In calo l’industria delle costruzioni della Russia
Il ministero delle Statistiche (Rosstat) russo si aspetta una contrazione dei volumi delle costruzioni del 6% nel primo trimestre del 2010 - Mentre la domanda è in calo aumentano i costi dei materiali per l’edilizia - Nel 2010 potranno essere consegnati non più di 55 milioni di metri quadrati delle superfici - Nel 2009 sono stati avviati pochi progetti nuovi.
L’anno 2010 sarà ancora molto difficile per l’industria delle costruzioni della Russia che non ce la farà ancora ad uscire dalla crisi. Nel primo trimestre il volume delle costruzioni rischia di diminuire del 6%, come si aspettano gli esperti di Rosstat. Nei primi tre mesi dell’anno saranno costruiti immobili per appena 600 miliardi di rubli. Un dato che rischia di diventare il più basso degli ultimi tre anni. Gli operatori dell’industria delle costruzioni hanno denunciato un rapido aumento dei costi delle opere. Questo significa che il calo dei volumi delle costruzioni in termini di denaro è legato a una drastica diminuzione dei nuovi cantieri e non al minor costo delle opere.
Le conclusioni tratte dagli esperti di Rosstat da un recente sondaggio d’opinione parlano chiaro: ci sono poche speranze che l’industria delle costruzioni riesca a risollevarsi dalla crisi in tempi brevi. Soltanto l’8% degli operatori del settore crede in una rapida uscita dalla situazione negativa, il 12% teme un ulteriore peggioramento, mentre l’80% degli intervistati ha dichiarato di non aspettarsi alcun cambiamento né positivo, né negativo.
Le difficoltà di cui soffre l’industria delle costruzioni della Russia è tipica per molti Paesi europei.
In Italia, secondo i dati dell’Istat, nel 2009 si è registrato un calo dell’11,4% rispetto al 2008. L’istituto ha sottolineato che l’indice corretto per gli effetti di calendario era sceso dell’11,3%. Nel 4° trimestre del 2009 l’indice destagionalizzato della produzione nel settore delle costruzioni si è ridotto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. L’indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato un calo dell’8,2% rispetto al 4° trimestre 2008.

Più o meno come in Russia, anche in Italia il crollo della produzione nelle costruzioni nel 2009 è il dato “peggiore dal 1996, primo anno di confronto delle serie storiche” avviate su questo comparto nel 1995. Gli esperti dell’Istituto spiegano che il settore analizzato comprende le costruzioni residenziali, commerciali e del genio civile (strade, aeroporti, ospedali ecc.) mentre non tiene conto delle manutenzioni.
Ma torniamo alla Russia. I dati riguardo all’andamento dell’industria delle costruzioni nel primo trimestre del 2010 saranno resi pubblici alla fine di aprile. Ci si aspetta un calo del 6 per cento. Intanto sono stati pubblicati i dati deludenti del settore nel gennaio del 2010: il volume delle opere realizzate è stato di 169,3 miliardi di rubli, scendendo rispetto al corrispondente mese del 2009 del 10,6%, e addirittura del 66,8% rispetto al mese precedente (dicembre del 2009).
Se le previsioni del Servizio federale delle statistiche dovesse essere corrette, il volume delle opere realizzate nel primo trimestre del 2010 non dovrebbe superare i 600 miliardi di rubli, contro i 700 miliardi nel 2008 e i 640 miliardi nei primi tre mesi del 2009.
Non si potrà ripetere un leggero aumento delle opere - l’anno scorso sono stati consegnati 10,4 milioni di metri quadrati di superficie, ovvero +2,4% - diventato possibile grazie alla base produttiva consolidata nel 2007-2008 e alla diminuzione dei costi dei materiali da costruzione della fine del 2008.
Nel 2010 i prezzi dei materiali da costruzione non fanno che crescere, perciò i risultati del settore rischiano di diminuire sia in denaro che in superficie costruite. Inoltre, aumentano i costi dei crediti e i prezzi dell’urbanizzazione (reti elettriche, fogna, acqua, ecc.)
Per tutto il 2009 il mercato degli immobili della Russia è rimasto paralizzato. Nel 2010 soltanto pochi developer sono riusciti a ristrutturare i propri debiti e a risolvere il problema dei finanziamenti da parte delle banche. Il problemi dei crediti inaccessibili e il calo della domanda hanno colpito duramente i ritmi delle costruzioni e i volumi del settore. Nel 2009 i costruttori sono riusciti a portare a termine la maggior parte delle opere, la cui costruzione era iniziata prima della crisi, mentre pochissimi opere nuove sono state avviate. La scarsità dei crediti non permette di avviare nuovi progetti di costruzione.
Di conseguenza, gli operatori prevedono che una stabilizzazione dell’industria e il ritorno delle costruzioni sui livelli registrati prima della crisi globale si verifichino non prima del 2012-2013. Intanto le previsioni parlano di 50-53 milioni di metri quadrati di case costruiti nel 2010. Un dato del 16% inferiore ai livelli registrati nel 2009. Secondo un programma governativo dello sviluppo dell’industria delle costruzioni nel 2010, la Russia avrebbe dovuto arrivare a 90 milioni di metri quadrati di superfici costruite all’anno.
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