La crisi ha influenzato poco il flusso degli investimenti verso la Russia

Gli investitori globali non hanno perso il proprio interesse nei confronti della Russia - L’anno scorso il Paese si è trovato al quinto posto in Europa per l’afflusso degli investimenti esteri diretti - Per gli analisti la Russia ha buone prospettive anche per gli anni a venire - Nel possibile rating mondiale dei prossimi tre anni gli esperti hanno assegnato alla Russia il settimo posto - I due leader sono la Cina e l’India.

Diversamente dal trend generale alla riduzione degli investimenti esteri diretti che si è manifestato nel 2009 tra i Paesi dell’Europa Orientale, in Russia il numero dei progetti realizzati con il denaro straniero è addirittura aumentato. Secondo un sondaggio, condotto della società di consulenza finanziaria Ernst & Young, la Russia si trova in Europa al quinto posto della scala dei Paesi più attraenti per gli investitori esteri.
Nel 2009 la Russia ha accumulato 170 progetti realizzati con investimenti esteri diretti, ovvero il 18% in più rispetto a quelli registrati nel 2008.
Gli investitori esteri preferiscono investire in progetti di produzione di prodotti e dei servizi realizzati per la crescente classe media. Gli autori della ricerca hanno enfatizzato il fatto che, nonostante la crisi finanziaria globale, l’afflusso degli investimenti in Russia non è stato interrotto.
Nel 2009 le società russe hanno registrato 3.303 progetti d’investimento originali, ovvero l’11% in meno rispetto al 2008. Il livello delle attività d’investimento varia da Paese a Paese, ma anche sullo sfondo delle sviluppate economie europee che continuano ad attirare la maggior parte degli investimenti esteri, anche la Russia è riuscita a dimostrare buoni risultati che, però, non possono ancora essere paragonati con quelli della Gran Bretagna dove il numero dei progetti d’investimento registrati è calato nel 2009 soltanto dell’1 per cento. In Francia, in Italia e in Germania questo indicatore è diminuito rispettivamente dell’1%, del 4% e del 7 per cento.
Tra gli ex Paesi del blocco sovietico le conseguenze della crisi globale si sono manifestate in maniera più pesante in Polonia, in Ungheria, in Romania e nella Repubblica Ceca: nei quattro Paesi il numero totale dei progetti d’investimento registrati è diminuito del 40 per cento.
Come hanno sottolineato gli analisti di Ernst & Young, nel 2009 gli investitori europei e quelli del resto del pianeta si sono concentrati in operazioni sui maggiori mercati affidabili, di conseguenza lo spostamento delle attività d’investimento in Gran Bretagna, in Francia, in Italia e in Germania ha provocato una drastica diminuzione di quelli nell’Europa Centrale e Orientale e addirittura nei paesi minori dell’Europa Occidentale.
Inoltre, la crisi finanziaria e il deflusso degli investimenti hanno colpito i settori industriali che di principio necessitano di investimenti sostanziosi e anche quelli legati, in maniera particolarmente forte. alle economie emergenti.
È stata registrata una considerevole diminuzione dei progetti d’investimento realizzati nell’industria dell’auto, in quella mineraria, nel settore dei trasporti e in quello dei servizi per l’impresa, nell’elaborazione di software.
In altri settori, meno influenzati dalla crisi tra cui l’industria farmaceutica, l’industria dei generi alimentari e l’industria elettrotecnica il numero dei progetti d’investimento è addirittura aumentato.
Mentre gli Stati Uniti, il Giappone e i maggiori Paesi europei hanno diminuito la propria partecipazione finanziaria nella realizzazione de progetti d’investimento, la Cina ha aumentato notevolmente nel 2009 il proprio coinvolgimento finanziario  in Europa.
Nel 2009 il numero dei progetti d’investimento finanziati dalla Cina è aumentato rispetto al 2008 di circa il 30%, salendo da 87 a 111. La Cina è salita al terzo posto per numero di posti di lavoro creati in Europa nel 2009 grazie a investimenti esteri.
In Russia gli investimenti esteri diretti hanno permesso di creare nell’industria il 12% di nuovi posti di lavoro creati nel 2009. I maggiori progetti d’investimento realizzati nel 2009 con capitale straniero riguardano l’industria dell’auto con 3mila nuovi posti di lavoro. Per questo la Russia si trova al terzo posto per numero di posti di nuovi lavoro  creati nel Paese nel 2009 grazie agli investimenti esteri diretti.
Inoltre, gli analisti hanno dichiarato di aver notato che il clima per gli investimenti in Russia nel 2009 è diventato più favorevole rispetto a quanto registrato nel 2008.
Nel periodo a medio e a lungo termine gli investitori strategici continuano a considerare i Paesi dell’Europa Orientale e la Russia in particolare come un’area di importanza primaria. La Russia e alcuni altri Paesi dell’Europa Orientale sono al terzo posto con il 59% nel rating degli investitori internazionali, alle spalle della Cina (66%) e dell’India (61%).
Da sola la Russia occupa il settimo posto con il 48% dei voti nella classifica dei Paesi più interessanti per gli investimenti esteri diretti. Seguono il Brasile con il 43% dei voti favorevoli degli esperti e l’Europa Occidentale con il 46% dei voti.
 
 
Notiziario dai mercati Csi su dati Ernst & Young