di capitali bancari sempre più vulnerabile di fronte alla situazione sui mercati finanziari globali. Un esempio di questa dipendenza è emerso nell’autunno dell’anno scorso quando il settore bancario russo – in seguito alla crisi di subprime negli Stati Uniti - è stato colpito da una crisi di liquidità.
Secondo i dati del Comitato russo delle statistiche, nel primo trimestre 2008 l’afflusso degli investimenti esteri diretti in Russia è diminuito del 42% rispetto allo stesso periodo del 2007, scendendo da 9,8 miliardi di dollari a 5,6 miliardi. Invece, secondo la Banca centrale, gli investimenti esteri diretti nel periodo gennaio-marzo del 2008 sono arrivati a 17 miliardi di dollari. Secondo gli esperti, la differenza sarebbe legata al fatto che Rosstat non tiene conto degli acquisti di pacchetti azionari da parte di investitori stranieri sul mercato secondario.
Grazie a un pacchetto di misure, volte a sostenere il settore bancario del Paese, la crisi non ha lasciato segni sostanziali. Secondo gli analisti finanziari russi e internazionali, attualmente non esistono minacce dirette per il settore bancario russo, mentre continuano a persistere i problemi di sistema legati al suo sviluppo negli ultimi anni e nei cinque anni a venire.


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