Rischio di bancarotta per 200 istituti di credito russi

Nei prossimi due anni in Russia proseguirà una graduale ristrutturazione del settore bancario - Tra bancarotte, fusioni e take-over rischiano di scomparire dal mercato nel biennio 2010-2011 fino a 200 banche russe - Il Governo sta per rinunciare al programma che prevedeva l’aumento della capitalizzazione di mercato delle banche russe tramite lo swap dei bond Ofz in azioni privilegiate delle banche: il denaro andrà ad alcune aziende ‘strategiche’ come Avtovaz, il gruppo Aeronautico riunito.

Nei prossimi due anni il settore bancario russo rischia di “perdere” da 100 a 200 istituti di credito. È l’opinione del ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, secondo cui l’ondata di bancarotte potrebbe investire un numero assai maggiore di istituti di credito russi, dal momento che lo Stato è in grado di appoggiare soltanto le 100 maggiori banche del Paese.
Secondo Kudrin, nei prossimi anni in Russia andrà avanti una graduale ristrutturazione del settore bancario, un processo che sarà accompagnato da un crescente numero di fusioni e di take-over, ma non avrà proporzioni di una valanga. Di conseguenza, dal 2010 al 2011 potrebbero smettere di operare da 50 a 100 banche all’anno.
Vale a dire che tra due anni il numero degli istituti di credito in Russia potrebbe diminuire del 18%-20%, scendendo a  850-900 istituti. Intanto, dall’inizio della cresi economica nel Paese sono andati in bancarotta 42 istituti di credito, ossia il 3,7% del numero totale di banche. Ciononostante, il sistema bancario russo continua a essere molto squilibrato: i 200 maggiori istituti di credito controllano il 94% di tutte le attività del settore. Le prime cinque banche ne controllano circa il 50 per cento.
Per prime saranno destinate a scomparire dal mercato le piccole banche che non riusciranno a rispettare la sempre più rigida normativa di capitale proprio. In realtà si tratterà di un numero di banche che attualmente controlla complessivamente dall’1% al 5% delle attività bancarie del Paese.
“Crack di una banca”, pittore Vladimir Makovskij, Olio su tela, 1881La stangata nel settore bancario era prevedibile ed è legata alle recenti iniziative della Banca centrale: dal 1° gennaio del 2010 il volume minimo di capitale proprio di una banca non potrà essere inferiore a 90 milioni di rubli (3,1 milioni di dollari circa). Secondo i dati statistici, diffusi dalla Banca centrale nello scorso settembre, attualmente164 istituti di credito non sono in grado di garantire il rispetto di questa condizione di base. E potranno essere o liquidati, oppure trasformati in società di credito di tipo “non bancario”. Dal momento che il processo di aumento dello standard del capitale proprio proseguirà - nel 2010 il livello minimo accettabile di capitale bancario proprio dovrà salire a quota 180 milioni di rubli - il numero delle banche operative continuerà a diminuire. Attualmente per quanto riguarda il capitale proprio 140 istituti di credito si trovano nel campo compreso tra i 90 e i 180 milioni di rubli e rischiano di non farsela a rispettare lo standard del 2012.
Esiste però il rischio che il numero degli istituti di credito che dovranno chiudere i battenti sia addirittura ancora più alto rispetto alle previsioni ufficiali: il settore bancario in generale continua a soffrire a causa di attività “tossiche”, che esercitano una forte pressione sui capitali bancari. Molte banche di medie dimensioni  rischiano di trovarsi nei prossimi mesi sull’orlo del fallimento, una situazione che a sua volta rischia di colpire l’economia di molte regioni della Russia.
Molti analisti concordano che si può evitare una seconda ondata di crisi causata dai “crediti cattivi”. Secondo lo stesso Kudrin il “settore bancario ha accumulato un tasso di resistenza sufficiente per riuscire a far fronte ai problemi finanziari: “La fuga di depositi bancari, registrata nel quarto trimestre del 2008 si è limitata al 7,8% ed era dovuta essenzialmente alle aspettative di una svalutazione del rublo”, ha detto Kudrin, sottolineando il fatto che il volume dei debiti scaduti alla fine del 2009 non dovrebbe superare il previsto 10%-15 per cento. Questi dati non minacciano la stabilità del settore bancario, mentre la situazione determinata dalla fuga di capitali, dalla crisi di liquidità e dalla riduzione della capacità di pagamento delle aziende russe si è stabilizzata.
Uno dei fattori negativi è legato al fatto che il programma anticrisi di assistenza al settore bancario non ha prodotto ancora risultati tangibili. Dal punto di vista del ministro delle Finanze, lo Stato ha sacrificato una parte del budget e le riserve valutarie accumulate nei fondi statali di vario tipo e ha evitato, così, il pericolo di chiusura di molte aziende strategiche, il crack del settore finanziario, e, di conseguenza, un pericoloso aumento della tensione sociale. “In questo contesto il disavanzo pubblico che ci aspetta nel 2009-2010 può essere giustificato”, ha detto Kudrin.
Gli investimenti statali nei programmi di sostegno del settore bancario hanno permesso di conservare la fiducia delle aziende e della clientela privata nei confronti delle banche, che in preda al fallimento minacciavano di paralizzare non soltanto il sistema dei crediti al settore reale dell’economia nazionale, ma anche quello dei pagamenti. I volumi dei depositi bancari della clientela privata crescono da quattro mesi consecutivi e ciò potrà costituire una solida base per l’erogazione dei crediti nuovi.
Fino alla stabilizzazione del settore dei crediti lo Stato continuerà a erogare aiuti finanziari a un gruppo di banche di importanza strategica per il sistema finanziario del Paese. Finora gli aiuti finanziari sotto forma di crediti subordinati è stato indirizzato a 13 delle maggiori banche del Paese per un totale di 266,5 miliardi di rubli. In particolare, la maggiore banca russa, Sberbank, ha ottenuto dalla Banca centrale 500 miliardi di rubli. Inoltre, si prevede che per l’aumento della capitalizzazione di mercato delle banche russe tramite il sistema delle obbligazioni Ofz saranno spesi 150 miliardi di rubli nel 2009 e altri 250 miliardi nel 2010.
Ma questo programma intitolato “bond Ofz in cambio di azioni privilegiate delle banche” è stato in forse: il Governo sta preparando una serie di emendamenti alla Legge finanziaria del 2009, in base ai quali 300-400 miliardi di rubli, destinati in un primo momento all’aumento della capitalizzazione del settore bancario tramite l’emissione dei bond Ofz potranno essere spesi per aiutare imprese del sistema economico russo, tra cui la fabbrica dell’auto Avtovaz, il gruppo unito Navale, il gruppo unito Aeronautico. Infine, gli aiuti statali alle aziende potranno raggiungere 600 miliardi di rubli e non i 450 miliardi approvati dalla Legge finanziaria del 2009.
 


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