Risanamento delle banche russe? No, grazie!
Le banche sperano che la ricapitalizzazione tramite lo swap dei bond del Tesoro (OFZ) in azioni privilegiate permetta di evitare l’applicazione delle procedure di risanamento – A rischio 5-7 istituti di credito – L’agente per il risanamento, l’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari , dispone di fondi assai limitati che le permettono di condurre intervenire ogni anno in 15-20 realtà – In diminuzione l’erogazione dei crediti alle persone fisiche.
La ricapitalizzazione delle banche russe tramite i bond del tesoro (OFZ) dovrebbe permettere di evitare un risanamento di massa delle banche russe. Se la procedura di ricapitalizzazione tramite lo swap dei bond OFZ in azioni privilegiate delle banche sarà estesa ad almeno 100-150 istituti di credito, la procedura di risanamento tramite l’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari non dovrebbe rendersi necessaria. Inoltre, la Banca centrale ha deciso di rinunciare a risanare massicciamente il settore bancario: questa procedura sarà applicata soltanto nei casi eccezionali e interesserà non più di 5-7 realtà. Ed è molto probabile che non sia necessario alcun intervento. Nello stesso tempo, dal momento che il ministero delle Finanze ha stabilito un’aliquota delle attività bancarie di 30 miliardi di rubli per poter accedere alle procedure di ricapitalizzazione tramite lo scambio delle obbligazioni OFZ in azioni privilegiate, soltanto 80-85 tra le maggiori banche russe potranno sfruttare questa occasione.
Vale a dire che l’Istituto centrale e il Governo hanno deciso di rinunciare all’assistenza a pioggia di tutte le banche che soffrono di problemi finanziari. Di conseguenza, le procedure di risanamento tramite l’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari saranno applicate esclusivamente in casi limitati. Una fonte della Banca centrale ha dichiarato al quotidiano Rbc Daily che gli approcci del Regolatore all’applicazione di risanamento con mezzi pubblici saranno molto più duri rispetto all’autunno 2008, il periodo in cui le decisioni sugli aiuti alle banche erano state prese sotto la pressione di una probabile fuga in massa di capitali dalla banche.
Contemporaneamente, la Banca centrale ha enfatizzato la propria risolutezza a rafforzare la lotta contro l’aumento a dismisura di capitali bancari attraverso mezzi esterni, che i vertici dell’Istituto hanno chiamato “attività improprie”.
Si moltiplicano gli esempi concreti di questa lotta: la Banca centrale ha respinto la richiesta di costituzione di una banca regionale che doveva essere costituita con i mezzi ricavati dalla vendita di quadri. In realtà il valore vero dei dipinti era di un milione di dollari e non di 200 milioni come dichiarato nella richiesta dei promotori dell’istituto.
Quelle della Banca centrale sono valutazioni molto più ottimistiche rispetto alle dichiarazioni rese in precedenza dal presidente dell’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari, Aleksandr Turbanov: “Per la fine del 2009 dovrebbero essere soggette alle procedure di risanamento 15-20 banche mentre 50-60 istituti di credito dovrebbero perdere le loro licenze”, aveva dichiarato Turbanov.
E questo perché una notevole crescita dei debiti del settore corporate rischia di provocare nel quarto trimestre del 2009 una seconda ondata della crisi economico e finanziaria.
In questo periodo l’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari è coinvolta nelle procedure di risanamento di 18 banche, ma gli analisti dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s hanno ricordato che l’Agenzia dispone di un budget assai limitato, adatto per condurre il risanamento di non più di 15-20 banche all’anno.
Le iniziative riguardo alla concessione dei mezzi supplementari agli istituti di credito sono state accolte positivamente dell’Associazione delle banche regionali. Il presidente dell’Associazione, Anatolij Aksakov ha dichiarato che le misure del Governo destinate ad aumentare la capitalizzazione degli istituti non potranno non diminuire il numero delle banche che rischieranno di essere soggette alle procedure di risanamento.
Inoltre, già adesso molte banche in difficoltà hanno lanciato dei programmi per risolvere i problemi di insufficienza di capitali attraverso il rastrellamento di mezzi supplementari dei propri azionisti e degli investitori, oppure passando “sotto l’egida” delle banche più grosse.
Insomma, contrariamente al pessimismo del primo momento soltanto poche banche saranno soggette alle procedure di risanamento.
Allo
Nello stesso tempo gli analisti finanziari temono che la ricapitalizzazione sia applicata alle maggiori banche, quelle della lista Top-30, mentre gli istituti di dimensioni medio piccole rischiano di rimanere “a bocca asciutta”. Questo fatto rischia di aumentare il numero di banche con seri problemi finanziari, che necessiteranno delle procedure di risanamento dell’Agenzia per l’assicurazione dei depositi bancari.
In altri termini, se il peso dei debiti scaduti dovesse aumentare di 2-3 volte, per lricapitalizzare le banche russe entro la fine del 2010 ci vorranno come minimo 700 miliardi di rubli, molti di più dei 460 miliardi che aveva deciso di stanziare il Governo per finanziare nel prossimi 18 mesi il programma di scambio dei bond OFZ in azioni privilegiate delle banche.
E mentre gli analisti fanno delle previsioni sulle prospettive di sviluppo del settore bancario russo, le banche hanno ridotto ulteriormente l’erogazione dei prestiti alle persone fisiche, che nel mese di luglio sono diminuiti dello 0,4 per cento. Dall’inizio dell’anno il portafoglio di crediti alle persone fisiche delle banche russe è calato dell’8,3 per cento rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. In diminuzione sono anche i crediti al settore corporate, che nel mese di luglio hanno registrato una flessione dello 0,2%, mentre dall’inizio del 2009 la crescita è stata del 2,4% contro l’aumento del 22,7% registrato nei primi sette mesi del 2008.
Complessivamente, il portafoglio creditizio del settore bancario russo al primo agosto del 2009 è stato pari a 20.250 miliardi di rubli, di cui soltanto 3.680 miliardi erano crediti concessi a persone fisiche.
Notiziario dai mercati Csi