Banche russe, il settore retail frena dopo un boom triennale
Avvantaggiati gli istituti specializzati nel servizio dei clienti corporate – Stanno segnando il passo i portafogli dei crediti retail – Molti istituti russi rallentano la crescita nel comparto della nuova clientela
La crisi finanziaria internazionale ha fatto peggiorare la situazione di molte banche russe specializzate nel retail: si riducono le dimensioni dei portafogli creditizi e aumenta il volume dei crediti a rischio. In queste circostanze sono in vantaggio sui concorrenti le banche del settore corporate, tra cui la Zao Banca Intesa, l’istituto italiano con la licenza generale della Banca Centrale della Russia.
Nel 2007 il volume dei prestiti concessi alla clientela privata dalle banche russe è stato di 3.000 miliardi di rubli, registrando una crescita del 58% sull’anno precedente. Ma anche questo risultato “eccellente”, secondo gli standard internazionali, dimostra un rallentamento dei ritmi di crescita di questo settore del sistema bancario russo: nel 2006 la crescita era stata del 78 per cento. La crisi internazionale che ha tagliato l’accesso per molti istituti russi ai fondi esteri ha danneggiato seriamente le posizioni di una parte consistente degli istituti di credito russi.

Molto significativa la situazione della banca Russkij Standart, uno dei leader del settore di crediti al consumo. Nel gennaio del 2007 la banca Russkij Standart è stata spodestata dalla sussidiaria retail Vtb-24 della banca statale Vtb, che nel 2007 ha aumentato il volume dei crediti al consumo di 2,36 volte, mentre il volume del portafoglio creditizio della Russkij Standart è calato del 17 per cento. E questo dopo che i crediti alla clientela privata sono aumentati di 0,76 volte nel 2006, di 1,65 volte nel 2005 e di 1,56 volte nel 2004.
Secondo molti analisti, questa situazione sarebbe legata alla forte dipendenza della banca Russkij Standart dai crediti stranieri che dominano le passività dell’istituto: i prestiti ottenuto all’estero sono il 47% delle risorse finanziarie di Russkij Standart. Inoltre, dopo le proteste della clientela, l’Antitrust russo ha obbligato la banca a rivedere le commissioni e gli interessi “nascosti”. Di conseguenza, la quota dei crediti alla clientela privata nelle attività operative della banca è scesa di nove punti percentuali.
Nel 2007 la maggior parte delle banche ha ridotto i servizi legati ai “crediti veloci”, passando ad altri tipi di prodotti, tra cui le carte di credito e i prestiti generici in contanti. La quota di crediti erogati direttamente nei negozi (un servizio molto popolare tra i russi, che in questo modo comprano elettrodomestici e altri prodotti durevoli per la casa) è destinata a diminuire anche nei prossimi anni. In media il volume dei crediti veloci è diminuito nel 2007 del 20-25 per cento.
E questo perché aumenta di mese in mese l’entità dei crediti scaduti, che secondo i dati dell’Istituto centrale è passata dal 2,7% al 3,3 per cento. Inoltre, diminuisce la popolarità dei “crediti veloci” tra la popolazione: la gente comincia a capire che più rapidamente viene erogato un prestito, più caro viene a costare al cliente. La crisi finanziaria globale potrebbe spingere le banche a conservare il sistema di crediti erogati direttamente nei punti di commercio: più breve il periodo di credito, più velocemente può essere rinnovata la base passiva.
Tra i clienti delle banche russe aumenta il gradimento delle carte di credito: secondo le stime della Banca centrale, nel terzo-quarto trimestre 2007 (l’ultimo dato disponibile) la crescita dell’erogazione delle carte di credito di vario tipo è stata rispettivamente del 4,5% (fino a 96,2 milioni) e del 7,4% (103,3 milioni).
Come ha scritto la rivista Finan,s nella situazione in cui le banche russo soffrono sempre di più di una forte scarsità di liquidità, i crediti a lungo perdono la propria popolarità. L’insufficienza dei fondi a disposizione degli istituti ha colpito duramente il settore dei mutui e dei crediti per l’acquisto di auto. Questi due settori rallenteranno la crescita, o addirittura “segneranno il passo” fino a quando non sarà finita la crisi globale.
Nel giro di soli sei mesi (secondo semestre del 2007) il tasso medio annuo per i mutui nella banche russe è aumentato dal 10,8% all’11,5 per cento. Secondo gli analisti finanziari, contrariamente agli auspici populisti del Governo, che ha più volte promesso ai russi “abitazioni accessibili”, nel 2008 i tassi d’interesse in questo settore del mercato dei crediti potranno continuare a salire. Non si esclude che alla fine del 2008 i tassi raggiungeranno il 13,5 per cento. Rimarranno invece stabili i tassi dei crediti per l’auto, con poche eccezioni: la statale Sberbank ha aumentato i tassi senza preoccuparsi più di tanto dell’arrivo nel Paese delle banche dei maggiori produttori di automobili internazionali (Toyota, ecc.)
Nel settore retail la trojka dei leader tra le banche che hanno raccolto più mezzi della clientela privata non è cambiata. Al primo posto si trova sempre la Sberbank (ex Casse di risparmio sovietiche),seguita da Vtb24 (la sussidiaria retail della Vtb) e Bank Moskvy. Al quarto posto c’è la Raiffeisen Bank che ancora lo scorso luglio era al settimo posto. Inoltre, nella lista delle dieci maggiori banche per depositi della popolazione sono comprese Gazprombank, Uralsib, Rosbank (del gruppo Societe Generale), Alfa Bank, Vozrozhdenie e Vtb-Severo-Zapad.
Per far fronte alla crisi di liquidità attirando più risorse finanziarie possibili, molte banche stanno aumentando i tassi d’interesse sui depositi della clientela. Ciononostante, i risultati di un recente sondaggio d’opinione hanno dimostrato che la maggior parte della clientela privata ritiene i tassi d’interesse troppo bassi perché uguali o addirittura più bassi del tasso d’inflazione (12% nel 2007 e del 9,5% - la stima del Governo – nel 2008). Alcune banche propongono tassi d’interesse del 13% per attirare più clientela privata.
Però, a novembre e a dicembre il volume dei deposti è aumentato rispettivamente del 2,9% e del 6,9 per cento, mente nel mese di gennaio dai propri conti correnti i russi hanno ritirato 33 miliardi di rubli.
Vale a dire che neppure l’aumento dei tassi d’interesse e la messa in funzione del sistema statale di assicurazione dei depositi presso le banche hanno cambiato radicalmente la situazione che riguarda l’interesse della popolazione verso i depositi bancari. Molti russi temono si ripeta la crisi finanziaria dell’agosto del 1998, quando molte banche andarono in rovina, causando perdite miliardarie alla popolazione.
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