L’analisi del portafoglio creditizio delle banche estere in Russia

Nel biennio 2007-2008 il portafoglio creditizio delle banche in Russia è cresciuto di quasi 2,5 volte – Prima della crisi il portafoglio creditizio delle banche estere in Russia è aumentato del 6% al mese, ovvero sopra la media russa - La riduzione del portafoglio creditizio delle sussidiarie delle banche estere in Russia dall’agosto del 2008 è stata dell’1,5 per cento.

Dall’inizio del 2007 alla fine della prima metà del 2008 i volumi di crediti erogati dalle banche all’economia nazionale è cresciuto a un ritmo medio del 5% al mese. In particolare, nel gennaio 2007 il volume dei crediti erogati dalle banche all’economia russa era  pari a 267 miliardi di dollari, mentre alla fine del primo semestre 2008 (01.07.2008) il dato era di 632 miliardi di dollari. Vale a dire che in un anno e mezzo si è registrato un aumento del portafoglio creditizio delle banche russe di quasi 2,5 volte.
In gran parte una crescita di queste proporzioni è stata legata alle banche estere presenti in Russia, tra cui Banca Intesa e  KMB Bank (nell’ottobre del 2009 è avvenuta la fusione di questi due istituti di credito controllati dal gruppo Intesa Sanpaolo ).
Nello stesso periodo il portafoglio creditizio delle banche estere in Russia è cresciuto mensilmente del 6%, ovvero sopra la media russa. In base a questo dato le banche estere hanno superato le banche statali e quelle private che hanno registrato un aumento mensile del portafoglio creditizio rispettivamente del 5 e del 4 per cento. Questa dinamica della crescita dei crediti erogati alle imprese ha permesso alle banche estere di aumentare ulteriormente la propria quota di mercato .
Mentre all’inizio del 2007 le sussidiarie delle banche estere (in base alla legge russa le banche estere per il momento non possono aprire nel Paese delle filiali vere e proprie) controllavano il 10% del volume complessivo dei crediti erogati alle aziende, a metà del 2008 la loro quota è salita al 13 per cento.
Portafoglio CreditizioLa situazione è cambiata nel secondo  semestre 2008 quando la Russia è entrata nella fase attiva della crisi economica e finanziaria. Sia le banche russe che quelle estere hanno ridotto gradualmente i volumi di crediti erogati all’economia nazionale. Di conseguenza, la riduzione del portafoglio creditizio delle sussidiarie delle banche estere in Russia dall’agosto del 2008  fino al momento attuale è stata dell’1,5 per cento. Paradossalmente le banche estere in Russia  hanno ridotto meno l’erogazione dei crediti alle aziende rispetto a quanto hanno fatto gli istituti russi.
Vale a dire che la crescita del portafoglio creditizio delle banche estere si è fermata in seguito a una notevole riduzione dell’erogazione di nuovi prestiti, mentre i rimborsi dei crediti erogati in precedenza ha favorito una dinamica negativa dei portafogli creditizi. Una situazione più o meno analoga è stata registrata nel settore delle banche russe, statali e private.
Le banche private nel periodo agosto 2008 – ottobre 2009 hanno ridotto in media il volume del proprio portafoglio creditizio del 2,3% al mese (ricordiamo che le banche estere hanno ridotto il proprio portafoglio creditizio nel periodo indicato dell’1,5%), mentre gli istituti statali, ai quali il Governo ha affidato il compito di appoggiare i settori strategici dell’economia nazionale, lo hanno ridotto mensilmente dello 0.4% .
Ancora più interessante si presenta il quadro dei portafogli creditizi se analizzati in rubli. Dall’agosto del 2008 il volume dei crediti convertiti in rubli che le banche estere in Russia hanno erogato all’economia nazionale è cresciuto a un ritmo medio dello 0,7 per cento. Nel settore delle banche russe il volume dei crediti in rubli è diminuito nel corrispondente periodo dello 0,3% per le banche private, mentre per quelle statali è aumentato dell’1,6 per cento.
Le banche estere hanno rallentato la crescita del proprio portafoglio creditizio sia nel settore di crediti a medio termine, da uno a tre anni, sia in quello a lungo termine (più di tre anni). In particolare, nei primi nove mesi del 2009 il portafoglio creditizio delle banche in Russia ha registrato una crescita zero, mentre nel settore di crediti a lungo termine la crescita è stata dello 0,8 per cento. Ma le banche estere non hanno proseguito nella diminuzione del proprio portafoglio  crediti a lungo termine. Vale a dire che le banche estere non hanno avviato l’esportazione di denaro a lungo termine dalla Russia. Nello stesso tempo la diminuzione del loro portafoglio creditizio è legata in primo luogo a una riduzione dei ritmi di erogazione dei prestiti a breve termine, inferiori a un anno.
Ciò significa che le banche estere hanno ridotto drasticamente l’erogazione dei nuovi crediti a breve termine, mentre per il rimborso dei prestiti erogati in precedenza la loro quota nel totale portafoglio creditizio si riduce considerevolmente. Questo calo ha causato dei problemi nel settore dei mezzi circolanti per le aziende russe.
Prima della crisi i crediti “cattivi” nel portafoglio delle banche estere erano arrivati all’1,8%, in quello delle banche russe private al 2,2% e per quanto riguarda gli istituti statali all’1,1 per cento. Inoltre, fino all’inizio della crisi economica e finanziaria i debiti “tossici” (convertiti in dollari) hanno registrato un aumento per  le banche estere pari al 6%, per le banche private russe al 7% e al 3% per quelle statali.
Dall’inizio della crisi i debiti scaduti in mano alle banche estere crescono in media del 9% al mese, mentre il dato è dell’8% per le banche private russe e  dell’11 per cento per quelle statali.
In questo momento il volume dei crediti scaduti nei portafogli delle banche estere è aumentato di tre volte, raggiungendo il 7% del totale, mentre per gli istituti russi privati e statali è cresciuto di quattro volte, raggiungendo  l’8% del portafoglio creditizio per le banche private e il 4% per quelle statali. Al 1 settembre 2009 il volume complessivo dei crediti scaduti denominato in dollari è stato pari a 30 miliardi di dollari.
Effettivamente esclusi i mezzi dei debiti scaduti nei primi nove mesi del 2009, il volume dei crediti (convertiti in dollari) che le banche estere hanno erogato all’economia russa è aumentato dello 0,4%, mentre per le banche private lo stesso dato è stato pari allo 0,1 per cento. Soltanto le banche statali, grazie ai mezzi ottenuti dai fondi pubblici, hanno aumentato l’erogazione dei crediti del 2% al mese.
Parallelamente alla riduzione dei crediti erogati dalle banche estere e nazionali, le società russe hanno incontrato difficoltà a rastrellare nuovi prestiti sui mercati internazionali. Fino all’inizio della crisi il volume dei mezzi ottenuti dalle banche straniere all’estero era cresciuto del 10%. Per le banche russe private e statali questo dato era stato pari rispettivamente al 4% e al 3,9 per cento. Dopo l’inizio della crisi il volume dei mezzi ottenuti all’estero per le banche straniere in Russia diminuisce in media del 2% al mese, per quelle private russe del 5% al mese e per le banche dello Stato del 4% al mese.
All’inizio del 2007 il 25% dei crediti erogati dalle banche straniere in Russia è stato fatto tramite denaro ricevuto dall’estero. Alla fine della prima metà del 2008 questo dato è salito al 50%, mentre durante la crisi è sceso al 45 per cento.
Infine, le banche estere controllano l’11% del totale di tutti i nuovi crediti  erogati nei primi nove mesi del 2009 all’economia russa, contro il 13% di prima dell’inizio della crisi. Per quanto riguarda le banche estere c’è stata solo una riduzione del 2%, mentre gli istituti di credito russi hanno perso nel corrispondente periodo  il 6 per cento.
Vale a dire che in questo momento lo Stato rappresenta il principale creditore dell’economia russa. Nel settore di crediti alle imprese le banche statali sono riuscite a rafforzare le proprie posizioni, ma non a causa di un indebolimento delle posizioni delle banche estere, ma in seguito al ritiro di massa delle banche private russe. Indubbiamente in un periodo a breve termine una forte presenza delle banche estere e il potenziamento dello Stato possono essere considerati come fattori di maggiore stabilità. In un periodo a lungo termine questo squilibrio causato dalla perdita di posizioni dalle banche private russe può rappresentare una serie di rischi di sistema, legati alla futura politica economica e finanziaria dello Stato, che determinerà le politiche delle banche statali e conseguentemente a una reazione una reazione del capitale estero che a sua volta controlla le proprie banche in Russia.
 
 
Notiziario dai mercati Csi su dati Statbanker