Alle porte la riforma del sistema di cambio valute in Russia

Gli emendamenti in preparazione potranno cambiare radicalmente l’attuale meccanismo – Nel Paese fioriscono  agenzie “pirata” che truffano sui corsi e derubano i clienti – Se gli emendamenti saranno approvati gli uffici di cambio potranno essere aperti esclusivamente presso l’ufficio centrale di una banca oppure presso filiali o sedi supplementari.

La Banca centrale della Russia sta elaborando una serie di emendamenti alla Legge “Sulle banche e sulle attività bancarie” destinate a cambiare radicalmente l’attuale sistema degli uffici di cambio valute. In sostanza, la Banca centrale potrebbe vietare alle banche di aprire agenzie di cambio fuori dagli uffici bancari. Se gli istituti di credito vorranno avere delle agenzie di cambio valute  esterne alla sede centrale oppure dalle filiali saranno obbligate ad aprire degli uffici extra.
Secondo gli operatori del mercato valutario questi emendamenti alla legge sulle banche provocheranno in primo luogo una drastica riduzione del numero di uffici di cambio valute. Inoltre, le banche rinunceranno all’apertura di uffici supplementari presso i maggiori centri commerciali oppure presso i punti di vendita di automobili dove sono particolarmente richiesti i servizi di cambio  valuta. L’apertura di uffici supplementari non sarebbe vantaggiosa dal punto di vista dei costi.
“Obmenny punkt”, oppure “obmennik”, così in russo chiamano l’ufficio di cambio valuta.La necessità di elaborare gli emendamenti alla Legge federale “Sulle banche e sulle attività bancarie” è legata al fatto secondo cui ogni giorno la Banca centrale riceve numerose lamentele di russi che denunciano il cattivo funzionamento degli uffici di cambio, truffe di vario tipo e la violazione dei diritti dei consumatori. Le banche, sotto la cui egida funzionano gli uffici di cambio valute non reagiscono alle proteste dei clienti. Questa situazione riguarda in primo luogo Mosca e San Pietroburgo, mentre nei centri regionali gli uffici di cambio di valute funzionano solitamente presso gli uffici centrali o presso le filiali della banche. A Mosca invece una notevole quantità di uffici di cambio lavora in maniera del tutto autonoma con il marchio di una banca, che se in realtà non appartengono a questo istituto ma ne sfruttano solo il nome in base a un accordo commerciale.
Il Regolatore intende mettere ordine al funzionamento di questi uffici di cambio: gli emendamenti alla Legge “Sulle banche e sulle attività bancarie” costringeranno le banche a rinunciare alla  prassi di vendere il proprio marchio in quanto il diritto di aprire un’agenzia di cambio riguarderà soltanto l’ufficio centrale, le filiali e gli uffici supplementari. Se la banca vorrà aprire un ufficio di cambio valuta dovrà aprire un ufficio supplementare che, per risultare redditizio, dovrà offrire ai clienti anche altri tipi di servizi bancari.
Circa un anno fa il Servizio federale russo antitrust ha trasmesso alla Banca centrale la richiesta di obbligare gli uffici di cambio ad ampliare le informazioni riguardo ai corsi della valuta e ai costi del servizio. Molto spesso gli uffici di cambio in Russia usano metodi truffaldini, indicando all’esterno delle agenzie quotazioni molto vantaggiose che in realtà vengono applicate a grosse somme soggette (solitamente superiori a 10.000 dollari). Invece, per chi vuole cambiare piccole somme il corso è più basso. Questo sistema trae in inganno i clienti, che non di rado dopo aver consegnato il denaro da cambiare scoprono anche che l’operazione è soggetta a una “tassa del 2-3%”. Insomma, il corso offerto dall’ufficio di cambio truffaldino è molto vantaggioso rispetto a quelli offerti da agenzie di cambio nei dintorni, ma l’applicazione della “tassa” fa perdere al cliente molto di più.
In molte agenzie fiorisce anche la truffa dei cosiddetti “cassetti appiccicosi”: il cassiere mette le banconote da consegnare al cliente in un cassetto nel cui fondo è spalmato del miele. Una banconota si appiccica così al fondo del cassetto, mentre il cliente ritira – senza più contare - la mazzette che poco prima era stata contata 2-3 volte davanti ai suoi occhi dal cassiere.
Gli emendamenti alla Legge “Sulle banche e sulle attività bancarie” dovranno mettere ordine all’intero sistema di cambio valuta, sottoponendo queste operazioni - legate soprattutto al denaro in contanti - al controllo dello Stato.
Il numero di uffici di cambio “selvaggi” sarà dunque soggetto a una notevole riduzione, mentre le banche in assenza di concorrenza potranno applicare corsi di cambio decisamente meno vantaggiosi per i clienti.
Da una parte la chiusura degli uffici di cambio esterni alle sedi centrali o alle filiali delle banche permetterà di spazzare via dal mercato agenzie “pirata” che in realtà non sono legate a nessuna banca. Nello stesso tempo i previsti emendamenti ridurranno le opportunità per le banche legali di ricavare redditi supplementari dalle operazioni di cambio: aprire un ufficio speciale soltanto per organizzare il cambio di valuta non è vantaggioso dal punto di vista finanziario.
Inoltre, la Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento russo) sta esaminando gli emendamenti alla Legge “Sulla resistenza alla legalizzazione (riciclaggio dei redditi ottenuti per via criminale e al finanziamento del terrorismo” che  permetteranno alle banche in maniera extra giudiziaria e unilaterale di chiudere i conti bancari di persone fisiche o giuridiche quando esistano sospetti che questi conti possano essere legati alla legalizzazione oppure al riciclaggio di denaro sporco.
Gli emendamenti alla Legge daranno alle organizzazioni di credito il diritto di rinunciare all’esecuzione dell’accordo “sul conto bancario” in maniera unilaterale e senza applicare la procedura giudiziaria in tribunale se esistono dei sospetti fondati che un’operazione bancaria possa essere legata al riciclaggio di denaro sporco oppure al finanziamento delle attività terroristiche.


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