Sempre più capillare la presenza economica italiana nelle regioni russe

L’Eni si espande in Ucraina - Cresceranno gli investimenti dell’Enel in Russia dove la Pirelli è vicina a realizzare una propria fabbrica - Il “made in Italy” sbarca nel Caucaso del Nord.

L’Eni apre una rappresentanza in Ucraina

L’Eni apre una rappresentanza in UcrainaIl colosso gaspetrolifero italiano e internazionale Eni sta per aprire una propria rappresentanza ufficiale in Ucraina. Lo ha reso pubblico il direttore del Servizio statale ucraina per la geologia Eduard Stavitskij, secondo cui, grazie all'acquisizione delle partecipazioni nella britannica Cadogan Petroleum Plc, l'Eni è entrata nel mercato ucraino degli idrocarburi. In Ucraina hanno apprezzato molto le competenze dell'Eni nella produzione di gas naturale nelle zone offshore: le esperienze del gruppo italiano saranno molto richieste nel Mare di Azov e nel Mar Nero. Si prevede che in seguito all'esaurimento dei siti nel Mare Adriatico sei piattaforme produttive dell'Eni potranno essere spostate nelle zone offshore lungo le coste ucraine. Il coinvolgimento di un partner internazionale come Eni, che dispone delle più moderne e avanzate tecnologie, permetterà all'Ucraina di realizzare con successo il programma statale di maggiore indipendenza energetica.
All’inizio dello scorso mese Cadogan Petroleum aveva ceduto all’Eni il 60% dei giacimenti di Pokrovskoe e di Zagorjanskoe (la regione di Poltava in Ucraina). Per il momento l’Eni ha acquisito il 30% di Pokrovskoe con l’opzione di acquisto del restante 30 per cento, e del 60% del sito produttivo Zagorjanskoe.

 

Enel sta programmando un massiccio investimento in Russia

Il gigante di energia elettrica italiano l’Enel prevede di investire nel periodo 2011-2015 nello sviluppo delle proprie capacità produttive in Russia fino a 850-900 milioni di euro. Lo ha annunciato il vice presidente esecutivo del gruppo Carlo Tamburi. L’Enel sta mettendo in funzione nuove turbine: il 15 luglio alla cerimonia per l’avvio della turbina da 410 megawatt di energia installata da Enel nella centrale di Sredneuralskaja ha preso parte il primo ministro russo Vladimir Putin. Come ha sottolineato Tamburi, entro il 2015 l’Enel realizzerà un progetto da 250 milioni di euro di installazione presso la centrale di Reftinskaja di un impianto per l’eliminazione delle scorie. Attualmente l’Enel sta portando avanti una serie di progetti d’investimento nelle diverse regioni della Russia, tra cui quella di Sverlovsk. Nel periodo 2007-2010 il volume degli investimenti dell’Enel in Russia è stato pari a 180 miliardi di rubli, di cui 120 miliardi come investimenti diretti. L’Enel controlla in Russia le centrali elettriche OGK-5. Il gruppo italiano collabora con la Russia nel settore delle forniture di gas naturale nei Paesi dell’Europa Occidentale e partecipa all’esplorazione e allo sfruttamento dei giacimenti di gas nelle regioni della Siberia Nordoccidentale.

 

La Pirelli potrà annunciare la costruzione di una propria fabbrica in Russia

In passato la stampa russa e internazionale aveva più volte diffuso indiscrezioni riguardo le intenzioni della Pirelli di costruire in Russia una propria produzione di pneumatici. Secondo le informazioni raccolte da Deutsche Bank, nel mese di agosto la Pirelli potrebbe ufficialmente annunciare l'inizio dei lavori di costruzione di una fabbrica in Russia. Il nuovo stabilimento dovrebbe produrre pneumatici per tre milioni di euro l'anno. Non molto, ma un volume che dovrebbe soddisfare il fabbisogno russo di pneumatici italiani di questo marchio.
Il mercato russo consuma fino a 38 milioni di pneumatici l’anno, ovvero appena il 3% del mercato globale dei pneumatici. Gli analisti definiscono il mercato russo di pneumatici ancora non molto vasto, costituito da un 20% di pneumatici installati su autovetture nuove e da un 80% del cosiddetto “mercato secondario”. Il settore dei pneumatici della fascia superiore raggiunge appena i sei milioni unità l’anno, una cifra non grande in confronto con il mercato dell’Europa Occidentale. nello stesso tempo gli analisti si aspettano nei prossimi 5-6 anni una crescita esplosiva delle vendite di pneumatici in Russia.

 

Il “made in Italy” sbarca nel Caucaso del Nord

n Il “made in Italy” sbarca nel Caucaso del Nord: una sfida in una regione difficile, con forti tassi di disoccupazione e rigurgiti terroristici ma anche una delle priorità del governo russo. Per lo sviluppo della regione del Caucaso del Nord l'esecutivo di Vladimir Putin ha previsto un piano da qui al 2025 con investimenti per oltre 450 miliardi di rubli (più di 11 miliardi di euro) e la garanzia federale pari al 70% del valore degli investimenti e dei progetti eseguiti.
Si tratta di una grande opportunità per le Pmi italiane, ma anche per le grandi aziende: Enel ha inaugurato nei giorni scorsi a Nevinnomisskaya il suo primo impianto di generazione realizzato in Russia, che servirà anche a garantire l'elettricità per le Olimpiadi Invernali di Soci 2014, mentre il gruppo Armani ha firmato un accordo per la gestione di un hotel a cinque stelle nella zona di Piatigorsk. Sberbank, inoltre, sta cercando di convincere la Fiat a investire nella Derways, con sede a Cherkessk, capitale della repubblica autonoma di Karacaievo-Cerkessia.
In questo contesto decolla il progetto «Italy meets Caucasus», che domani e dopodomani porterà decine di imprese italiane a Stravropol per la prima di una serie di workshop in tutto il Caucaso russo.
«Lo sviluppo economico e sociale del nuovo distretto federale del Caucaso, che comprende le regioni di Stavropol, le repubbliche di Kabardino-Balkaria, Karaciaevo-Cerkessia, Ossezia del nord, Daghestan, Cecenia e Inguscezia, come ha ribadito il presidente Medvedev, è “una delle priorità del governo russo».
Alla vigilia dell'evento Pierpaolo Lodigiani, console onorario italiano a Krasnodar e tra i promotori dell'iniziativa, ha spiegato all’Ansa: «Si creano rilevanti opportunità per le imprese italiane che decideranno di affrontare queste regioni, sia da un punto di vista commerciale sia per i propri investimenti sul territorio». Il console onorario Lodigiani ha proseguito, sottolineando che «il progetto servirà per conoscere meglio il territorio e gli operatori locali, con meeting, tavole rotonde e incontri mirati».
Uomo e donna del Caucaso in abiti tradizionaliSono già state individuate, come precisa lodigiani «alcune aree economiche di riferimento privilegiate, tra cui l'energia, l'agricoltura, l'allevamento e l'agroalimentare, la chimica e la petrolchimica, nonché il turismo per lo sviluppo di straordinarie aree montane e termali». Tra le altre realtà c’è Kavminvodi, storica meta curativa dai tempi zaristi). Alla realizzazione dei progetti di investimento partecipano le principali banche russe, tra cui Vneshekonombank, Sberbank e Rosselkozbank.
Già molte realtà italiane si sono affacciate nel Caucaso: il gruppo Ferruzzi, Laverda (che quest'anno ha venduto la prima trebbia d'importazione al Daghestan), la cooperativa Ceramica di Imola, la Mulmix e la Lucchini.
Le aziende che parteciperanno a 'Italy meets Caucasus' avranno la possibilità di verificare gli sviluppi della loro attività tra soli due mesi alla decima edizione del Forum degli investimenti di Soci.