World Bank: in Russia peggiora il clima per gli operatori economici internazionali

Apertura dell’economia nazionale russa al business globale e adesione accelerata alla Wto: sono queste le priorità del nuovo Governo russo

– Gli esperti internazionali puntano però sulle difficoltà burocratiche che incontrano gli operatori intenzionati a fare affari in Russia
– Per gli esperti dell’Ifc il Paese si trova nel gruppo di Argentina, Etiopia, Nigeria e Bielorussia – I grandi ostacoli burocratici della capitale russa dove è ancora concentrata la presenza economica internazionale

 

Il nuovo ministro dell’Economia russo, Elvira Nabiullina, ha dichiarato che il suo compito sarà aprire ulteriormente l’economia nazionale ai partner stranieri, rendere il sistema economico più trasparente possibile e accelerare le trattative per l’adesione della Russia all’Organizzazione mondiale del commercio.
“Siano intenzionati a garantire una maggiore apertura dell’economia nazionale della Russia, integrandola a pieno titolo nel mercato globale”, ha sottolineato la Nabiullina, secondo cui una delle priorità per il nuovo Governo sarà l’ingresso della Russia nella Wto. “L’adesione alla Wto è indispensabile per garantire all’economia russa delle condizioni favorevoli di sviluppo e per consolidare i risultati delle riforme finora realizzate”, ha detto il nuovo ministro dell’Economia. Il rimpasto del Governo non porterà alla revisione dei risultati delle trattative con la Wto: la Nabiullina ha dichiarato che aderirà personalmente alle trattative.
Il nuovo ministro dell'Economia, Elvira NabiullinaVale a dire che la Nabiullina intende “correggere” verso una maggiore liberalizzazione il corso del Governo precedente, che aveva fatto peggiorare il clima economico del Paese.
A questa conclusione sono arrivati gli esperti della Banca mondiale della Ifc (International financial corporation) che hanno analizzato le condizioni trovate dagli operatori economici internazionali nei vari Paesi. Di conseguenza, la Russia si è piazzata al 106° posto (su 178). L’anno scorso la Russia era al 96°.
Il rapporto della Banca mondiale – Ifc, titolato “Doing business 2008” può essere considerato una sorta di spiegazione del malcontento del presidente Vladimir Putin che il 14 settembre ha deciso di mandare in pensione il Governo di Mikhail Fradkov.
Sintetizzando i problemi di cui soffre la Russia, si può dire che le riforme economiche sono in stato stallo. In attesa del doppio appuntamento elettorale delle elezioni legislative del 2 dicembre e di quelle presidenziali del 2 marzo 2008, i ministri hanno praticamente sospeso i  lavoro, limitandosi a sostenere i progetti avviati in precedenza. Come era già stato registrato negli anni precedenti, le valutazioni più alte rispetto al clima favorevole al business sono stati assegnate a Singapore. Seguono Nuova Zelanda, Canada, Hong Kong e Gran Bretagna. Il Paese leader riguardo alle riforme economiche è l’Egitto (nel 2007 il titolo era stato assegnato alla Georgia). Inoltre, nella lista dei primi 10 Paesi premiati per il miglior clima per gli affari globali sono entrati Croazia, Ghana, Macedonia, Colombia, Arabia Saudita, Kenya, Cina e Bulgaria. La Russia, che punta a essere considerata grande potenza mondiale, è entrata a far parte del gruppo dove si trovano Paesi come Etiopia, Nigeria, Argentina, Bielorussia e Bangladesh.
La ricerca dell’Ifc è stata basata sulle valutazioni oggettive del sistema che regola la costituzione, la registrazione, il funzionamento e la chiusura delle società nei diversi Paesi. Si tratta di un’analisi dei cosiddetti “10 stadi” della vita di una società. Gli esperti hanno sottolineato che per realizzare il sondaggio è stato scelto il metodo più formale e oggettivo possibile, evitando valutazioni personali e soggettive di esperti e di sondaggi d’opinione di vario tipo. Inoltre, non sono stati presi in considerazione gli indicatori economici, tra cui le dimensioni dei mercati interni, la vicinanza ai mercati d’esportazione, gli indicatori macroeconomici, gli indicatori della qualità e del tenore di vita delle popolazioni locali, il livello di criminalità.
Secondo le stime degli esperti della International financial corporation, l’anno scorso  in 98 Paesi sono state realizzate circa 200 riforme di carattere economico e finanziario. I Paesi dell’Europa Orientale e alcuni delle repubbliche ex sovietiche hanno battuto i Paesi del Sud-Est asiatico sul piano della costituzione delle condizioni favorevoli per il business internazionale.
In Russia come  mossa positiva e favorevole al business globale è stata menzionata la costituzione del bureau delle storie creditizie. Invece, stanno segnando il passo le riforme nel settore delle costruzioni: a Mosca il numero delle procedure burocratiche connesse alle attività edilizie è diminuito soltanto da 56 a 54, mentre il tempo mediamente indispensabile per ottenere tutti i permessi e le licenze necessari è sceso da 739 a 704 giorni. Nello stesso tempo, le spese complessive legate alle pratiche burocratiche sono aumentate in media del 10 per cento.
La posizione così bassa della Russia nel rating dell’Ifc è legata non soltanto all’operato del precedente Governo di Mikhail  Fradkov, ma anche alla situazione di Mosca dove è ancora concentrato il business internazionale presente nel Paese. Non a caso il presidente Putin durante un incontro con il nuovo Gabinetto ha dichiarato che entro la fine dell’anno il Cremlino analizzerà l’efficienza dell’operato delle autorità regionali.

 

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