Cresce l’interesse degli investitori esteri per il settore bancario in Russia
Il settore bancario russo entra nel gruppo dei mercati emergenti più attraenti per i capitali esteri - Aumentano le acquisizioni - Dopo il gruppo Intesa-Sanpaolo in arrivo altri maggiori operatori finanziari internazionali
I mercati emergenti bancari, tra cui quello russo, suscitano sempre più interesse da parte degli investitori internazionali. Negli ultimi cinque anni sono aumentati notevolmente i volumi delle operazioni e la qualità dei servizi. Mentre all’inizio degli anni Novanta soltanto il 3% delle obbligazioni emesse sul mercato dagli istituti di credito dei Paesi emergenti aveva un rating d’investimento, alla fine del 2007 la quota dei debiti di questi Paesi è salita al 40 per cento.
Il settore bancario russo negli ultimi anni ha conquistato posizioni di prima linea per lo sviluppo dell’economia nazionale. Il tasso medio di rendimento dei capitali nel settore bancario ha superato il 27%, quello delle attività bancarie ha raggiunto il 3,5 per cento.
Negli ultimi anni l’attenzione degli investitori esteri si è concentrata sui servizi retail, il servizio alla clientela privata e gli strumenti del mercato di capitali.
I maggiori istituti di credito europei e internazionali cercano di ancorarsi sul mercato russo così come lo stanno facendo negli ultimi anni in Cina e in India. E questo perché, secondo le stime degli analisti globali, gli utili delle banche russe e delle società finanziarie dovrebbero raggiungere nei prossimi 10 anni il 40% degli utili di tutti i mercati emergenti dell’Europa, mentre la crescita del settore bancario russo non dovrebbe essere inferiore al 15% l’anno.

Per valutare le prospettive di sviluppo del settore bancario russo si usa spesso l’indice Spi (Shareholder performance index), che permette di valutare i redditi degli investitori nei periodi di tre, cinque e dieci anni (tenendo conto della volatilità del mercato). I maggiori istituti russi hanno conquistato le posizioni dominanti nelle strutture finanziarie dei Paesi emergenti: la lista delle maggiori banche russe è dominata dalla Sberbank che controlla attività per 89 miliardi di euro.
Le banche russe che negli ultimi anni sono riuscite a dimostrare una performance solida e stabile hanno adottato una delle quattro strategie di sviluppo, già approvate in molti altri Paesi del mondo: una crescita organica, di consolidamento delle posizioni sul mercato interno, un’espansione nei settori vicini del mercato interno e l’aumento delle operazioni sul mercato internazionale.
Per valutare in che misura il settore bancario russo attira gli investitori internazionali, gli analisti dell’Unione russa degli imprenditori e degli industriali hanno analizzato gli indicatori della redditività delle attività bancarie e di capitali in Russia e in altri 56 Paesi del mondo. Dal punto di vista dei redditi dei proprietari degli istituti, sulla maggior parte dei mercati bancari è stata registrata una redditività compresa tra il 16% e il 20 per cento.
Il tasso di redditività media delle attività bancarie nei Paesi economicamente sviluppati raggiunge l’1,02%, mentre l’analogo dato nei Paesi emergenti è dell’1,87 per cento. Il tasso di redditività medio di capitali è ,rispettivamente, del 18,17% nei Paesi sviluppati e del 20% nei Paesi emergenti.
Tra i Paesi con un settore bancario abbastanza sviluppato, nelle prime posizioni si trovano l’Islanda, la Colombia, la Repubblica Ceca e il Brasile, dove il tasso di redditività supera il 30 per cento.
Il segreto del successo delle banche di questi Paesi si trova nella struttura dei loro redditi. La parte principale dei redditi proviene dal commercio dei titoli e da alcune altre operazioni non regolari d’investimento. Grazie a un boom degli investimenti e alla rispettiva crescita dei mercati azionari il tasso di redditività delle banche commerciali e di risparmio dell’Islanda nel periodo 2004-2007 è stata addirittura del 50 per cento. I redditi delle banche russe sono più modesti, ma derivano da stabili operazioni sul mercato del credito.
Due indicatori chiave, come redditività delle attività e di capitali bancari, hanno permesso di individuare la posizione delle banche russe nel quadro generale del sistema bancario internazionale. La Russia si trova al primo gruppo dei Paesi con un tasso di redditività sopra il livello medio. Per tasso di redditività delle attività bancarie la Russia si piazza al secondo posto dopo il Ghana, mentre rispetto al tasso di redditività di capitali la è in settima posizione, dopo alcuni Paesi dell’Europa Orientale e dell’America Latina.
Il settore bancario russo si presenta, quindi, molto attraente agli occhi degli investitori internazionali, mentre dal punto di vista di una bassa concentrazione e di una concorrenza ancora non molto serrata, gli istituti russi possono lasciarsi alle spalle le banche di molti Paesi dell’Europa Centrale e Orientale.
Per condividere i successi del settore bancario russo gli investitori possono optare su investimenti da portafoglio, su investimenti diretti e sull’acquisizione di controllo di istituti russi. Il metodo più semplice è legato all’acquisizione di quote in fondi collettivi. Attualmente in Russia ci sono due maggiori Fondi collettivi che si specializzano in investimenti in titoli delle strutture bancarie: Fond bankovskih akzij (Brokercreditservice) e Rossijskij finansovyj sektor (gestito da Kit Fortis Investment).
C’è anche il metodo alternativo che prevede l’investimento direttamente in titoli delle 14 banche quotate in borsa. Ma la liquidità della maggior parte di queste azioni non è molto alta, mentre soltanto le azioni della Sberbank e della banca statale VTB possono essere considerati come strumenti finanziari a pieno titolo.
Un’altra possibilità di partecipazione è un investimento diretto nei capitali delle banche russe. Uno dei maggiori fondi che si occupa di investimenti in capitali bancari è il fondo Renfin Limited, gestito dalla società finanziaria Renaissance. Nel 2007 il fondo Renfin Ltd, dopo aver rilevato dallo Stato il 14,26% della banca del complesso militare-industriale Konversbank, ha acquisito il controllo del 6% di capitale della banca Rosevrobank, del 20% della banca Khlynov della città di Kirov, del 20% di capitale della banca di Voronezh Voronezhprombank.
È molto attiva sul mercato di investimenti in capitali bancari la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che nel proprio portafoglio dispone di pacchetti azionari di molti istituti russi, tra cui Ursa Bank, Transcapital, Zentr-invest, Uraltrustbank, nonché le azioni delle sussidiarie dei maggiori istituti stranieri. tra cui la banca Kmb del gruppo bancario Intesa-SanPaolo.
Tra le strategie vincenti c’è l’acquisizione delle banche già funzionanti, come la banca Zao Banca Intesa ha fatto con la banca Kmb, l’istituto leader nel settore dei crediti concessi alle imprese piccole e medie.
Molti altri istituti internazionali hanno seguito la Zao Banca Intesa: nel 2007 il gruppo bancario scandinavo Nordea ha rilevato il 75,01% dei titoli della banca Orgresbank, mentre il gruppo bancario belga Kbc Group ha acquisito il controllo del 92,5% della banca Absolut-Bank. Secondo le stime di molti esperti russi, l’espansione degli istituti internazionali sul mercato bancario russo continuerà a crescere.
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